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Bruciano a Palais de Tokyo le streghe di Rick Owens

Paris Fashion Week - Primavera/Estate 2019.

Il quarto giorno della Paris Fashion Week, vede sfilare in passerella l’ “hippie modernism” di Chloè, l’omaggio ad Anna Katrina Zinkeisen di Ann Demeulemeester, il lungo viaggio di Paco Rabanne, la collezione chic di Y Project, le atlete olimpiche di Off- White, le diverse culture di Uma Wng, le streghe di Rick Owens e la “Sparkling Night” di Isabel Marant.

Chloè: una collezione definita “hippie modernism”quella cha ha sfilato sulla passerella della Paris Fashion Week. “Penso che il movimento hippie sia importante in questo momento, nella sua attenzione alla sensualità, alla comunità e all’ambiente. Volevo pendere i simboli di quel pensiero e portarli in città“, dice Ramsay- Levi. Ecco allora in passerella abiti con stampe foulard di seta e tagli sartoriali di lino grezzo impreziositi di pietre, top in poncho tagliati sotto al seno, tute con frange e stampe di arazzi e abiti stile boho new age. Fuggire e sfuggire ai confini della realtà quotidiana è uno dei temi chiave della stagione, Ibiza e in Marocco le mete principali. Viscosa e seta si intrecciano in un plissé stretto sui cappotti e riportano le stampe dei tappeti persiani. Camicette e abiti di seta con maniche ampie ed inserti in pizzo, abbinati ad accessori XL come gli orecchini scultorei, le collane e i pendenti come talismani, cavigliere e anelli per le dita dei piedi. Infine, i sandali con suola di sughero e nappe e le bag, da portare in mano dai colori laminati con il logo “C” in metallo.

Ann Demeulemeester: un omaggio all’artista scozzese Anna Katrina Zinkeisen che si traduce in una collezione morbida che viaggia tra sogno e realtà. Bianco e nero i colori principali che vediamo nelle tuniche bloccate con cinture in vita, nelle sottovesti nude di seta e veli in garza di lino chiuse al collo, che abbracciano il viso. Fiori applicati sui risvolti delle giacche, catene avvolte attorno alla vita e sui torsi, caratterizzavano tutti i look visti in passerella. I piccoli dettagli sono quelli che catturano l’attenzione, come nella giacca bianca, che è legata con un pezzo di corda, o nel vestito di cotone a cascata che rivela una fila di bottoni lungo il retro. 

Paco Rabanne: India, Cina, Giappone e Francia, raccontate attraverso i tessuti della collezione primavera estate di Julien Dossena. Non ho avuto abbastanza tempo da perdere”, ha detto, “quindi ho pensato di più al viaggio interiore nella mente. A proposito di un armadio di souvenir di qualcuno mescolato con i suoi stessi classici. ” Le stampe dei sari indiani ed i fiori di provenza sono sovrastati da cinture di monetine, raccontando il viaggio dello stilista. Long dress a colonna, giacche e tailleur dal taglio maschile, gonne a grembiule, tutto accompagnato dall’elaborato motivo paisley e dal broccato stravagante. Un mix and match tra abiti scivolati, parei stretti, abiti su pantaloni skinny e tagli sartoriali. Le maglie a catena, sapientemente intrecciate al pizzo Chantilly, ed infine le magliette con le parole “perdersi” e “misticismo”, con la grafica disegnata da Peter Saville. L’art director e graphic designer inglese, che ha recentemente ridisegnato il logo e il monogramma di archivio di Burberry, e che in questo caso ha aggiunto un tocco psichedelico alla linea. Per concludere, il metal mesh per gli accessori come le collane o le cinte, costituite da monetine di tutte le grandezze color oro. 

Y Project: una collezione chic ed ambiziosa quella di Glenn Martens, composta da 48 look, che parla a tutti i tipi di donna, ed è anche accessibile a tutti. Sfilano giacche sportive a doppio strato, ampi pantaloni che sul retro si trasformano in un’ampia gonna e sontuose e gloriosi abiti da sera. Gonne ampie e ariose, che si alternano a mini gonne strette e avvitate; Pantaloni fin sotto al ginocchio dal tessuto sportivo, ma anche ampi pantaloni lunghi dai colori sgargianti che si abbinano a canotte dallo scollo a U o a gilet a doppio petto. Infine le giacche, quelle over, con maniche molto lunghe o allacciate con un solo bottone e quelle avvitate, costituite da colori tenui, tagli sartoriali maschili, e baveri. Completano il look: décolleté vertiginose e sontuose borse. 

