Vittoria Schisano risponde su Facebook alle polemiche dopo l’intervista di Barbara D’Urso.

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vittoria schisano

Di Barbara Molinario

Vittoria Schisano risponde su Facebook alle polemiche dopo l’intervista di Barbara D’Urso.

Dopo l’intervista fiume che Vittoria Schisano ha rilasciato a Barbara D’Urso a Pomeriggio 5 qualche giorno fa, le polemiche sono arrivate a frotte. Ho letto diversi commenti poco lusinghieri di trans più che altro (e non ne capisco il motivo in realtà), commenti davvero brutti nei quali si accusava di falsità Vittoria, commenti nei quali si diceva di utilizzare un tono di voce artefatto, si offendeva parlando di barba e di ormoni e di pessimo uso di chirurgia estetica. Resta il fatto che ognuno può esprimere la propria opinione, sia chiaro, ma davvero trovo sterile attaccare una donna che io conosco e posso dire che di donne più vere non ce n’è!

Ecco il link all’intervista che mi ha rilasciato lo scorso anno, nell’ambito di un mio progetto dedicato alle donne, quando ancora non si era operata, perché io l’ho vista sempre donna, anche nei panni di Giuseppe. Qui la sua intervista.

Vi lascio di seguito lo sfogo di Vittoria che ha postato su Facebook.

PPPPPPPRRRRRRRRR 😛
Inizio a scrivere questa nota forse già un po’ pentita.
Non mi piace dedicare il mio tempo a polemiche sterili e a personcine che non meritano,
in ogni caso preferisco chiarire alcuni punti sapendo purtroppo già in anticipo che ci sarà qualcuno che non capirà o avrà qualcosa da ridire
(dalle mie parti si dice: “inutile lavare la testa agli asini, sprecheresti acqua e sapone!”

In questi giorni mi sono arrivate bellissime lettere, centina di mail ed il mio grazie non sarà mai abbastanza per l’amore che in tantissimi mi regalate.
Tuttavia ho letto qualche polemica ed alcuni commenti stupidi di persone disinformate, che leggono in maniera distratta o semplicemente cattive, invidiose e onde evitare equivoci o permettere a qualcuno di dare risposte sulla mia persona – che invece dovrei dare io – preferisco chiarire alcuni punti.

Il mio coming-out è avvenuto esattamente tre anni fa, se dopo qualche mese diversi giornali hanno titolato delle mie interviste con “Cinque mesi per diventare DONNA” non è colpa o merito mio (non sono io a fare i titoli di un giornale … sono un’ attrice e non una giornalista.)
I risultati estetici nel mio caso (ogni storia è uguale a se stessa e non può essere paragonata ad altre) sono stati imminenti (3 o 4 mesi di cure ormonali appunto) sorprendendo me stessa ed i medici che mi hanno seguita; i test clinici poi hanno dato una spiegazione clinica al mio caso: una predominanza di ormoni femminili presenti fin dalla nascita che hanno fatto ipotizzare un caso di ermafroditismo o qualcosa di molto simile (se poi in qualche intervista che ho rilasciato non ho usato un linguaggio scientifico e qualcuno se le è presa a male mi dispiace ma non sono un medico) Spero di aver fatto un buon lavoro di sensibilizzazione, sdoganando alcuni clichè che anche io avevo, le lettere che mi arrivano da parte di tantissimi genitori e l’amore di cui ogni volta mi investite mi fanno capire di essere arrivata con semplicità al cuore di molti, se alle menti di qualcuno non sono arrivata mi dispiace ma per la stupidità non c’è medicina.

