Olio di Palma: è davvero così dannoso?

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Oil palm fruit and cooking oil

Di Dorigiulia Nuzzi

Olio di Palma: è davvero così dannoso?

Olio di Palma: tutto quello che c’è da sapere sulla sua presunta dannosità.


L’ingrediente al momento più discusso, l’olio di palma, divide l’opinione pubblica tra chi lo vede una minaccia,e vorrebbe quindi eliminarlo dalle nostre tavole e dai nostri acquisti, e chi, invece ne raccomanda un consumo limitato, tranquillizzandoci sulla sua non tossicità.

L’olio di palma è composto da grassi saturi (palmitico, stearico e laurico), pur essendo di origine vegetale, prodotto soprattutto in Indonesia e Malesia, lo ritroviamo in molti prodotti al supermercato, tra cui biscotti, merendine, cibi pronti, saponi e prodotti per l’igiene personale.

Ha una composizione di acidi grassi simile al burro o alla strutto, ma che queste sostanze vadano consumate nei limiti nella nostra alimentazione, perché può essere pericoloso per la salute è risaputo.

Secondo l’Oms ( Organizzazione Mondiale della Sanità) l’olio di palma, aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, ma questa correlazione tra quest’ ultimo e i grassi saturi è oggetto di revisione, come dimostra una recente rewiew operata da specialisti della nutrizione e pubblicata sull’ “American Journal of Clinical Nutrition”. Cosa errata è sostenere che l’olio di palma faccia male e il burro no, perciò quello che è importante è che in nessuno dei due casi si dovrebbe eccedere nelle quantità.

Uno studio italiano si è concentrato sull’effetto del palmitato sulle cellule produttrici di insulina, svelando i meccanismi dannosi scatenati da un eccesso di grassi saturi, infatti, non solo gli zuccheri ma anche i grassi possono promuovere la comparsa del diabete; in particolare un eccesso del palmitato di cui sono ricchi l’olio di palma e, in quantità limitate, il burro e i formaggi può scatenare la morte delle cellule beta del pancreas, quelle che producono l’insulina indispensabile per regolare i livelli di glucosio nel sangue.
Alcuni sostengono che dovrebbe essere sostituito proprio dal burro, ma non ha senso dato che contiene meno grassi saturi del burro ( che è un grasso di origine animale); il burro è una materia prima che nel tempo subisce fisiologicamente fenomeni di irrancidimento, e quindi i prodotti dove viene utilizzato hanno un minore periodo di conservazione, a meno che non si ricorra ai conservanti, l’olio di palma invece garantisce nel tempo maggiore stabilità, senza ricorrere all’uso dei conservanti, e inoltre le sue proprietà fisiche, conferiscono agli alimenti una struttura molto apprezzata (cremosità o croccantezza).

Le critiche riguardano oltre alla salute anche il fronte della sostenibilità ambientale, ovvero la deforestazione in atto in vaste aree del Sud-Est asiatico, terribile per gli equilibri e le specie animali. La guerra all’olio di palma non ha senso, non si può parlare di un alimento buono o cattivo, ma di un regime dietetico buono o cattivo, quindi all’interno di un regime nutrizionale bilanciato, c’è spazio per questo ingrediente cosi come c’è per il burro, il cioccolato, le patatine fritte, i salumi o la carne.

Non è un alimento cancerogeno ma potrebbe avere un legame con l’obesità nel senso che chi ne consuma in largo eccesso ( così come tutti gli altri grassi saturi) senza bruciarlo tenderà ad ingrassare e a diventare obeso. L’olio di palma non è assolutamente dannoso per la salute, basti pensare che il componente principale, l’acido palmitico, è contenuto nel latte materno; quindi può essere dannoso se assunto in quantità eccessive ma non è l’unico ingrediente su cui puntare il dito!

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