Intervista a Fabio Curto

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The Voice of Italy, la finale

Di Denise Ubbriaco

Intervista a Fabio Curto

Intervista al vincitore di “The Voice of Italy”

La musica è la lingua dello spirito. La sua segreta corrente vibra tra il cuore di colui che canta e l’anima di colui che ascolta.”(Kahlil Gibran)

Quando un cantante è in grado di far vibrare non solo le corde vocali, ma anche le corde dell’anima, del cuore e dello spirito, ha raggiunto un importante traguardo: conquistare l’affetto e la stima del pubblico. Sono proprio la sensibilità, l’autenticità, la semplicità, la profondità, l’unicità, la lealtà, l’umiltà a rendere grande un artista. E’ difficile “scovare” tali peculiarità al giorno d’oggi, ma non impossibile. Sono queste stesse doti che hanno premiato, oltre all’indiscutibile talento, Fabio Curto, cantautore e polistrumentista, vincitore del talent show di Rai 2The Voice of Italy“.

Fabio Curto, ventisettenne di Acri (Cosenza), è stato definito “bronzo di Riace” per le sue origini calabresi, Leonida per il profilo greco, Enea che “nonostante la paura non rinuncia a combattere come un leone nel campo di battaglia acheo”. È arrivato alle Blind Auditions di The Voice con una versione particolarmente emozionante, da brividi, di “Take Me To Church” di Hozier, conquistando tutti i coach e scegliendo la scuderia del Team Fach, capitanata da Roby e Francesco Facchinetti.

Il suo inedito, “L’ultimo esame“, ha convinto proprio tutti, giudici, pubblico e critica, soprattutto per la sincerità racchiusa nel brano che richiama l’arte di strada, che è stata a lungo il suo mestiere. Di fronte alle telecamere di The voice sembrava un artista consumato, d’altronde di “gavetta” ne ha fatta tanta, riuscendo a creare un contatto diretto con la gente, acquisendo quella teatralità e quella capacità comunicativa che contraddistinguono le sue esibizioni. Per saperne di più e scoprire tutte le curiosità sul suo conto, ho avuto il piacere di intervistare Fabio Curto.

Fashion News Magazine - Fabio Curto

Credo che la passione per il mondo della musica sia innata e si manifesti sin da bambini. Raccontami come tutto ha avuto inizio. Chi era e chi è, oggi, Fabio Curto?
Fabio era un bambino che impiegava gran parte del suo tempo a spaccare legna nel vigneto dei nonni, sentendo gli odori dei castagni al tramonto. Ho sviluppato molto la dimensione olfattiva. Ero molto legato alla natura. Correvo, mi arrampicavo sugli alberi. Se, attualmente, sono una persona con i piedi a terra è perché sono stato, per molto tempo, con i piedi nella terra. Una cosa che amo fare ancora oggi, ovunque trovo un pezzo di terra, è togliermi le scarpe e camminarci sopra. Mio padre era un musicista. Ho iniziato a suonare a 5 anni il pianoforte ed a comporre a 12 anni. Quando avevo 7 anni, mio zio mi regalò un’armonica. Riuscivo ad imparare una canzone nell’arco di un pomeriggio e la suonavo davanti a tutti sbigottiti. Andavo molto ad orecchio. Ho appreso tutto molto rapidamente. Il mio rapporto con la musica è stato sempre questo. Poi, pian piano ho capito che non rappresentava solo un hobby, ma è diventata qualcosa senza la quale mi mancherebbe un pezzo di comunicazione. Ad oggi, la considero un canale attraverso il quale è possibile conoscere una fetta di Fabio che non si coglierebbe solo attraverso il dialogo.”

Oltre alla musica, hai un’altra passione: l’atletica leggera.
Si. Ho fatto atletica leggera a livello agonistico per quasi 5 anni. Questo era il retaggio del mio modo un po’ “selvatico” di vivere. L’atletica leggera ha tenuto vivo quello spirito di esprimermi fisicamente. Ho bisogno di correre. Vuoi torturarmi? Allora, fammi stare chiuso in casa a riposarmi.

