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Intervista ad Alessandra Mancini: la carta, il file rouge tra arte e ambiente

Alessandra Mancini, un’artista dal talento unico, si racconta a FashionNewsMagazine parlando di arte e di ambiente, e di ciò che li unisce entrambi, la carta.

La carta come elemento creativo e decorativo, come originale accessorio, ma non solo, grazie alle infinite possibilità di utilizzo che regala. Una tematica che mette al centro della scena l’amore particolare per la carta di Alessandra Mancini, un’artista eclettica, concettuale e amante dell’ambiente.

Un progetto che si propone di offrire alternative inedite e creative ai soliti materiali, coniugando originalità e sfida alle convenzioni per un risultato davvero interessante e sorprendente.

Nata professionalmente come Ingegnere Ambientale, ad un certo punto della sua vita la fantasia prende il sopravvento mostrandole un nuovo linguaggio, quello creativo. Dopo diverse sperimentazioni Alessandra, approda nel mondo del “Green” fornendo soluzioni alternative e sostenibili, in particolare creando dei cappelli in carta che possono essere davvero indossati e sviluppando uno sguardo sul mondo proiettato alla salvaguardia del nostro futuro.

Quello su cui si fonda la sfida dell’artista è permettere un dialogo tra differenti realtà al fine di elaborare una “piattaforma culturale” e d’intenti attorno al concetto di sostenibilità. Un dialogo che ripercorre l’attività nel suo essere, ma che allo stesso tempo guarda avanti per mantenere vivo il motore dell’innovazione per le future generazioni.

Il tema dello sviluppo sostenibile è, ormai da tempo, al centro di un ampio dibattito sulle diverse strade che possono essere percorse per armonizzare la situazione esistente con i progetti futuri di una città o di un territorio, tenendo ben presente l’imprescindibilità della salvaguardia dell’ambiente, a tutela di chi verrà dopo di noi. Un obiettivo che, seppure difficile e ambizioso, è diventato un momento di confronto tra diverse ”filosofie”. E, grazie alla professionalità di Alessandra che è stata in grado di realizzare dei cappelli modellati con la carta, il messaggio trasmesso sembra estremamente chiaro: si può salvare l’ambiente con poco.

La carta è musa ispiratrice e linfa vitale della mia creatività, elemento che mi permette di spaziare dai grandi backdrop fioriti agli accessori femminili più stravaganti, dagli allestimenti floreali per matrimoni fino alle decorazioni per le torte nuziali“, ha dichiarato Alessandra Mancini la quale, oltre a fare l’artista ha deciso di usare la sua creatività per dare vita a Eventi Atelier una società di wedding events e realizzare i sogni di tante coppie di sposini.

Elementi decorativi costruiti con un materiale così semplice come la carta, ma altrettanto nobile che ha la capacità di imporsi all’interno di uno spazio e di definire l’identità personale di chi lo utilizza.

Alessandra Mancini, attraverso il potere creativo ed ecologico della carta, dà vita, così, ad entusiasmanti collezioni moda perfettamente in linea con l’obiettivo della cura del Pianeta. Il futuro del “Green-Style”, nelle sue mille sfaccettature, non manca, perciò, di esaltare e di dare ampio spazio ad una delle tematiche più trattate degli ultimi tempi: la moda ecosostenibile.

L’artista si racconta a FashionaNewsMagazine:

Da Ingegnere sei diventata successivamente un’artista di grande talento. Quando hai capito esattamente che l’arte sarebbe stata la tua strada?

Fino a più di cinque anni fa non avrei immaginato che la mia vita avrebbe seguito un’inversione di rotta. In quel periodo avvertivo una malessere di fondo e la consapevolezza che una vita d’ufficio non era nelle mie corde. Tentai di capire l’origine del mio malessere per cercare soluzioni e cominciai dalla parte sensibile della mia personalità. Mi segnai ad un’accademia di yoga e dopo un anno e mezzo di pratica qualcosa di profondo si stava risvegliando. Mi ricordo che un giorno all’improvviso tutto diventò chiaro, volevo lavorare con la creatività e avevo raggiunto una giusta forza interiore per comunicare alla mia famiglia che la mia vita sarebbe cambiata radicalmente da li a poco, cominciando ad inseguire un sogno. La svolta, poi, è avvenuta con l’incontro di una donna straordinaria, una stilista americana che ha deciso di mettere il suo tempo a mia disposizione per insegnarmi tecniche e aiutarmi in questo percorso. Insieme a lei ho capito che il mio materiale era la carta, così nasce Eventi Atelier”.

Sei un’artista concettuale e introspettiva, gli oggetti che raffiguri molto spesso prendono vita avendo delle emozioni vere e proprie e, quindi, pari dignità dei soggetti umani. Da cosa o chi prendi ispirazione per la realizzazione delle tue creazioni?

L’ispirazione è nel materiale che ho deciso di lavorare. La carta è un materiale vivo e naturale, sento in qualche modo che possiede ancora la sua linfa vitale, questo è perlomeno il messaggio che trasmette alle mie mani quando la lavoro. Comprendere veramente un materiale richiede un grande studio e impegno. Ogni giorno che la lavoro mi mostra un aspetto che non conoscevo ed ogni volta mi prometto di usare carte sempre nuove per ottenere risultati e significati diversi. Ho lavorato veramente con molte tipologie di carta: pagine dei vecchi libri destinati al macero, carta per imballaggi, carta da parati etc; ho iniziato anche a produrre la carta partendo dai miei stessi scarti e da altre carte da riciclo”.

Nel tuo processo creativo prendi come punto di riferimento soggetti e tematiche sempre nuove su cui riflettere. Quale è, però, l’elemento che non può mai mancare nelle tue opere?

Tutto ciò che realizzo è frutto della mia interiorità, la stessa che mi ha portato ad avere la giusta prospettiva e consapevolezza sulla vita, come se in questi quattro anni avessi iniziato a guardare la vita con occhi nuovi. Mi sto rendendo conto che le mie creazioni parlano sempre un po’ del mio percorso, credo sia un modo per incoraggiarmi e ripetere a me stessa che si può vivere inseguendo i proprio sogni. La necessità che ho è quella di raccontare storie tanto che spesso lavoro dei vecchi libri destinati al macero, libri che hanno ancora molto da raccontare. Simbolicamente, una storia nella storia”.

Sei molto attenta alle tematiche relative all’ambiente tanto da aver realizzato addirittura una collezione di cappelli di carta. Quali soluzioni sostenibili secondo te si potrebbero adottare affinché ci possa essere un futuro per le nuove generazioni?

Anche se ho rinunciato a lavorare sfruttando i miei studi devo ringraziare il mio percorso accademico perché ha contributo a sensibilizzarmi sulle questioni ambientali. Partendo dalla famiglia, è da qui che si creano le basi per il rispetto, così da restituire dignità agli oggetti di uso quotidiano che potranno avere, attraverso la creatività, nuovi utilizzi prima di essere gettati via”.

Una risorsa, la carta, così fragile e semplice, ma allo stesso tempo tanto duttile quanto preziosa.

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