Al cinema Il fascino dell’amore indiscreto

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Di Andrea Festuccia

Il fascino indiscreto dell’amore

Dal 28 maggio nelle sale “Il fascino indiscreto dell’amore – Tokyo Fiancée”, film tratto dal fortunato libro “Né di Eva di né di Adamo” di Amélie Nothomb: un amore in Giappone perso fra metropoli, erotismo e esplosione della natura

Sensualità, golosità, immaginario metropolitano. E’ un Giappone pieno e presente quello che Amélie Nothomb ci presenta, con venature di umorismo, nel suo libro “Né di Eva né di Adamo”, e che il regista di “Il fascino indiscreto dell’amore – Tokyo Fiancée” ha voluto proporci: è un Giappone dove, secondo il regista Stefan Liberski, “il sesso si confonde per la protagonista con la golosità. Il gusto dei cachi maturi si fonde con quello dell’erotismo giapponese dei bagni e delle fonti termali”.  Ma c’è anche la presenza ingombrante di Tokyo. “Le vie di Tokyo – continua Liberski – sono spesso percepite mentre sfilano dietro i vetri della Mercedes del padre di Rinri, i volti dei due ragazzi sembrano un po’ sperduti dentro una macchina troppo grande per loro. Se la giovane coppia si chiude in casa, con tutte le imposte chiuse, Amélie subito dopo affronta una camminata nell’immensità del paesaggio che circonda il Fuji. A nostro modo, abbiamo cercato di dare un ritmo a queste oscillazioni così profondamente giapponesi tra la «stanza privata» (ima) e la «grande natura» (shizen), tra il nascosto e l’aperto, tra il discreto e l’ostentazione, tra l’antico e l’ipermoderno, Tutte quelle coppie di opposti che, alla maniera di Adamo ed Eva, bilanciano il bel libro d’Amélie Nothomb”.

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La trama: trasposizione cinematografica del romanzo autobiografico “Né di Eva né di Adamo” della scrittrice belga Amélie Nothomb, “Il fascino indiscreto dell’amore” di Stefan Liberski accompagna la giovane protagonista nella sua permanenza nel Paese dei suoi sogni, quel Giappone nel quale è nata per caso e che ha lasciato quando aveva solo cinque anni. Amélie torna in Giappone piena di entusiasmo e d’illusioni e per mantenersi decide di dare lezioni di francese. Incontra così Rinri, il suo primo e unico studente, un giovane giapponese con il quale crea subito un rapporto molto intimo. La storia d’amore fra due giovani coetanei appartenenti a culture diverse è un confronto diretto fra abitudini, caratteristiche e modi di vivere estremamente lontani. Tra sorprese, momenti felici e le insidie di uno shock culturale che insieme poetico e divertente, Amélie scopre al contempo sé stessa e una parte di Giappone che non aveva mai nemmeno immaginato prima. Nel film, non può mancare la tragedia che ha segnato il Giappone negli ultimi anni, e che irrompe nella quotidianità: la catastrofe di Fukushima irrompe nella storia dei protagonisti, e in questo il film si allontana dal romanzo, ma non poteva essere altrimenti. E’ impossibile descrivere il Giappone di oggi passando sotto silenzio Fukushima.

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Figlia di un diplomatico belga, Amélie Nothomb è nata a Kobe, in Giappone. Nel 1992 pubblica in Francia il suo primo romanzo, Igiene dell’assassino, che diventa il caso letterario dell’anno: 100mila copie vendute, due riduzioni teatrali, un film. Da quel momento pubblica un romanzo all’anno, fedele alla stessa casa editrice, Albin Michel, come in Italia è fedele alla Voland. Tradotta in 15 lingue, ha ottenuto numerosissimi premi letterari tra cui il Grand Prix du roman de l’Académie Française e il Prix Internet du Livre per Stupore e tremori (da cui è stato tratto anche un film diretto da Alain Corneau), il Prix de Flore per Né di Eva né di Adamo e due volte il Prix du Jury Jean Giono per Le Catilinarie e Causa di forza maggiore.