Se l’attore è un vero cane

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Di Andrea Festuccia

Italo, una storia siciliana al cinema.

Marco Bocci, l’eroe di Squadra Antimafia, protagonista sul grande schermo assieme al meticcio color miele Italo, un cane straordinario adottato dall’intero Paese di Scicli in Sicilia.

Non è certo la prima volta che un cane diventa padrone di un set cinematografico. Dal celebre Rin Tin Tin all’amato Lassie fino al cane poliziotto Rex, sembra proprio che i migliori amici dell’uomo abbiano un particolare feeling con i film.

Ora arriva proprio in questi giorni nelle sale italiane una storia vera, coinvolgente e commovente che ha come protagonista un cane randagio che nel 2009 arrivò nelle campagne di Scicli, vicino Ragusa, conquistandosi l’affetto di una intera cittadina. Ma cosa aveva di speciale?

Marco Bocci FNM

Nel 2009 a Scicli un brutto episodio di cronaca aveva coinvolto un branco di randagi e un bambino: tutti i cani vennero presi e portati via dalla strada. Un meticcio dal color miele arrivò a Scicli proprio in quel periodo. Scelse come dimora via Mormina Penna, perché piena di ristoranti. E cominciò ad entrare in Chiesa all’ora della Messa. Poi imparò il giro che facevano le visite guidate e cominciò a precedere sempre i turisti, a instradarli. Cominciò anche ad abbaiare alle auto che violavano la ZTL, andava a salutare i bambini all’uscita da scuola. Ma il cane entrò definitivamente nell’immaginario popolare in occasione del funerale di un giovane morto in un incidente stradale. La notte precedente il funerale fece la veglia davanti alla chiesa e il giorno dopo, tra lo stupore di tutti, aprì il corteo funebre davanti alla bara. Una volta una nobildonna spese 2mila euro per far realizzare la statuina del presepe di Italo. Accanto alle pecore in fondo un cane buono ci poteva anche stare, no?

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Per molti abitanti di Scicli Italo era la reincarnazione di qualcuno che aveva  amato profondamente il suo paesino. Il film che racconta una bella storia italiana, diretto da Alessia Scarso, vede tra i protagonisti Marco Bocci, Elena Radonicich e Barbara Tabita. Legate con un filo da Italo, le storie di Meno, un bambino solitario e taciturno che si lega a questo cane speciale, e di Chiara, la sua compagna di classe innamorata di lui; e poi del bulletto Paolo, innamorato di Chiara. Invece Antonio Blanco, il padre di Meno, è tutto concentrato nell’amministrare il Paese (sempre alle prese con la sua concorrente politica“esplosiva” Luisa Nigro), tanto che il suo rapporto col figlio è ridotto ormai a monosillabi. Ma nella sua storia entrerà la maestra di Meno, Laura Menoni, la “forestiera” che cambierà le carte in tavola, neanche a dirlo, anche grazie a Italo!