Dopo circa un anno ho fatto un primo intervento a Napoli nella clinica di Marco Moraci, il 24 Marzo 2014 invece mi sono sottoposta all’intervento finale nella clinica di Ivan Manero a Barcellona. Premesso che non penso sia un bisturi a renderti DONNA ma che si nasca tale (non mi sento più donna oggi di quando avevo cinque anni o di qualche mese fa, si è DONNE o UOMINI nella testa, nel cuore, nell’anima ancora prima di esserlo nel corpo) ci tengo a precisare che si parla di transessualismo (una parola che NON mi piace) quando una persona è in transizione da un punto ad un altro, quando questo percorso è terminato trattasi di DONNA, lo dice l’etica, la morale, il buon senso ed anche la legge !!! Oggi mi definisco DONNA e mi sentivo tale anche quando avevo cinque anni, ho fatto un percorso di transizione e non me ne vergogno ma non mi sento una transessuale e non perché un bisturi è passato sul mio corpo, ma perché mi sono sempre sentita e vissuta come una DONNA. Ci sono persone che affrontano il mio stesso percorso essendosi vissute sempre al femminile, altre che anche ad intervento avvenuto si continuano a definire transessuali perché probabilmente il loro sentire è questo, alcune invece non sono altro che uomini con le tette (e’ la testa, l’esperienza, l’educazione, la cultura che fa la differenza e non l’abito che indossiamo) Tuttavia non credo nelle categorie, anzi le trovo una cosa stupida, limitante; non mi interessa il colore della pelle, la religione, la scelta politica o le abitudini sessuali di una persona, l’unica differenza che per me conta è quella dell’anima e purtroppo le persone mediocri (questa volta uso un eufemismo, non vorrei mancare di eleganza) esistono fra gli eterosessuali, i gay, le transessuali (non c’è “categoria” che si salvi – la stupidità non conosce genere. Qualcuna mi ha accusata di prendere distanze dal “mondo transessuale” ma vi assicuro che non è così, la verità è che per me non esiste un “mondo transessuale” bensì l’universo umano e le uniche distanze che prendo sono quelle dalle persone stupide e cattive indipendentemente dal loro genere di appartenenza. E’ vero, in questo momento sto sprecando il mio tempo per dar loro qualche risposta, ma non lo farò piu, preferisco rispondere con questa foto … PPPPPRRRRRRRRRR 😛 .

Non sono io a mettermi al primo posto ma voi a mettervi al secondo, terzo o ultimo, non sono io ad essere saccente ma voi ad essere invidiosi/e, non sono io a definirmi la prima della classe ma voi a mettere un limite a voi stesse. Sapete cosa mi ha sempre detto mia madre? “Frequenta chi è migliore di te ed impara da loro” !!! E’ per questo che non conosco invidia ma solo ammirazione, l’invidia è qualcosa che fa male molto di più a chi la prova che a chi la riceve. Imparate a coltivare il vostro cuore, ancora prima di scegliere il giusto rossetto e se qualcuna sarà più bella, intelligente, amata di voi fatevene una ragione; la vita non è una gara e le risposte più importanti dobbiamo darle a noi stessi, non agli altri.

Infine qualcuno mi ha dato della raccomandata e questo mi ha fatto davvero molto ridere: non ho mai rinnegato le mie origini, ho sempre detto di aver avuto Natali modesti, un papà operaio, una madre sarta e sono orgogliosa di aver conquistato con molta fatica e molto lavoro tutto quello che oggi ho. Posso indossare in un’occasione mondana un abito da 20.000 euro (cifra che mio padre non guadagnava nemmeno in un anno) e con la stesa disinvoltura sedermi a ridere sugli scalini di una piazza in compagnia dei miei amati amici (loro si che possono dire che sono quella di sempre, si cresce ovvio e per fortuna impari a selezionare chi ti circonda e a riconoscere chi ti ama veramente dai semplici sanguisuga che vorrebbero starti accanto non per amicizia ma per prendere una fetta della torta).
Concludo questa nota nella speranza di essere stata utile a qualcuno, di aver fatto pensare altri, aver regalato qualche sorriso e qualche spunto di riflessione. Continuerò nei limiti di quello che mi è possibile fare a rispondere a chi mi chiede consigli e suggerimenti, a chi non piaccio invece non dedicherò un solo minuto in più del mio tempo ricordando loro che possono scegliere di cambiare canale quando sono in tv, voltare pagina quando inciampano in una mia intervista, non venire al cinema quando danno un film in cui recito. Un ultimo consiglio: non sprecate tempo ad invidiare o a sparlare, impegnate il vostro tempo per migliorar voi stessi, non state a guardare in finestra la vita degli altri ma vivete la vostra di vita.

Ora vi saluto e torno da chi mi ama, dai miei, amici, dalla mia famiglia, al mio lavoro e vi lascio con una frase di Salvatore Fiume:

” Il successo di un mio amico mi duole più di un mio stesso insuccesso, poiché mi dimostra due volte di aver fallito “