Alla scoperta del marchio Curiel

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Di Daniela Giannace

Alla scoperta del marchio Curiel

I punti chiave della carriera dell’“intellettuale della moda italiana”.

Raffaella Curiel è detta l’“intellettuale della moda italiana” perché quasi sempre nelle sue collezioni si riscontra un riferimento culturale, un’ispirazione che può derivare dalla letteratura, dalla pittura, dalla musica, o anche dalla cultura di una terra straniera. Gli abiti da lei realizzati richiamano: la pittura secentesca di Velazquez e Vermeeer, la Secessione viennese di Klimt e Schiele, la sinuosità decadente di Beardsley, il Futurismo di Balla; e poi, la Francia del secondo Impero di Victor Hugo, la Russia di Bilibin e dei leggendari romanzieri ottocenteschi, il Messico magico e variopinto di Frida Kahlo, Roma e le sue infinite sfumature e suggestioni.
La storia del marchio Curiel è tutta al femminile, e quella per la moda è una passione che si tramanda da generazioni. Raffaella Curiel inizia a lavorare nel pret-à-porter per poi dar vita anche a collezioni di Alta Moda. Tra gli stilisti con cui collabora, vi sono Gilles Rosier e Pacabù. Il brand Curiel produce non solo abiti ma anche profumi, occhiali, borse, piastrelle, gioielli, pellicce, guanti e foulards. Personalità eclettica quella di Raffaella Curiel, in continua ricerca di cambiamento e sperimentazione, con un occhio sempre attento all’impegno civile; innumerevoli sono le sue attività benefiche e umanitarie, così come le onorificenze e i riconoscimenti ricevuti, tra i quali ricordiamo il Cavalierato di Gran Croce della Repubblica Italiana e l’Ambrogino d’Oro della Provincia di Milano.
Lo scorso anno, l’atelier ha festeggiato 50 anni di attività con una collezione Curiel Couture AI 2013/2014 presentata nel corso di AltaRoma. In quell’occasione, la stilista ha spiegato: “Rievocando come in un sogno ad occhi aperti ho rivisitato stili, fogge, mode e la storia del costume dagli anni ‘50, quando da bambina ammiravo attonita le meravigliose creazioni della mamma, i suoi abiti da sera per la prima della scala di cui era regina, il new look del grande Dior, la purezza di Balenciaga e poi dalla rivoluzione di Courrèges all’indescrivibile genio di YSL. Più avanti ecco il percorso stimolante e tanto coinvolgente del mio accostarmi ai grandi maestri dell’arte e della letteratura e poi ancora i viaggi, i palazzi presidenziali, le ambasciate e quel mondo così esclusivo che è affascinato ed apprezza l’alta moda. Tutto ciò sempre con una ricerca artigianale spasmodica, con un’inventiva nuova su quanto era ed è già stato sperimentato, con voli pindarici ma sempre con quell’attenzione a non andare fuori dalle righe”. Nelle giacche, di camoscio ricamate su tweed, intarsi di velluto e arabeschi impreziositi di paillettes e pietre preziose su crêpe di lana, alternanze di tessuti lucidi e opachi, passanastri che corrono e si intrecciano in giochi che allungano la figura. Le spalle sono pronunciate e leggermente insellate, le vite strette e i fianchi sono evidenziati.
I festeggiamenti, però, non si sono limitati alla sfilata ma sono proseguiti con una retrospettiva in occasione della Xi’an Fashion Week 2014, in particolare nel corso della serata del 4 settembre che ha visto come protagonisti indiscussi gli abiti della collezione AI 2014/2015 di Raffaella Curiel, già presentati per AltaRoma. “Dopo aver rivisitato maestri della pittura come Vermeer, Velasquez, Picasso e Frida Khalo, sono stata rapita dalle melodie e dai valzer di un musicista poliedrico come Tchaikovsky, con le sue musiche, Capriccio Italiano, la Sinfonia Russa, slava polacca, dalle note dei balletti con tanti personaggi di varie etnie, dal Baltico alla Mongolia. Poi ho avuto piacere a riportare nei miei stampati i mille colori e le figure del Circo di Chagall. I suoi colori luminosi sono stati riprodotti su due gonne da sera”, ha commentato la stilista. Tessuti misti creano armonia con pizzi impalpabili. Quasi tutti i tailleurs hanno doppie gonne, sotto al ginocchio e sopra longuette in controtendenza. Le sopragonne si sfilano e diventano eleganti mantelline, un “doppio gioco” presente in molti tailleurs. Le spalle sono pronunciate e la vita stretta per appoggiarsi su baschine pronunciate. Giochi d’impunture negli abiti e nei tailleurs di jersey. Per la sera, abiti da sogno in un arcobaleno che spazia dal lusso dei palazzi degli zar ai patchworks delle matrioske. Come colori, sono stati scelti: verde, ametista, rubino, nero, oro e turchese.
La moda di Raffaella Curiel è sofisticata, efficace, piena di fascino ed eleganza atemporale.

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