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Milano Moda Uomo: Armani veste il Tricolore, Plein ci porta nel cuore del rock

Nelle prime due giornate hanno sfilato Ermenegildo Zegna, Stella McCartney, M1992, Emporio Armani, Magliano, Marni, Neil Barrett, Numero00, Versace, Marcelo Burlon 'County of Milano' e Philipp Plein. 

Un tripudio di bellezza. La rassegna Milano Moda Uomo 19/20 è iniziata. Le passerelle si colorano, parlano, sprigionano creatività e noi di Fashion News Magazine vi ci portiamo dentro. Nelle prime due giornate hanno sfilato Ermenegildo Zegna, Stella McCartney, M1992, Emporio Armani, Magliano, Marni, Neil Barrett, Numero00, Versace, Marcelo Burlon ‘County of Milano’ e Philipp Plein. 

Scopriamo insieme i mood della prossima stagione.

ERMENEGILDO ZEGNA. L’ex area industriale Falck a Sesto San Giovanni, in riqualificazione per ospitare residenze, parchi e un’area di ricerca dedicata alla salute, è la location scelta dallo stilista per la sfilata SS2020 presentata a Milano Moda Uomo. L’allure contemporanea dei modelli Zegna spicca con i blouson squadrati, architettonici, le giacche slim, i blazer a tre bottoni e i cappotti ampi e leggeri. I capi spalla fanno dunque il loro ingresso e si accostano ai pull stampati a mo’ di collage. I tessuti, legati al concetto di riuso, ripristino, nuova vita, sono sete e lane tecniche, leggerissime, dai colori materici che richiamano l’acciaio, la ruggine, il carbone e il rame. 

STELLA MCCARTNEY. Il suo impegno ecosostenibile tiene alta la bandiera: ‘Noi siamo il tempo’, ‘Pieni di speranza’, gli slogan sono forti e chiari, si rifanno al desiderio di un’economi circolare e green (il 64% dei capi di questa collezione amano l’ambiente). La capsule si intitola ‘We are the Weather’ ed è dedicata al romanzo di Jonathan Safran Foer sulla crisi climatica, ecco perché Stella utilizza camicie di cotone organico e materie prime assolutamente NON di origine animale. L’amore per gli animali e la natura è accentuato dai motivi leopardati, dagli abiti da cocktail in cotone increspato e foglie di seta, e dalle tute in microfibra in colori sorbetto e bluse in denim délavédi grandi dimensioni. Nella tavolozza dei colori predominano i toni ricchi e terrosi come ruggine, cammello e grigio, accanto a al verde cenere e foglia di tè, con tocchi lilla e arancione. Il portabottiglie con logo, infine, è la speranza di liberare il mondo dalle plastiche monouso!

M1992. Dorian Tarantini porta in scena un animo ribelle anni 50 e rende protagonista un passepartout del guardaroba maschile, la cravatta. In collaborazione con E. Marinella, fornitore napoletano di cravatte a sette pieghe per l’establishment e le famiglie reali di tutto il mondo, infatti, crea eccentricità su completi spesso lineari. Silhouette pulite e nitide sono percorse da catene e fibbie. Blazer a quattro bottoni, blouson, gilet sono abbinati a pantaloni asciutti svasati alla caviglia e maxi scarpe da barca. Le giacche sono eccentriche caratterizzate da stampe fotografiche di paparazzi, limousine, jet privati e luoghi di vacanze. Questo per fare un viaggio nel tempo, dal passato alla società mediatica in cui viviamo. 

EMPORIO ARMANI. Sporty glam, Re Giorgio porta una ventata di perfezione a Milano Moda Uomo. Sfilano capi sapientemente accostati per equilibrare eleganza e mood sportivo, ammaliano per la loro impeccabilità e si portano dietro l’orgoglio del Tricolore. A far da protagonisti, infatti, atleti olimpici e paralimpici che parteciperanno a Tokyo 2020: Giorgio Armani vestirà l’Italian Team ai Giochi, continuando ancora una volta la collaborazione con il Coni e il Cip. Molto eleganti i modelli, con le tinte della nostra bandiera e la strofa dell’inno di Mameli stampata all’interno di giacche e felpe. In passerella anche Bebe Vio e il grandissimo Alex Zanardi. I completi sono tecnici, funzionali, con tessuti adatti al movimento; il logo Emporio Armani è a vista, su boxer, pantaloni, t-shirt e accessori, questi ultimi sicuramente protagonisti anche su mise più casual. 

