Spose-bambine

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Di Ramona Mondì

Spose-bambine

Stop ai matrimoni precoci. Libertà ai sogni.

 

Giochi di bambole, diari segreti, sogni di favole. E’ il mondo delle bambine pre adolescenti, età che va dai 9 ai 15 anni, per intenderci. Quel mondo in cui altro non si può che lasciarle sognare. Spezzare le ali e la magia dell’infanzia DEVE essere considerato un REATO. E pensare che una ragazza su nove, nei Paesi in via di sviluppo, all’età di 15 anni è già sposata. Bum. Vita distrutta. Soprattutto se il compagno è un uomo ricco, violento e 20 anni più grande.

Il dato più terrificante è che si stimano circa 14.2 milioni di nuove spose bambine da qui al 2020, e che gran parte di esse nascono e crescono in Italia, colpevoli di essere Occidentali, ribelli al sistema culturale di provenienza. E’ allora che, con l’inganno, si trovano catapultate nei Paesi d’origine, Pakistan, India, Bangladesh, Albania, Turchia, su un altare, con un uomo mai visto prima.

Il tutto con conseguenze emotive devastanti e socialmente discriminanti, quali l’abbandono scolastico e il disadattamento. Per non parlare dei problemi fisici molto seri, anche mortali, a cui le ragazze vanno incontro: avere una gravidanza così precoce, infatti, rappresenta un pericolo per mamma e bambino che, in questo caso, ha il 60% di possibilità in più di morire in età neonatale, rispetto a chi nasce da una donna la cui età è superiore ai 19 anni.

Il fenomeno, in una società avanzata come la nostra, deve necessariamente essere bloccato. Serve tutela per tutte quelle ragazze italiane, e non, nate in famiglie dalla mentalità esasperante, dedita ai soldi. Tanti. In cambio della felicità di una figlia.

Intanto, all’atto pratico, pare che Hillary Clinton abbia annunciato la nascita di un programma pilota in Bangladesh, finanziato dall’Agenzia statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID), che coinvolgerà leader religiosi, media, governi e ONG locali. L’arcivescovo Desmond Tutu, presidente di The Elders, ha annunciato un obiettivo molto ambizioso: porre fine a questa pratica entro il 2030.

La sensibilizzazione, così come l’azione concreta, deve essere quotidianità; ed è di persone come Stephanie Sinclair, fotografa che ha documentato matrimoni di bambine in tutto il mondo per più di un decennio, che abbiamo bisogno. Il suo lavoro è stato raccolto in un reportage pubblicato da National Geographic e contribuisce fortemente  a far conoscere al mondo queste inammissibili realtà. Dal canto anche suo Amnesty International lavora per garantire a queste piccole creature protezione, istruzione e diritto ad un futuro migliore.

Khadija Al-Salami, invece, è una scrittrice yemenita, prima donna regista nata in questo Paese, che parla di orrori da lei stessa vissuti; e lo fa in un film presentato all’Istituto del Mondo Arabo, a Parigi. “I am Nojoom, Age 10 and Divorced”, una pellicola tratta dalla storia vera della yemenita Nojoom Ali che, a 10 anni, è la più giovane divorziata al mondo da un violento psicotico che la bastonava già da quando ne aveva otto.

Inferni raccontati, vissuti. Inferni che ogni giorno migliaia di innocenti e indifese bambine sono costrette a subire, spaventate da tutto e tutti, anche da quei sogni che non hanno mai potuto fare.