Cultura e cucina Ayurveda a Roma: la nostra esperienza da Bibliothe

Mai avremmo pensato di trovare un posto autentico, celato, quasi volutamente, nel cuore pulsante di Roma.

A volte, pensiamo di conoscere la nostra città ma non è vero! Roma ti sorprende sempre: se sei curioso, poi verrai appagato! Questo locale originale, nasce dalla passione per l’India di cui i proprietari, Enzo e Triny, sono grandi fan e dall’amore e la dedizione per per la cultura Ayurveda e la meditazione.

Questa perla di quiete, rispecchia lo spirito sereno di Enzo, che ci guida al nostro tavolo e ci offre subito una deliziosa tisana a base di cannella, cardamomo e chiodi di garofano, servita in una lussuosa teiera in argento che rievoca in noi luoghi lontani. Un posto dove forse siamo già state, o dove vorremmo andare. I profumi evaporano inquieti e si espandono dentro e fuori di noi, ci avvolgono e ci sentiamo subito complici di quest’atmosfera calma, quasi incantata. Qui la mia solita frase celebrativa, bollino di qualità delle mie esperienze positive, “Non sembra di stare a Roma”.

L’idea di questo locale nasce diciotto anni fa. Prima come biblioteca. Subito dopo, con uno spazio dedicato solamente alla cucina che unisce le tre anime dell’ayurveda e lo rende perfetto per tutti! Nel frattempo arriva una gran fame ed ordiniamo una porzione di SAMOSA, tipici ravioli indiani, e una degustazione delle principali portate del posto. Piatti curati nel minimo dettaglio, pietanze scelte con cura, tutte biologiche e cucinate al momento, come vuole la più antica tradizione ayurveda. Rimaniamo estasiate, senza parole. La gentilezza del ragazzo che ci serve al tavolo rende ancora più piacevole il nostro nuovo incontro. Sembra entusiasta nel rispondere a tutte le nostre domande in maniera dettagliata ed esaustiva, gli piace il suo lavoro, è orgoglioso di quello che serve ai tavoli ed ha ragione di esserlo. Il parere è stato univoco: il più buon indiano di Roma, dove davvero ti senti trasportato nelle antiche tradizioni culinarie indiane e avverti tutto quel know how, quell’equilibrio quasi stregato, che solo l’autentica cucina Indiana riesce a trasmetterti. È proprio così Bibliothe, nella sua discrezione, nella sua armonia. È una lanterna accesa in un vicolo buio al centro di Roma, ti accoglie sontuosamente,  con un  energia serena e positiva, ma sceglie di rimanere nascosto per essere fedele alla sua natura che lo rende unico! Una serata perfetta non può terminare senza un dolce: così, scegliamo l’apple crumble che ci scrutava dai primi istanti dalla vetrina dei dolci: avena, noci e cannella. Una delizia per i nostri sensi di ragazze golose. La nostra gola, spesso è il motore che ci rende super sfacciate, allora chiediamo ad Enzo la ricetta del crumble, ma lui, con una gentilezza veramente unica, ci regala il libro di tutte le ricette a cui si ispira Bibliothè. Un libriccino colorato che racchiude un mondo, quello della mitica Yamuna Devi, pioniera che ha il merito di aver fatto conoscere al mondo l’autentica arte culinaria ayurvedica. Si conclude così la nostra splendida serata da Bibliothe: un locale senza tempo ma con una grande anima che illumina la strada. Torniamo a casa passeggiando per i vicoli di Roma, allegre e soddisfatte !

 
Curiosità:
questo libro, offertoci da Enzo, è già diventato fonte di grande ispirazione per noi e si è guadagnato un posto in pole position nella libreria della cucina: una guida pratica ad un arte millenaria che unisce sapori esotici unici a qualità di gusto e varietà di ingredienti e spezie. Secondo gli insegnamenti degli antichi testi spirituali, i Veda, cucinare con amore è una meditazione spirituale che fa bene sia al corpo che alla mente. Ovviamente bisogna escludere da ogni piatto sia la carne che il pesce. Ogni preparazione deve essere pura, non violenta e naturale. Va preparata e servita con cura e con devozione. L’autrice, Yamuna Devi, discepola di Swami Bhaktivedanta, ha soggiornato molti anni in India dove ha studiato e praticato gli insegnamenti dell’antica filosofia indiana così come è stata presentata, 5000 anni fa, nei testi vedici originali. Con George Harrison dei Beatles, registrò nel 1968, insieme ai devoti di Krishna, il disco con il Mantra Hare Krishna. La sua voce fece conoscere il Mantra a milioni di persone.
 
A cura di Noreen Loiacono e Delfina Mingione

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