FNM Book – Intervista a Giusella De Maria

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Di Ramona Mondì

FNM Book – Intervista a Giusella De Maria

Titolo: Io non sono ipocondriaca

Autore: Giusella De Maria

Editore: Mondadori

IO NON SONO IPOCONDRIACA

Rido di me. Tra me. Sono ancora viva, e ho intenzione di esserlo ancora per molto”. Ipocondriaci o pseudo tali all’appello, questo libro è per voi. E se ci sono tanti validi motivi per leggerlo, tra i quali imparare ad amare la vita e viverla pienamente, l’autrice ne consiglia ben 10 per cui fare completamente il contrario. Date un’occhiata qui!

Nina è una ragazza allegra ed intraprendente, ama il suo “regno delle delizie” fatto di dolcetti e piatti gustosissimi, e si definisce medico di se stessa. Se c’è una cosa che la perseguita quella è la malattia, più o meno fittizia, così lei e l’ipocondria vivono all’unisono. Ma se in questo di bello c’è ben poco, esiste comunque un lato positivo: l’amore. Solo Marcus, brillante chirurgo, cambierà la sua vita e tutto tornerà, o meglio inizierà, a splendere!

Abbiamo incontrato l’autrice, Giusella. Disponibilissima e con simpatia ha risposto alle nostre domande.

1. Iniziamo con una domanda semplice. Forse. Chi è Giusella De Maria?

Un mio amico risponderebbe (come fa ogni volta che m’introduce ad una presentazione seria): lei è una pazza scatenata. I miei amici di sempre ti direbbero: è la stessa di quando aveva quindici anni. Io ti dico: sono io! Quella che cammina per la città ondeggiando perché vede tutto sfocato, ma non porta gli occhiali, perché il mondo così ha più magia. Che ha messo i piedini a terra a nove mesi e da allora si è sempre chiesta perché non potessimo anche volare. Che inventa storie da quando aveva due anni e le scrive da quando ne aveva quattro, perché è totalmente incapace di disegnare. Quella che c’è ogni volta che qualcuno ha bisogno di lei, ma che risolve i suoi problemi sempre da sola. Quella che ha pianto come una sciocca sulla tomba di Galilei a Firenze e Di Dante a Ravenna, come fossero due amici di vecchia data prematuramente scomparsi. Che è felice solo quando trascina la sua valigia fucsia in un luogo in cui si parte. Che si entusiasma per tutto in modo istintivo a rischio di sembrare una sciroccata. Che detesta il buio e cerca sempre il sole.

2. “Io non sono ipocondriaca”, quando ho visto questo titolo in libreria ho fatto in modo di averlo subito. E credo che la maggior parte di coloro che, come noi, hanno qualche “problema” con la salute e la psiche, abbiano fatto lo stesso. Alla fine, in realtà, si tratta di un inno alla vita. Secondo te l’amore può essere davvero la soluzione a tutto? O è sola una trama racchiusa in un libro? Un inno alla gioia, come direbbe Beethoven.

Sì, hai ragione, è un inno alla vita. Un inno alla gioia. Lo sono sempre le mie storie, un incitamento alla felicità. Nel modo più avvincente che conosca: l’umorismo. Che ad un certo punto, quando meno te l’aspetti, ti sferra il suo risvolto drammatico. Sì, l’amore ricopre un posto nella vita di ogni essere umano inevitabilmente enorme. E’ il primo mobile, come direbbe Dante, (oddio, ho nominato l’Alighieri già due volte in dieci righe? :D) di ogni passo della nostra esistenza. Ci sono persone che si perdono del tutto dietro l’amore senza pensare che magari varrebbe la pena di pensare anche un po’ a sé stessi; e poi ci sono quelli che con spocchia credono di non averne bisogno, chiusi nella grettezza del loro individualismo. La verità è nel mezzo. Se non stai bene prima con te stesso e non sei in pace con i tuoi sogni, nessun amore può aiutarti a farlo. Nina cede all’amore e completa sé stessa con un uomo dopo che è riuscita a vedere realizzati i suoi progetti professionali e a neutralizzare i suoi demoni. E’ chiaro che avrebbe ceduto a un uomo così anche in tempi peggiori! Ma non alla stessa maniera. E comunque, no, l’amore non è la soluzione a tutto. Altrimenti chi non l’ha ancora trovato non avrebbe speranza di essere felice. Però è senz’altro il collante di un’esistenza completa.

3. Domanda personale, ma questo Marcus stile principe azzurro esiste davvero?

Ahaha, oddio, quanto lo spero! Non l’ho ancora trovato, ma devo svelare che la mia scrittura ha un potere magico. Quello che racconto spesso si realizza, e i personaggi che creo diventano reali! No, non ha affatto ragione il mio amico che sono una pazza, come starete pensando.

4. Hai mai pensato di proporre il tuo romanzo ad un regista? Potrebbe diventare una commedia romantica niente male!

Sì, in effetti questa storia sarebbe una bella sceneggiatura. Chissà, magari arriverà un regista che lo realizzerà e vedremo Nina fare shopping in farmacia, sul grande schermo.

5. C’è un luogo in particolare in cui ti rifugi per scrivere?

La mia cameretta di ragazzina, in genere. Sullo scrittoio dei miei studi, con i pezzi della mia vita sparsi qua e là nella stanza e mia mamma in cucina che ascolta la radio e prepara i suoi pranzetti. Ma devo dire che sono una zingara, in questo. Posso scrivere ovunque, in modo particolare sui treni o negli autobus. Il caos e il vocio della gente che viaggia stimolano tantissimo la mia fantasia.

6. Giusella Chinsella, ho letto che ti piace essere chiamata così in omaggio alla tua scrittrice preferita, tanto amante dei matrimoni, lei. E tu? Questo lavoro che hai inventato, la wedding writer, è una genialata e credo sia anche una cosa molto divertente. Che mi dici a riguardo?

Ahahah, oddio, lo sai quel detto “tu insegni meglio ciò che più hai da imparare?” o quell’altro “cioè che temi accadrà?” Ecco. Io odio i matrimoni. E mi ci ritrovo ogni volta invischiata fino al collo. Ho raccontato storie di sposi ed eventi nuziali, ma al momento ho sospeso la mia attività di narratrice di nozze. E non perché stia organizzando il mio matrimonio, come qualcuno ha osato pensare. Ma perché sto facendo altre cose e il tempo è sempre troppo poco per tutto. Però i miei 23 abiti con scarpe abbinate mi ammiccano sempre dal guardaroba, come a dirmi, “e dai, portami a un altro matrimonio!”

7. Hai in programma un nuovo romanzo?

Sì, e ti confesso in anteprima che proprio adesso sto scrivendo l’ultimo capitolo, perciò si profila una lunga notte! Sarà una storia davvero particolare, l’umorismo regnerà ovunque, e anche una certa satira mordace. Magari si parlerà proprio di nozze, chissà.

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