Sarà il richiamo della giungla? (scoppiamo entrambi in una fragorosa risata)
Non so come spiegartelo, ma ho un feeling particolare anche con gli animali, come cani, gatti. Con gli animali del bosco un po’ di meno… Sono troppo diffidenti. Quando mi ritrovo in un posto sperduto, non mi sento mai solo. Poco tempo fa, ammiravo un prato in cui l’erba era alta ed illuminata dal sole. Il vento la accarezzava. In quel momento, in quel luogo, avrei potuto chiudere gli occhi e dire: se la mia vita finisse adesso, sarei contento lo stesso. Sarebbe il finale perfetto.

Dalle tue parole, è realmente tangibile il legame che hai con la natura, con la terra. Parlami del rapporto fra la tua musica e la natura. Hai mai tratto ispirazione dagli scenari naturali che ti circondano?
Sempre. E’ una cosa che faccio sempre. Mi capita spessissimo di comporre mentre viaggio in treno. Sono ispirato dai paesaggi che mi scorrono davanti. Il luogo è tutto. Sentire la natura madre ed imparare ad ascoltare il rapporto profondo che abbiamo con essa suggerisce una ricerca personale basata sulla sincerità con se stessi. Credo che questo si senta un po’ nella musica che faccio. L’album che è uscito circa due anni fa lo scrissi ad Acri, in una campagna vicino ad un casolare che sta nei pressi di casa mia. Un luogo veramente selvaggio in cui scorre il fiume e regna il silenzio. Su questo casolare diroccato potresti fantasticare una giornata intera. Fra le cose scritte in quell’album, molte sono state scritte vicino quel casolare di 200 anni“.

Qual è il momento della giornata in cui ami comporre?
Credo che sia il tramonto. Dalle sette e mezza in poi si sveglia qualcosa di strano in me. Mi abbraccia qualcosa che mi porta a sentire la necessità di comporre.”

Uno degli aneddoti legati alla tua carriera?
In giro per l’Europa in un mese e mezzo con la mia band. Ci fermavamo dove volevamo, in paesi come la Germania, la Danimarca. Suonavamo dappertutto. Andavamo nella piazza centrale, iniziavamo a suonare e le persone scendevano in piazza incuriosite. Con la musica riuscivamo a creare un momento unico. Riuscivamo a trasmettere qualcosa e la gente se ne accorgeva.”

Dalle piazze al palco di The Voice. Ti aspettavi la vittoria?
Non mi aspettavo la vittoria. C’erano concorrenti fortissimi. Mi sono reso conto di essere una voce diversa rispetto a quelle che c’erano nel programma. Che il mio timbro fosse insolito lo hanno capito tutti. Un timbro insolito può piacere o non piacere. Quando si è passati al televoto, c’è stata la prova del nove. Ho sentito un forte sostegno da parte del pubblico.”

Fashion News Magazine - Fabio Curto, the voice

Toglimi una curiosità. Quando hai interpretato il brano “Father and son” si è creata un’atmosfera magica, solenne. Qual è stato il tuo rapporto immediato con il testo per interpretare al meglio il significato delle parole e per riuscire a trasmettere il messaggio contenuto nel brano?
Cerco di fare sempre le cose che mi piacerebbe sentire in quella canzone. Nel momento in cui parlava il padre, dopo la parte alta, quando tornavo, cercavo di dare tepore alla canzone come se fosse un dialogo davanti al camino. Cerco di entrare nei personaggi che stanno parlando. Cerco di entrare nella storia, cerco di viverla, senza troppo sforzo. Mi riesce in maniera spontanea. Cerco di vivere il testo come se lo avessi scritto io.

Dimmi, qual è il più bel ricordo che custodisci nel cuore di questa esperienza?
Sicuramente, l’abbraccio di Roby in finale. Abbiamo cantato insieme “Il mondo”. Eravamo emozionatissimi. Quando mi ha abbracciato, tremava. Un altro ricordo bellissimo è stato durante l’esibizione di “Emozioni”, quando ho visto Roby commosso. Poi, ci sono tanti altri bei ricordi.

