Mood transgender, la NYFW abbatte gli stereotipi di genere

New York Men's SS 19 #Day1

NewYork è nel clou della Men’s Spring Summer ’19. Dal 9 all’11 Luglio sarà la culla di designer emergenti le cui radici sono in ogni parte del mondo. Della prima giornata vi raccontiamo lo stile transgender di Alessandro Trincone, le linee architettoniche di Carlos Campos, le uniformi sportive di Willy Chavarria e le creazioni energiche di DYNE. Un tour artistico da cui c’è solo da imparare.

ALESSANDRO TRINCONE La sua collezione “Avvolgimi” è un viaggio dentro noi stessi che termina con la libertà di scegliere chi essere davvero. Non esistono standard sessuali ne ruoli di genere. Nata come menswear collection, in realtà è composta da modelli con una linea sottilissima tra femminilità e mascolinità, creata appositamente per abbattere gli stereotipi. La visione è quella di un futuro inclusivo a 360°. Ricordiamo Trincone anche per il suo successo nel 2016, quando i suoi abiti, esagerati nella silhouette e realizzati in chiffon e tulle, furono i protagonisti della copertina dell’album di Atlanta Young Thug. Di lui apprezziamo le origini (nostrane), la sua ribellione pulita, i tagli semplici e il coraggio di abbattere i diktat.

CARLOS CAMPOS L’architettura sembra condizionare questo giovane designer, il quale unisce sartoria ed elementi grafici con un inusuale tocco latino. In questa collezione egli vuole attingere al DNA del marchio, per questo propone cappotti sartoriali, pantaloni ultra fitted a vita alta con abbottonatura a vista e colori che vanno dal crema al nude, dal giallo alle nuance brillanti. Noto per il suo tocco irriverente, lo ammiriamo per i le macchie di colore e le forme capricciose ispirate ad un’architettura pulita ed elegante.

WILLY CHAVARRIA Una collezione dai colori vivaci che punta sulle mise sportive: pantaloncini e top dalle sagome squadrate si alternano ad uniformi con dettagli XL e a pezzi casual che sposano il denim. Chavarria ha voluto creare una collaborazione con il marchio calcistico danese Hummel e offrirà sponsorizzazioni ai giocatori di calcio di New York e ai cittadini statunitensi che offrono supporto agli immigrati. Lodevole.

DYNE Immersi in un mondo psichedelico e green, DYNE ci induce ad immaginare un “futuro nomade” sulle colline dell’Oregon grazie alle scenografie e ai materiali tecnici utilizzati, perfetti anche per sopravvivere nel deserto. La scelta è ricaduta sui tessuti Schoeller svizzeri e sulla lana italiana di Tollegno. E’ un inno al movimento, all’energia e alla comodità!

VICTOR LI In passerella una collezione molto personale: apre l’armadio del designer e mostra pezzi che lui stesso avrebbe indossato durante un viaggio estivo lungo la riviera italiana. L’uomo di Victor Li è pratico ma un po’ sognante, fa parte di “una nuova razza di gentiluomini” che amano i capi spalla e le stampe audaci. I suoi abiti sono prodotti a New York, ma prende in prestito i tessuti da tutto il mondo!

 

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