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Focus on Fendi: l’ultima collezione firmata Karl Lagerfeld sfila a Milano Fashion Week

E Karl ci lascia così… con una collezione memorabile fatta di fishnet, colletti alti, Baguette, codini ordinati e rossetto rosso.

Ad un certo punto è arrivato un momento di raccoglimento e commozione a Milano Fashion Week. Al termine della sfilata di Fendi è stato proiettato un video di Lagerfeld, che racconta la sua storia con la maison italiana attraverso i suoi schizzi.

Cala il sipario, ma nel cuore portiamo ancora l’emozione di un grande spettacolo. Una collaborazione durata più di sessant’anni, che inizia con le pellicce e finisce con i maxi ribbon ed i colletti alti che sanno di bucato fresco.

24 ore dopo, eccomi sfrecciare in direzione dello show-room di Fendi. Qui, dove viene custodita la magia. Accolta in un’ampia sala, posso godermi la collezione da vicino. Posso toccare con mano i tessuti degli abiti, scrutare i dettagli delle borse ed innamorarmi delle calzature. Sui maxi schermi viene proiettata la sfilata; vicino gli stand c’è un via vai di buyers e giornalisti. C’è un suono costante che le mie orecchie percepiscono ed è il “wow… wooow… wow!”.

Al sottofondo, si aggiunge una “Heroes” di David Bowie, ed io inizio subito con il primo elemento caratterizzante di questa collezione, ovvero il fishnet. Sulla maglieria è sorprendente: mantiene la sua rigidità, ma rimane morbido al tatto. Sulla pelle delle gonne è contemporaneo, ma inusuale. La linea è a matita, da portare a vita alta con piccola signature in stampatello a sostituire la logomania, sicuramente più da retail che da sfilata. Ma il logo c’è, lì dove non si vede troppo. Le FF corsive sono incise sui bottoni delle giacche, ricamate in successione su calzini velati, collant e su lupetti da portare sotto abiti trasparenti e maglieria. Le sovrapposizioni rendono delicate le trasparenze. Mostrare, si, ma poco. Ed è anche questo che conferisce a Fendi quell’eleganza sempre appropriata, bon ton e con un tocco piuttosto metropolitano ed avanguardista.

La palette è neutra, delicata, sui toni della terra e del mattone. Ma poi… boom! Ecco un giallo scoppiettante, reso ancora più vivido dalla texture in vinile. Lo shaping è tipicamente anni ’60, over, con colletto e bottoni dorati. Le tasche frontali, riprendono ancora il tema del fishnet.

Gruccia dopo gruccia, mi soffermo sugli outfit in stile mannish. Ed è qui che balza subito agli occhi il classico colletto alto ed appuntito tanto amato da Karl Lagerfeld. Le camicie sono tutte crop, da indossare con pantalone sartoriale dalle linee morbide,  attraversato da una banda laterale bianca. Poi, c’è la mia preferita: la camicia con maxi fiocco sul colletto, che accompagna un completo composto da giacca doppio petto e gonna con tasche frontali, sempre percorse da quell’orlo bianco, che fa tanto ‘60s, e dai bottoni.

Gli stivali elasticizzati, hanno motivi a rilievo riportanti il monogram FF e dei fiori grafici. Il tacco di legno è leggermente svasato. Nelle tonalità del rosa, del ceruleo e del giallo canarino. Quelli in total black sono caratterizzati dagli accenti di luce dei cristalli. La cosa che più mi stupisce è come Fendi abbia saputo elevare un materiale di partenza prettamente sportswear, plasmandolo, fino a farlo diventare un pezzo super-luxury.

La stampa Zucca c’è, ma nei piccoli dettagli. Ho letteralmente adorato la mini pochette alla caviglia. Certo, totalmente inutile, ma dell’estetica assolutamente originale e sfiziosa. Fra me e me, ho sghignazzato immaginando svariate situazioni con questo accessorio come protagonista: ad esempio, come pagare poggiando il piede sopra il bancone di un negozio per estrarre la carta di credito. Ed ancora, perdendo stabilità per prendere le chiavi di casa in equilibrio su una sola gamba (e su un tacco considerevolmente alto). Senza contare che proprio un mazzo di chiavi, dentro la pochette sulla caviglia, potrebbe risultare piuttosto rumoroso e pesante! Insomma, non tutto ciò che è bello deve necessariamente essere pratico.

Arriviamo, adesso, al capitolo che mi sta più a cuore, ovvero le borse! Dalle tote geometriche (in puro stile Fendi) con manici dall’hardware dorato, da portare sia a mano che a tracolla, alla nuova Peekaboo Defender ricamata, con luggage tag e dalla forma inedita che permette di dare un look totalmente diverso alla propria borsa.

La vera protagonista di questa collezione è, però, la Baguette. Una vera e propria icona dell’universo Fendi che, dopo qualche anno di riposo, è ritornata fra le wishlist delle fashioniste già per questa primavera. È stata lanciata sul mercato nel 1997 ed è subito diventata una mania. Il suo nome deriva proprio dal pane francese, poiché questa va indossata sotto il braccio. È stata creata da Silvia Venturini Fendi, all’epoca affiancata da Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli. La gentile addetta stampa mi racconta che Silvia Venturini Fendi la considera come un abito, poiché questa, nel tempo, è stata “vestita” da tessuti, pellami, ma anche perline, paillettes, ricami, jacquard ed elementi tridimensionali. Sempre diversa, sempre unica. La prima borsa a portare un nome proprio e non quello di un personaggio come per la Kelly o la Birkin di Hermès. La prima it-bag che, nelle parole della designer, “va via come il pane da cui prende il nome”.

Tantissime le nuove varianti. Sono subito attratta da quella caratterizzata da una decorazione tridimensionale. Paillettes arrotolate su se stesse e cucite una per una, che formano un bouquet floreale. Poi, quella dal mosaico in perline che compone un motivo art decò. I nuovi modelli si possono portare anche a marsupio, con micro bag da agganciare e dall’estetica vintage. Altre varianti? In tessuto con temi floreali, in pelle con pattern FF a rilievo o con logo smaltato arricchito da decorazioni floreali. Ad ogni donna la sua.

Ho scritto tanto, ma è come se avessi raccontato davvero poco rispetto a ciò che ho visto. Quando guardi una collezione del genere, dove ogni minuscolo dettaglio è frutto di una meticolosa ricerca, percepisci davvero quel senso di grandezza ed esclusività che fa da colonna portante ad un nome così altisonante nel circuito della moda internazionale. Ne comprendi i perché. Capisci per quale ragione tante donne e tanti uomini ne vogliano un pezzetto.

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