Off-White: una pista da corsa a tre corsie sostituisce la classica passerella per la sfilata firmata Virgil Abloh. “Ogni volta che disegno una collezione mi ispiro al mondo attorno a noi. Ho anche notato, per lo meno in America e nel mio contesto sociale, che uno stile di vita attivo sta diventando la norma. È un vero e proprio lifestyle: condurre una vita sana, mangiare sano e fare esercizio. Personalmente, non trovavo che con il nome “atheleisure” l’abbigliamento sportivo sposasse la moda in quanto concetto congiunto, quindi volevo accorpare questo abbigliamento atletico con la moda, ma in modo organico.” dice. Ecco allora sfilare, al fianco delle modelle, atlete olimpiche come la velocista britannica Dina Asher-Smith e la star dell’atletica Katarina Johnson-Thompson;  le atlete del salto in alto Vashti Cunningham e Cecilia Yeung, la campionessa dei 100 m English Gardner, la colombiana Caterine Ibargüen, la belga Nafissatou Thiam e la mezzofondista francese Rénelle Lamote. Tra i capi che fanno parte della collaborazione del marchio con Nike hanno sfilato reggiseni e body sportivi abbinati a tutù vaporosi e gonne di lino bianco, oltre a un paio di sneakers Vapor Street ridisegnate di recente. Inoltre, anche raffinate silhouette femminili fatte di abiti e vestiti fascianti e gonne fluttuanti come la lunga gonna bianca con balze di tulle a più strati che sfuma nel giallo neon, abbinata ad una classica maglietta bianca con logo in cotone, a sottolineare la continua influenza dello sportswear nelle collezioni di Virgil Abloh . “Essenzialmente è una femminilità che si scontra con l’abbigliamento atletico e sportivo. Ci sono texture e ci sono silhouette. Prendiamo le scarpe, per esempio, ho iniziato con una scarpa molto atletica che si è poi scontrata con un tacco alto molto femminile. Passiamo ai completi: ci sono ciclisti, ma dalle linee sartoriali. Uno scontro in 3D.  Il risultato finale è Off-White; è una metafora” conclude Virgil.

Uma Wang: colori vivaci per la donna firmata Uma Wang: “È la prima volta che provo a colorare“, ha detto, osservando che, mentre lei ama il nero, ha voluto portare un po ‘di vivacità in questa collezione. Abiti fluidi e femminili che prendono il posto di quelli dai tagli maschili delle precedenti stagioni, forme semplici ed ariose, che accompagnano dolcemente la shiluette della donna. Giacche destrutturate, cappe, strati di cinghie e tessuto annodate sui corpi delle modelle. La palette colori è composta da rosa tenui, colori caldi e naturali della terra, rame, che man mano lasciano il posto ad arancioni brillanti, rossi intensi e gialli. Un viaggio che tocca l’Africa, il Marocco, la Francia, l’Inghilterra, l’India, la Cina e Italia: “Non voglio attenermi a una sola cultura“, ha detto. 

Rick Owens: si accende un falò di una struttura geometrica alta più di 4 metri al centro del Palais de Tokyo, “Lord of Darkness”, Rick Owens svela la nuova collezione. Capispalla tridimensionali, composti e cuciti insieme irregolarmente, copricapi in metallo come fossero corone e maxi coat laserati e plastificati. Corpetti uniti insieme quasi a formare un’armatura, colori cupi come il nero, il marrone e il grigio, “il mondo è oscuro, ecco alcuni vestiti per sopravvivere” dice il designer. La collezione è stata progettata per una congrega di streghe che vivono nelle montagne gettando incantesimi, mentre cercano l’ordine e la ragione. I lunghi mantelli e gli abiti larghi erano vere e proprie strutture ingabbiate che incassavano i corpi delle modelle, tuniche corte fatte di denim laccato e feltro di gomma, mantelli tagliati a laser con pannelli che evocavano i supereroi e abiti di seta, che si gonfiavano dietro le modelle mentre camminavano. Tra gli accessori: scarpe da trekking, ma anche sandali bassi disegnate ancora una volta in collaborazione con Birkenstock e enormi occhiali da sole a mascherina. 

Isabel Marant: “Sparkling” è la parola d’ordine per questa collezione, che vede sfilare in passerella abiti di paillettes argentate, denim stinto o tinto di rosa pastello per tute, gilet e jumpsuit dal mood 80’s. Top dalle maniche a palloncino scintillanti, micro shorts che sembrano fatti apposta per la pista da ballo. Pantaloni baggy abbinati a stivali alti e morbidi, hot pants a vita alta in denim. Molti gli elementi neo-hippie riconducibili agli impulsi nomadi tanto cari a Isabel Marant, tra cui giacche bolero ricamate e abiti con paisley arruffati, bomber con dettagli trapuntati, pantaloni di broccato e blazer oversize. Felpe over di lustrini, espadrillas, gilet oversize, camicie con stampa paisley. Tutto ha un tocco boho, che è nel DNA del marchio: capi perfetti per una spensierata notte estiva in città. La sfilata si è conclusa con un cocktail party che celebra la recente collaborazione del marchio con L’Oréal. La passerella e la sala si sono quindi trasformate in una discoteca luccicante, con palloncini sul soffitto argentati, musica, stelle filanti, e disco ball. 

 

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