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La diva sportiva di Simonetta Ravizza è la regina delle passerelle

Il quinto giorno della Milano Fashion Week hanno sfilato sette designer italiani che hanno conquistato la città meneghina

Nel corso della quinta giornata della settimana della moda milanese, abbiamo visto le collezioni di Salvatore Ferragamo, Stella Jean, Roberto Cavalli, Simonetta Ravizza, Ermanno Scervino, Les Copains, Missoni, Gabriele Colangelo, Philosophy di Lorenzo Serafini, Cividini, A.F. Vandervorst, Agnona, GCDS ed Elisabetta Franchi.

Scopriamo nel dettaglio tutte le capsule collection.

Salvatore Ferragamo: per la sua seconda collezione, Paul Andrew, direttore creativo del brand italiano Salvatore Ferragamo, punta tutto su accessori must have e capi sartoriali. Tra questi sfilano in passerella gonne midi in camoscio, biker shorts, blazer in satin, mini abiti in pelle e bomber con interni in foulard, tutti declinati in numerose sfumature del beige che si accostano in perfetta sintonia alle tonalità più accese come il viola, il turchese e il rosso. Ispirato dall’archivio storico della maison, il giocane designer ha creato calzature maschili che hanno subito conquistato giornalisti e buyer, nate dalla collaborazione con Guillaume Meilland. “Con Guillame sto lavorando per fare di Salvatore Ferragamo un marchio che non solo sia attraente per tutte le generazioni ma le unisca. L’anima di questo marchio risiede nel genio artistico e tecnico dei modelli di calzature di Salvatore, il suo genio non invecchia mai, ed è da questo punto di partenza che abbiamo realizzato la collezione” ha spiegato Paul Andrew. 

Stella Jean: sostenibilità è la parola chiave che descrive la collezione della giovane designer italo-haitiana, da sempre sensibile alle tematiche sociali e ambientali. Ricordando gli schiavi obbligati a fare sette giri intorno all’Albero dell’Oblio per perdere l’orientamento e ripercorrendo la Vis del Cotone esaltando la centenaria tradizione beninese, Stella Jean ha dato vita a capi ecosostenibili che rievocano momenti del passato e realizzati anche grazie al contribuito delle donne del Benin, paese da dove proviene il cotone biologico dei suoi tessuti. “La sostenibilità oggi è di moda. Io l’ho trovata inserita in un contesto centenario” ha dichiarato la stilista che ha portato in passerella ampie gonne ricamate, abiti e camicie con fiocchi annodati in vita e impreziositi da ricami, paillettes e pietre. 

Roberto Cavalli: sensuale e dinamica, la donna di Paul Surridge, direttore creativo del marchio Roberto Cavalli, celebra il movimento e delinea il corpo femminile con una collezione dalle linee essenziali e influenzata dall’abbigliamento sportivo. Gli abiti attillati sono ricamati con dettagli preziosi come perline e paillettes e abbinati a capi in tessuti stretch o in pelle. Il logo del brand si rinnova ed è caratterizzato da due C borchiate utilizzate anche per decorare gli accessori. Non mancano le stampe animalier, simbolo della griffe italiana, abbinate a quelle di ispirazione africana per una donna dallo spirito nomade. “La destinazione è sensualità. Mi sto rivolgendo ad una nuova generazione di clienti, una clientela più giovane. Anche se l’età non importa. È l’attitudine ad essere più giovane” ha dichiarato il designer, aggiungendo: “La collezione è un viaggio in essere e una celebrazione della fisicità del corpo, un’evoluzione della sensualità piuttosto che della sessualità. Ci sono atmosfere vagamente nord africane che si ispirano a un viaggio che il team dell’ufficio design ha fatto insieme in Marocco”.

Simonetta Ravizza: sportiva e determinata anche la donna della stilista Simonetta Ravizza che si è ispirata allo stile della famosa tennista degli anni ’50 Lea Pericoli per la creazione della nuova collezione “Sport Diva”. Regina delle pellicce Made in Italy, la designer propone uno stile sportivo in versione moderna grazie ai bordi staccabili in marabù, le giacche biker, i cappotti in astrakan e inserti in cavallino abbinati a sneakers e pochette sporty-chic declinate nelle tonalità pastello. Immancabile la stampa animalier che diventa protagonista della collezione, rendendo tutti gli abiti unici nel loro genere.

Ermanno Scervino: il mix perfetto tra una visione futuristica e ispirazioni retrò. Protagoniste della collezione? Le rouches. Delineano la silhouette degli abiti in organza impreziositi da cristalli e dettagli in pelle abbinati ai cuissard e ai mocassini mannish. Il total white è un altro must della collezione che caratterizza trench, giacche sartoriali e completa in broccato. Lo stilista fiorentino è riuscito a portare in passerella il connubio tra stampe grafiche black and white, tessuti jacquard e volumi over per le giacche sartoriali dal taglio maschile. 

