Grace di Monaco, dal 15 maggio al cinema!

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Di Andrea Festuccia

La Kidman studia da principessa

Il nuovo film sulla più famosa principessa di Monaco, basato su fatti reali, punta sul delicato equilibrio psicologico dell’ex-attrice Grace Kelly che decide di realizzarsi recitando il ruolo più difficile: quello della sua vita

E’ il 1962, e l’apparentemente infrangibile sfera di cristallo che avvolge il Principato di Monaco rischia di creparsi e cadere in mille pezzi: Charles De Gaulle, infatti, Presidente francese, ha imposto un ultimatum al Principe Ranieri III: o imporrà il sistema fiscale al suo Principato, divenuto meta sempre più frequentata di importanti aziende francesi e internazionali – che smettono così di pagare le tasse in Francia – o minaccia di annettersi Monaco con la forza.

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Ranieri ha sposato da sei anni l’attrice americana Grace Kelly, divenuta la principessa Grace di Monaco attraverso quello che è stato definito il “matrimonio del secolo”. Questo è il clima in cui è ambientato il film di Olivier Dahan “Grace di Monaco”, film in uscita nelle sale italiane che racconta un anno della vita della principessa più celebre del XX secolo, un anno durante il quale Grace Kelly si dibatte nel tentativo di conciliare passato e presente, il desiderio di tornare ad apparire sul grande schermo e il suo nuovo ruolo di madre di due bambini, regnante su un Principato europeo e moglie del Principe Ranieri III.

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Due giganti interpretano Grace e Ranieri: Nicole Kidman e Tim Roth, entrambi superlativi nella parte, riescono a portare lo spettatore ancora un po’ incantato dal manto di finzione e futilità di cui è ricoperto il Principato, nella vita reale vissuta dentro le stanze della corte. Ma la sceneggiatura è abbastanza astuta da non trasformare forzatamente in un dramma psicologico privato ciò che la storia ha consegnato al dominio pubblico: il rapporto fra i due personaggi è visto infatti attraverso le loro (diverse) reazioni alla crisi politica. Uno, Ranieri, con un regale senso bellico che arriva a sfidare il gigante francese, salvo poi arrivare quasi ad arrendersi all’evidenza di una situazione che sta precipitando; l’altra, Grace, che tira fuori le sue radici (“figlia di un muratore di Philadelphia”, come la chiama un diplomatico francese venuto a trattare) affondate nella vita reale per trovare astutamente una soluzione diplomatica al caso. Anche il racconto della crisi matrimoniale, dovuta alle incomprensioni della vita di corte, si svolge in maniera dinamica, con la decisione di Grace di rinunciare alle scene, sì, ma di diventare un’attrice ancor più brava – aiutata da un esperto di cerimoniale – per essere la principessa che non è ancora mai stata e aiutare il marito nel momento di crisi  istituzionale più acuto.