Patrizia Corvaglia: Gioie e Gioielli

Feb 11, 2013

Di Tiziana Galli

Gioie e gioielli

Patrizia Corvaglia: gioie e gioielli

Patrizia Corvaglia, orafa, l’abbiamo incontrata al Room Service di AltaRoma e abbiamo avuto il piacere di intervistarla, qualche giorno dopo, nella sua casa-laboratorio a Monteverde.

Energica, interessante e creativa, Patrizia si racconta e ci comunica la passione per il suo magnifico lavoro.

Non possiamo non esordire chiedendole come è stata la sua prima esperienza ad AltaRoma.

“Divertentissima, fichissima e stimolante. Io ho sempre esposto e venduto nelle Gallerie d’Arte e in questo momento di crisi questo canale si era un po’ bloccato, costringendo anche me a una produzione più semplice.

Con AltaRoma il mio spazio creativo si è aperto nuovamente a una realtà di maggior respiro.”

Per esempio?

“Oggetti particolari come il mio bracciale-anello con foglia di platano. Quest’anno la foglia ha fatto tendenza e io l’ho utilizzata per un pezzo molto particolare che parte dal polso e arriva al dito, ma che può essere utilizzato anche per i piedi. Tutti i miei gioielli hanno una doppia possibilità di utilizzo. Ci sono oggetti che sono tornata a produrre solo in occasione di Altaroma e voglio potenziare questo canale.”

Quindi a Luglio vuoi ripetere l’esperienza?

“Assolutamente si. Ho idee strepitose in merito: ho avuto un paio di “visioni”. Ho visualizzato perfettamente degli abiti che voglio far realizzare perchè siano “accessori” dei miei gioielli.”

Quando partorisci le tue idee?

“La maggior parte di notte e spesso mi alzo per realizzarle subito.”

Qual è il tuo concetto di gioiello?

“Non deve essere statico. Come dicevo prima tutti i miei gioielli hanno una duplice portabilità: bracciali che diventano gioielli da piede o anelli che diventano ciondoli.

Quando crei un gioiello devi cercare l’emozione a prescindere dal design: il valore estetico è importante ma fondamentale è il piacere che si prova indossando quell’oggetto.”

Tu cosa preferisci?

“Io amo gli anelli. Li amo perché possono essere visti oltre che sentiti addosso, vengono vissuti in tutto e per tutto.

Il gioiello deve essere una vera e propria gioia; deve parlare di te, deve poterti emozionare come una fotografia.

Deve toccare il tuo cuore.

E’ la cosa più preziosa: deve portare alla luce qualcosa che appartiene profondamente alla persona.

Questa è la gioia del gioiello e ognuno deve avere il suo.”

Roma 12 Gennaio 2013

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Germano opere d’Arte

Feb 7, 2013

Di Tiziana Galli

Germano opere d’Arte

 

E’ alla presentazione della Collezione P/E 2013 di Antonella Rossi, proposta in pre-opening nel calendario di AltaRoma, che abbiamo potuto conoscere l’alta gioielleria Germano.

Piccole opere d’arte dove ogni pezzo, estremamente versatile, racconta una storia lunga quattro generazioni di tradizione.

Impossibile considerare questi gioielli solamente degni accessori quando ogni esemplare gode di vita propria pur sposandosi armonicamente con l’insieme del contesto.

Gioielli parlanti, che raccontano forte e chiaro l’amore con il quale sono stati pensati e creati.

Bisogna risalire al 1846 per scoprire l’inizio di questa casata orafa, quando Gallo Alfonsi diede luogo a una collaborazione con il laboratorio del Castellani, un famoso maestro del tempo…

Sono passati più di 150 anni da quel momento, ma la passione per questa attività non si è mai spenta.

Oggi la tradizione viene seguitata dai tre figli di Germano Alfonsi, l’erede che diede il  nome alla Maison: Biancamaria, Francesco e Micaela.

Fashion News Magazine, nel back-stage della sfilata di Antonella Rossi, ha avuto il piacere di incontrare Biancamaria e Micaela per poterle intervistare.

Ci confessano di aver conosciuto la stilista per la quale hanno sfilato subito prima di Natale, a una mostra in un salotto e, a quanto pare, è stato amore a prima vista.

E’ la prima volta che i gioielli “Germano” sfilano?

“Abbiamo fatto una sfilata tanto tempo fa a Miami per Versace, ma è passato tanto tempo.”

Al di là dell’evidente bellezza dei vostri gioielli, cosa potete dirci che non si veda già?

“Che sono tutti pezzi unici e che sono solo Made in Italy.”

Come è nato il sodalizio con Antonella Rossi?

“Ci siamo conosciute da poco e c’è stata subito sintonia. Lei aveva questa Collezione legata ai colori dell’Africa e, in parte, abbiamo accostato ai suoi abiti delle creazioni che già avevamo e in parte ne abbiamo create ex-novo. Il tutto in pochissimo tempo, è passato solo un mese! Abbiamo ricreato la suggestione africana con i colori dei topazi, dell’ ambra, dell’acquamarina, delle perle, dei granati e della rodolite. Sono tutti abbinamenti desueti: sono per una donna non omologata.”

Qual è il vostro must?

“Il gioiello deve rimanere gioiello. Deve rimanere di alta gioielleria.”

Quanto impiegate per realizzare un esemplare?

“Un pezzo se è realizzato con le pietre, quindi se sostanzialmente è colorato, richiede una ricerca di tre o quattro mesi. Se è realizzato solo con l’oro basta anche un po’ meno tempo.”

