L’amicizia è… – Gli alberi sono considerati creature sociali

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FNM Alberi

Di Daniela Giannace

L’amicizia è… – Gli alberi sono considerati creature sociali

La guardia tedesca Peter Wohlleben è l’autore di un libro che indaga sui misteri che avvolgono da sempre il mondo vegetale.

La nuova rubrica settimanale tratterà dell’amicizia in senso lato, intesa non solo come rapporto tra due persone. Su questo nobile sentimento, delle frasi significative su cui riflettere sono quelle tratte da “A un passo dal sogno”, romanzo di Chicco Sfondrini e Luca Zanforlin del 2007: “Il migliore amico è una specie di angelo custode. È uno che ti rassicura dicendoti: “Non ti preoccupare”, quando invece dovresti preoccuparti eccome. Lo immagino come uno che, se ti vede entusiasta di qualcosa che però vale poco, è capace di essere sincero e dirti la verità. E poi è uno che, se ti critica, lo fa solo quando sei presente, se non ci sei non ti attacca, nemmeno per ridere”.
Argomento di partenza della rubrica sono gli alberi e la loro vita sociale. Sin dai tempi di Aristotele, e certamente anche prima di lui, si ritiene che gli alberi appartengano al mondo inorganico e siano utili all’uomo per la produzione di ossigeno e legno. Solo gli artisti si sono chiesti, nel corso dei secoli, se queste creature vegetali avessero qualche caratteristica che appartiene alle persone e agli animali, creando in tal modo un mistero attorno ad essi.
Oggi anche la scienza indaga sul mondo delle piante, e tra coloro che sostengono che esse abbiamo qualità umane, come ad esempio l’intelligenza, c’è Stefano Mancuso, neurobiologo italiano che dirige a Firenze il Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale (Linv). Una guardia forestale tedesca, Peter Wohlleben, ha pubblicato un libro best seller intitolato “La vita nascosta degli alberi: quello che sentono, come comunicano – Scoperte da un mondo segreto”, in cui espone le sue scoperte fatte sul mondo vegetale.
Wohlleben sostiene non solo che gli alberi siano dotati di intelligenza, essendo in grado di ricordare, contare e imparare, ma addirittura che essi siano capaci di stringere legami di amicizia tra di loro, di aiutarsi a vicenda, e di essere solidali. In quanto vere e proprie creature sociali, secondo la guardia forestale, essi creano tra loro un network esteso per decine di chilometri tramite l’apice delle loro radici, dove risiede la loro intelligenza. In tal modo, si forma una rete chiamata “Wood Wide Web”, che permette loro di avvisarsi a vicenda in caso di pericolo grazie all’invio di segnali elettrici che passano appunto dagli apici delle radici.
Gli alberi sono così altruisti e solidali con i loro vicini che quando le radici di due alberi sono intrecciate si genera un’interconnessione tra loro, e l’amicizia è così forte che quando uno dei due muore, muore anche l’altro. Inoltre, tramite le radici, somministrano una soluzione zuccherina che mantiene in vita per secoli i ceppi dei loro compagni abbattuti.
Grazie a Peter Wohlleben pian piano riusciremo tutti a vedere gli alberi in un modo diverso e ad apprezzarli di più sia come risorsa che come modello da imitare in tutte le relazioni di amicizia.