Addio a Micol Fontana, ultima delle Sorelle che hanno perfezionato il Made in Italy

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Micol-Fontana 2.1
Di Gabriele Arcieri

La “sarta viaggiatrice” ha preso il suo ultimo treno.

Emozioni senza tempo negli abiti-icone nati dal cuore e dalle mani di Micol Fontana.

La storia delle Sorelle Fontana inizia a Traversetolo, un piccolo paese nei pressi di Parma da dove, nel lontano 1936, le tre sorelle decidono di partire verso una destinazione a loro ancora sconosciuta, seguendo il desiderio di affermazione e di conquista. Così Zoe, la più grande delle tre, decide di mettersi in viaggio lasciando al caso ogni decisione: prende il primo treno diretto a Roma. Da qui inizia la storia delle sorelle Fontana che avrebbero apportato un prezioso contributo alla nascita del Made in Italy, in un periodo in cui si affaccia alla ribalta l’“Hollywood sul Tevere“; lo zelo e la maestria che le contraddistinguono le fanno conoscere anche grazie ad alcune tra le stelle del jet set internazionale più famose, tra le quali si ricordano: Liz Taylor, Ava Gardner, Audrey Hepburn e Jacqueline Kennedy. Su tutte, però, primeggia la splendida Linda Christian, nota attrice hollywoodiana, che decide di affidare alle sorelle Fontana la realizzazione del proprio abito da sposa che avrebbe indossato per il suo celeberrimo matrimonio con Tyrone Power, celebrato a Roma; è questo l’evento che le vede consacrate vere e proprie creatrice di una moda che, pian piano ma sempre più decisamente, si delinea nel mondo.
Dopo ciò, seguono varie e molteplici richieste da parte di famosi personaggi del mondo dello spettacolo e non solo: non sono poche le teste coronate che si rivolgono a loro per poter indossare le ormai decantate creazioni; si ricordano tra queste Maria Pia di Savoia, Grace di Monaco, Soraya e ancora Gioia Marconi, figlia dello scienziato e Margaret Truman, figlia del Presidente degli Stati Uniti.
Come non menzionare, a questo punto, il particolarissimo modello, all’avanguardia per l’epoca, che ha segnato per sempre il periodo della “Dolce Vita”, immortalato dall’omonimo film ed interpretato da Anita Ekberg, affascinante nel suo “pretino”, l’abito ispirato all’abbigliamento cardinalizio e che ancor oggi desta stupore ed ammirazione per l’originalità con cui è stato disegnato.
Micol, scomparsa oggi all’età di 101 anni, è l’ultima icona che conserva intatta l’intero patrimonio culturale nel settore della creazione sartoriale. Con il suo grande cuore ha voluto, e ci piace ricordarla anche in questa bella “veste”, dare vita alla Fondazione Micol Fontana, associazione no-profit istituita nel 1994, dichiarata “di notevole interesse storico” dal Ministero per i Beni Culturali, destinata ad arricchire i giovani studenti che vogliono intraprendere la strada della couture e che potranno avvalersi dell’enorme patrimonio artistico costituito da abiti, biblioteca, emeroteca, fotografie, ricami ed accessori a loro disposizione.
Il ricordo di questa donna rimarrà sicuramente scolpito nel cuore di quanti hanno saputo apprezzare il suo impegno e la sua dedizione assoluta ad un lavoro che ha gestito in maniera assolutamente perfetta, facendo dell’affascinante ma a volte controverso mondo della moda, oggi purtroppo lontano dai canoni in cui Micol ha sempre creduto, un palcoscenico dove interpreti principali erano i suoi indimenticabili abiti.