Sono previsti altri progetti con l’alta moda?

“Con Antonella non abbiamo idea, perchè questa è una prima partenza, ma prossimamente parteciperemo a una sfilata in Russia con uno stilista emergente italiano.

Poi, l’8 Marzo, a Villa Tuscolana, a Frascati, avrà luogo “La I° giornata internazionale di sensibilizzazione e prevenzione del cancro ovario” organizzata dall’AISPPD Onlus, un’associazione che si occupa di sensibilizzare la popolazione per prevenire alcune delle più gravi patologie femminili. Per questa occasione abbiamo ideato un ciondolo-anello che verrà venduto e il ricavato andrà per la ricerca sulla prevenzione del tumore ovarico.”

Roma 8 Febbraio 2013

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La contro-colonizzazione di Stella

Feb 3, 2013

Stella Jean Collezione Autunno Inverno 2013-2014 per Altaroma

Di Tiziana Galli

La contro-colonizzazione di Stella

Stella Jean e il valore della differenza

 

E’ all’identità culturale dal sapore cosmopolita che si inspira la collezione Autunno/Inverno 2013-14 che Stella Jean ha portato ad AltaRoma.

La stilista lanciata          nel 2011 da “Who is on Next?”, il concorso ideato e realizzato da Alta Roma in collaborazione con Vogue Italia, continua brillantemente la sua scalata al successo guadagnando una visibilità sempre più internazionale.

Total-look completamente smontabili che, variando dall’abito al bijoux, si combinano e ricompongono con estremo glamour e ironia.

Fantasie lineari e strutture sartoriali tipicamente europee si accostano, senza confondersi, a elementi  culturali di vari tempi e spazi.

Tutto è perfettamente bilanciato.

“Non c’è fusione delle varie etnie” sottolinea Stella “gli elementi si incontrano e si accostano; ogni carattere è ben preciso e non cede se stesso.”

E così, dettagli provenienti dal deserto dei Gobi, come dalle coste africane o dalle  civiltà precolombiane, prendono parte a un delizioso metissage che sempre più incisivamente caratterizza il linguaggio stilistico della designer.

“Quella che propongo è una contro-colonizzazione” continua la stilista, auspicando a un’apertura dei confini, prima di tutto mentali, di un’Italia “sparsa” in tutto il mondo ma poco abituata a comprendere il valore delle differenze e l’essenza delle altre cullture.

“L’italianità va salvaguardata” incalza Stella Jean, sentendosi pienamente tricolore e al tempo stesso cittadina del mondo, “ma dobbiamo aprire le nostre frontiere.”

Viene spontaneo chiedersi perché tanta insistenza sull’argomento e alla nostra domanda specifica la stilista risponde svelando quanto nella sua moda lei racconti se stessa, quanto il suo stile porti le sue stesse “impronte”. Un linguaggio espressivo, il suo, che non riassume solo un cammino stilistico ma racconta soprattutto un percorso umano.

 

Roma 3 Febbraio 2013

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Abed Mahfouz: Charming Chic

Feb 1, 2013

Di Elena Barboni

Abed Mahfouz: Charming Chic

L’Aristocratic Gem collection illumina l’universo femminile con le sue pietre preziose.

Nell’anno dei Maya e dell’ ormai superata fine del mondo, Abed Mahfouz guarda oltre e ci presenta la sua nuova collezione Haute–Couture P/E 2013 in versione futuristica. 

In un perfetto mix tra futuro e passato sfila una donna con carattere, molto femminile e sofisticata. Gli abiti, che variano dal rosso red poppy, al blu sky way, dal classico nero al verde aloe wash o al giallo banana-crema, mettono energicamente in risalto la silhouette.

Fiori, gemme, cristalli e trasparenze rendono magica la prossima primavera in cui regnerà una donna aristocratica e sicura di sè.

E’ stupefacente come l’arte e la maestria unica dello stilista riescano a creare una perfetta sinergia tra la storica location di Santo Spirito in Sassia e gli splendidi abiti della sfilata, donando un momento unico e magico al limite tra il moderno e il retrò, il magico e il reale.

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Trasparenze e foglie tropicali

Gen 31, 2013

Di Tiziana Galli

Trasparenze e foglie tropicali

Una Monstera tra veli e trasparenze

Quando la sartorialità c’è si vede, non c’è niente da fare.

Impeccabili gli abiti della Collezione P/E 2013 di Nino Lettieri presentata ad Altaroma: linee pulite, forme gentili, stoffe pregiate e cuciture invisibili, sussurrate.

Non serve essere del mestiere per notare la perfezione dei dettagli.

Volumi morbidi e linee fluide: il tutto movimentato dai toni freschi della texture.

E’ l’immagine di una Monstera, pianta della foresta pluviale amazzonica,  che Nino Lettieri ha deciso di riprodurre per ritmare i suoi outfits.

Bianco assoluto e total black fanno da quinta ai verdi della foglia equatoriale stampata su chiffon, organza e raso satin.

La sagoma della Monstera viene, poi, riproposta nei bijoux in plexiglass  e Swarovski di Wood&Co e nei sandali di Luigi Iovino creati appositamente per la performance romana dello stilista partenopeo.

Un “made in Italy doc” quello di Nino Lettieri che non smentisce la tradizione e che omaggia la femminilità di una donna fresca e dinamica capace di apparire ma soprattutto capace di scegliere.

Roma 31 Gennaio 2013

 

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