Les Copains: la collezione del brand Les Copains concentra tutta l’attenzione sulla palette composta da due nuance: bianco e beige. Tonalità neutre che colorano flag jacket in morbida maglia, camicie in seta, capispalla in siede malgioncini impreziosì da dettagli dorati. Il marchio ha colto l’occasione per festeggiare il 60esimo anniversario portando in passerella completi floreali dal military effect in omaggio ai capi iconici e storici della maison abbinati alla maxi bag con le frange. “Con questa stagione, vogliamo celebrare i nostri 60 anni di storia, tra i capi iconici che esprimono l’anima del nostro marchio, tutti reinterpretati, guardando il futuro, dalla nostra creative director Stefania Bandiera” ha dichiarato l’amministratore delegato Alessandro Mariani. La capsule collection è stata realizzata in collaborazione con gli studenti dell’Istituto Marangoni di Milano. 

Missoni: tempo di festeggiamenti anche per la maison italiana che ha compiuto il 65esimo anniversario del marchio con una sfilata caratterizzata da una reinterpretazione in chiave moderna della maglieria. “Siamo molto contenti del nostro investimento. È un voto del clan dei Missoni. Perché crediamo che ci sia ancora un grande futuro nella moda e nel lusso per la famiglia italiana” ha commentato Michele Norsa, l’ex CEO di Salvatore Ferragamo. Alcune tra le modelle più in voga del momento hanno sfilato con indosso giacche kimono color block, cardigan in cashmere, pantaloni in ciniglia impreziositi da dettagli in lurex e trecce knitted. 

Gabriele Colangelo: influenzato dallo stile orientale e in particolare modo da quello giapponese, lo stilista italiano ha utilizzato la tecnica usata dall’artista francese Hantaï per realizzare la collezione composta da tele piegate e tinte, caratterizzate da pattern geometrici. I capi sono declinati nelle tonalità più fredde del bianco e blu e l’accessorio indispensabile per completare ogni look nipponico è la famosa cintura obi. “Ho voluto dare un’idea di morbidezza e di qualità. Voglio esprimere un Made in Italy fatto soprattutto di cultura”, ha dichiarato il designer.

Philosophy di Lorenzo Serafini: ispirato dalle calde nuance del deserto, il giovane designer italiano rende omaggio allo spirito nomade con capi declinati nelle tonalità del sabbia, azzurro e un tocco di giallo. Una particolare attenzione viene dedicata alla stampa pitone, must have della nuova stagione, che decora e impreziosisce trench, camicie e jumpsuit abbinate a gilet in paillettes e ai volants che donano un tocco femminile ad ogni look. Non mancano gli accessori perfetti per le donne che non amano passare inosservate: sandali con lacci e perline sui bordi, borse colorate e oversize o delle tracolle  e fasce per capelli black and white.

Cividini: “Out of Africa” è il nome della collezione proposta dal brand italiano che ha preso ispirazione proprio dal noto film “La mia Africa” per creare una collezione dal design essenziale e contemporaneo. Ispirati dagli abiti del film, creati dal premio Oscar per i costumi Milena Canonero, i due direttori creativi hanno portato in passerella diversi look dallo stile esotico e allo stesso tempo metropolitano composti da dolcevita dipinti a mano, leggings a quadri e maxi gonne a pieghe a pois abbinate a morbidi blazer. 

A. F. Vandevorst: il brand belga, fondato e guidato da An Vandevorst e Filip Arickx, ha portato in passerella una collezione ispirata agli archivi della griffe con capi stampati e tessuti innovativi che omaggia gli abiti da sposa. Seta, popeline e cotone sono i tessuti che caratterizzano gli abiti declinati nelle candide tonalità del bianco, avorio e blu senza mai rinunciare ad un tocco di nero e maxi scritte per un look moderno e contemporaneo. 

Agnona: il brand, guidato dal designer Simon Holloway, debutta alla Milano Fashion Week con una collezione elegante dalla vestibilità morbida e caratterizzata da tagli lineari e una palette di colori vivaci e caldi al tempo stesso come il giallo, il verde e il rosso che ricordano le nuance di un antico mercato ricco di spezie. Il direttore creativo ha realizzato capi per una donna avventurosa e intraprendente che indossa sahariane, ampie gonne, e camicie dalla profonda scollatura per uno stile senza tempo e caratterizzato dall’artigianalità del Made in Italy.

GCDS: stravagante e fuori dagli schemi, uno dei brand streetwear più indossato dagli influenze nell’ultimo anno torna in passerella con una collezione ricca di elementi bizzarri e curiosi come le modelle mutanti e futuristiche con tre seni. La collezione, omaggio al film Paul Verhoeven del1990, nasce con lo scopo di far riflettere sulla società attuale, non solo, il brand ha realizzato una capsule collection ispirata ai Pokemon con maglioni, stivali e pettinature a tema Pikachu. 

Elisabetta Franchi: glitter mania per la stilista amante degli animali. I colori accesi e le stampe dominano la scena su capi dalla dimensione quasi surreale che prendono vita in passerella attraverso un gioco di fantasie e mix di nuance che donano ad ogni look un tocco di freschezza. Dagli abiti lunghi e sensuali ai trench in pvc abbinati a scarpe laminate per una donna femminile e intraprendente, sempre al passo con le ultime tendenze come la stampa lettering, la fantasia animalier e il tweed rivisitato in chiave moderna.

   

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