MAGLIANO. Nella collezione vi è un chiaro richiamo agli anni 80 grazie alle giacche con spalline dai colori improbabili, rosa e verde acido, scelte sia su completi spezzati che interi, questi ultimi capitanati da curiose camicie a quadri. Si rivedono i gilet, ma anche i pantaloni morbidissimi e le shirt stampate, anche a pois, accostate ad accessori colo cuoio. Must della collezione Magliano? La giacca gessata con nodo in vita, unconventional e anche cool!

MARNI. Gli opposti sono il filo conduttore della passerella Marni; un dialogo tra Truman Capote ed Ernesto Che Guevara, in un mix tra formale e ribellione, rivoluzione e ordine. Le mise più composte, militari, si interfacciano con il selvaggio, l’energia e la dolcezza. Sfilano borse giganti e sandali assemblati con resti e ritagli, il tutto accentuato dai cappelli dell’artista georgiano Shalva Nikvashvili, i quali traducono le possibilità rinnovabili della spazzatura, assemblata per l’occasione in autentiche sculture di scarti e piume. L’anima green della Milano Moda Uomo spicca ancora e Marni, per dire la sua, allestisce un set ricoperto da reti da pesca ricche di bottiglie di plastica recuperate in mare.

NEIL BARRETT. Una street art dal cuore pop, una sensazione sporty chic tradotta nei trench bicolore con maniche antifreddo e nei completi composti ma non troppo, che non rinunciano alla comodità di una basic t-shirt. Si prediligono felpe, denim, cappelli e pantaloni tuta; non si abbandonano gli accessori, possibilmente tracolle multitasking, una, due, tre insieme, anche su mise fresche, dalle forme lineari, larghe e dai colori della terra. 

NUMERO 00. Amore incondizionato per le sovrapposizioni e per i completi tecnici. In passerella sfilano giacche oversize indossate con shorts ampi, quadrettati e attrezzati con tasche e accessori utili. La camicia? presente! E’ doppia, bicolore e composta come un collage perfettamente armonico. L’uomo Numero 00 si sente pronto a partire, con energia e comodità, per una routine che ha bisogno di attenzioni e di dettagli.

VERSACE. Donatella Versace ricorda l’amico suicida Keith, e lo fa scegliendo un allestimento lussuoso di puf di seta a disegni Medusa appostati attorno ad un’opera di Andy Dixon (una macchina nera velocissima). In passerella 45 modelli dai capelli tinti di arancio, rosa e viola come quelli dei Prodigy anni Novanta, colossi della musica rave, gli occhiali bianchi logati Medusa con le lenti nelle tinte Pop, e 15 modelle, alcune supertop, come Irina, Bella e Gigi, ad esaltare la sensualità della collezione maschile. Apprezzati gli accostamenti pelle lucida e animalier, sicuramente forti, ma tipici dello stile Versace. Immancabili, inoltre, i ghirigori luxury su completi oversize e freschi, anche qui amanti degli accessori, come marsupi e borse. 

MARCELO BURLON COUNTY OF MILAN. L’amore per la terra natìa dello stilista si fonde con la sua passione per il ciclismo, ecco che in passerella sfilano shorts da bicycle, camicie da bowling con la stampa che omaggia il film Easy Rider, tailoring moderno e chunky sneakers multicolor. Tessuti tecnici ricchi di stampe, patch o jacquard. Non ci sono regole: il sartoriale incontra il mondo delle due ruotre, con blazer doppiopetto destrutturati dalla vestibilità classica abbinati a pantaloncini da ciclista. La palette dei colori di County of Milan primavera estate 2020 di Marcelo Burlon è un mix grafico di bianco, nero, grigio acciaio con tocchi di blu vivo, giallo zolfo e camelia.

PHILIPP PLEIN. Un mondo immersivo firmato Philipp Plein ci catapulta nel cuore del rock, con un’intera discografia a tutto volume dei Depeche Mode che apre lo show. Una pista senza controllo diventa la passerella ideale per metallare glamour, che sfilano con la fascia nei capelli e con la chitarra elettrica in mano, in mini dress sfavillanti e tacchi altissimi. I ragazzi indossano completi da motociclista in pelle lavorata con patch logati o giacche in denim e sneakers fluo. L’ispirazione viene ancora una volta dal mondo della musica e si tramuta in arte stilistica. Plein stupisce ancora e regala grinta con mise fatte di borchie, pelle e strappi. Della serie…Stay Rock! 

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