Fashion News Magazine- Fabio Curto

Il più grande insegnamento che ti ha regalato Roby Facchinetti?
Lui è un maestro sotto diversi aspetti. E’ una persona molto profonda, positiva, con tanta voglia di vivere e con un grande rispetto per il pubblico. A 71 anni, alle 3 di notte, oltre 500 persone volevano una fotografia con lui. Lui ha fatto tutte le foto! Ha sempre detto che deve tutto al pubblico. Dice che se questo è il “prezzo” da pagare per aver vissuto la sua vita di musica, è davvero un “prezzo” irrisorio. Questo è bellissimo!

Quanto sono stati importanti l’appoggio della famiglia, il sostegno di amici e parenti in questo percorso che ti ha lanciato nel mondo della musica?
“Importantissimi! E’ stato meravglioso avere la vicinanza affettiva di persone che, passo passo, mi dicevano che per loro avevo già vinto. Questo era il motivo per cui riuscivo a salire sul palco con tanta voglia di fare bene e cercare di trasmettere le emozioni che stavo provando io in quel momento. L’unione che si è creata ad Acri, il mio paese natale, mi ha dato una forza incredibile!

Quanto è difficile per un cantautore farsi spazio nel panorama musicale?
Molto difficile. Il panorama musicale è dominto da molteplici forze. Ci sono pezzi che durano un anno e quelli che svaniscono dopo poco. Sono appassionato di diversi generi. Se ora, per emergere, è necessario scrivere un album alla portata di tutti lo farò con molto piacere. Il mio sogno è fare album diversi l’uno dall’altro, ad esempio come Bruce Springstein, Paolo Nutini ecc. Non sarà facile, ma già The Voice ha fatto molto, anche in termini di visibilità. Tutto quello che chiedo è fare nel tempo quello che mi andrà di fare. Magari un album in dialetto calabrese, visto che ho scritto molte cose. Non c’è niente di facile. E’ chiaro che per restare sull’onda dobbiamo scrivere testi che devono stare in classifica perché fuziona così.

Non c’è il rischio che ti possa sentire “messo all’angolo” da queste dinamiche?
No. Le difficoltà ci sono sempre. Cerco di viverle come una sfida nuova e, magari, rappresenterà un arricchimento musicale. Scrivere un brano diverso e, magari, capace di stare in radio per molto tempo è una sfida nuova. Se sarò capace di farlo sarà un arricchimento. Poi, non è detto che dovrò farlo per tutta la vita.

Quale sarà il tuo segreto per diventare un grande artista?
Rimanere così come sono, avere un contatto diretto con le persone, raggiungere, laddove è richiesto, un compromesso. A volte, nel mio modo di scrivere mancano gli incisi, i ritornelli classici del pop e, magari, le persone fanno più fatica a memorizzare le mie canzoni. Ora come ora, mi rendo conto che molta gente apprezza la sincerità di un artista, cioè quando ti incontra per strada pensa che sei esattamente come ti ha visto in tv e come ti ha ascoltato nell’album. Il segreto sarà questo.

Il tuo ultimo esame?
Per il momento è stato The Voice. Direi che è il primo 30 e lode della mia carriera.”

Fashion News Magazine- The Voice Fabio Curto

Progetti futuri?
Puntare sul prossimo singolo che uscirà in estate. Lo considero molto promettente! Sarà frizzante. Credo che sarà una bella sorpresa. L’album, probabilmente, uscirà ad aprile.”

Sogno nel cassetto?
Non ti nascondo che l’obiettivo Sanremo mi sta balenando in testa. E’ un palco che, almeno una volta, vorrei affrontare.

In tanti aspettano l’esibizione di Fabio Curto che sarà, insieme a Roby e Francesco Facchinetti, ad Acri (Piazza Purgatorio), il 2 luglio alle ore 21:00.

28/06/2015