FNM People – Intervista a Davide Paganini

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Di Denise Ubbriaco

FNM People – Intervista a Davide Paganini

Davide Paganini: “In futuro, vorrei concentrarmi su una bella commedia!

Davide Paganini è un attore particolarmente versatile, divertente, accattivante. Numerosi sono i ruoli che ha interpretato al cinema, a teatro ed in televisione. Dal 31 marzo è protagonista al cinema  del film “WAX: We are the X”, mentre dal 30 marzo lo vedremo anche su Canale5 nel ruolo del cecchino al fianco di Raoul Bova nelle otto puntate della serie televisiva “Fuoco Amico – TF45”. Per saperne di più, leggete la mia intervista a Davide Paganini.

Dopo tanti anni di successi, chi è oggi Davide Paganini?

Un uomo che cerca di proseguire il suo lavoro, cerca di avere una continuità lavorativa, cerca di fare quello che ama e quello per cui ha studiato.”

Come ha avuto inizio la sua carriera?

Quando ero a scuola, amavo far divertire i miei compagni di classe. La mia insegnante di lettere mi disse: “Anziché disturbare in classe, perché non vai a far teatro?”. Così, ho iniziato a fare teatro, senza dire niente, vergognandomi. Dalla provincia, andavo a Genova a seguire i corsi di teatro. Piano piano, questa passione è diventata il mio lavoro. E’ stata come una chiamata! Come il prete ha avuto la chiamata dal Signore, io ho avuto la chiamata dall’arte. Non avevo capito che era una chiamata con scatto alla risposta! (inevitabilmente scoppiamo in una fragorosa risata).

Cosa la affascina del mondo del teatro?

L’energia profusa nell’impatto lavorativo! Il teatro puoi farlo ovunque: in spiaggia, in sala, in qualsiasi luogo. Vorrei portare in scena uno spettacolo: “La maratona di New York”. Uno spettacolo in cui si corre sul posto per 50 minuti. Non vorrei portarlo in teatro, ma all’interno dei maratoneti. Quindi, vorrei portare il teatro in sedi che non sono teatrali, ma sportive. Il teatro mi affascina come luogo in cui si può fare qualcosa di creativo, di culturale, di diverso rispetto a quello che istituzionalmente è chiamato teatro. Il teatro fa sognare, fa pensare a qualcosa di bello e meraviglioso. E’ qualcosa di vivo, non qualcosa di già morto.”

Il ruolo che si è divertito ad interpretare fino ad oggi in ambito teatrale?

Il testo americano “Steady Rain”, scritto dall’autore americano Keith Huff. Un testo che ho portato in scena qualche anno fa e, probabilmente, riprenderò nel 2017. La storia è ambientata nei sobborghi di Chicago. E’ un testo molto drammatico e animalesco.  L’altro ruolo è quello dello spettacolo teatrale dedicato a Luigi Tenco, dal titolo “Dunque lei ha conosciuto Tenco?”, scritto da Paolo Logli. Questi due ruoli, per me, sono divertenti dal punto di vista attoriale. Mi diverto ad interpretarli, mi ci trovo bene dentro. Per me, è divertente abitare questi personaggi e vivere queste storie.”

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Prima di immedesimarsi completamente nel ruolo del personaggio che andrà ad interpretare, in che modo affronta l’impatto con il copione?

Ogni volta, è sempre diverso. E’ qualcosa di empirico! Se leggendo il copione, mi arrivano sensazioni ed emozioni in maniera rapida, vuol dire che ci entro facilmente. All’inizio, fatico molto ad entrare nel personaggio. Ci arrivo sempre con fatica, proprio alla prova generale, prima di debuttare. Mi diverto a trovare le cose, giorno dopo giorno, sulla scena. Mi piace divertirmi con il pubblico! Senza pubblico, è un procedimento molto tecnico. Bastano cinque persone ed inizio a sperimentare. Sento i respiri e come reagisce lo spettatore. Se la gente inizia a tossire oppure a scartare le caramelle, capisci subito che non è attenta ed occorre cambiare direzione. Ad esempio, allo spettacolo “Steady Rain”, della durata di circa due ore, nessuno tossiva o scartava caramelle e ci sono stati cinque minuti di applausi alla fine.

Passiamo al cinema. Cosa ama del mondo del cinema?

Amo la praticità. Arrivo e faccio tutto in maniera immediata. Questo mi piace molto.

Quali emozioni prova lavorando sul set?

Sono mosso molto dal divertimento artistico. Quando lavoro, sono molto allegro e divertito verso la vita, verso il mondo, verso tutto. Quando si tratta di un buon progetto con bravi colleghi, con una bella storia ed è tutto perfetto, com’è stato per “Fuoco Amico”, le cose si muovono in maniera meravigliosa. Le mie esperienze mi hanno fatto imparare tanto sia dal punto di vista umano che artistico.

In teatro si crea un filone diretto con il pubblico, mentre nel cinema e nella tv i frutti si raccolgono dopo. Dico bene? Quali differenza ha riscontrato fra questi mondi?

Il teatro è immediato. Un mese di prove e vai in scena. Hai uno stress emotivo molto forte prima del debutto. La prima è sempre molto stressante, carica di emozioni ed energie. Fatta la prima, prosegui con la tournee e, spesso, è molto faticosa perché si va in giro per tutta l’Italia. Il gap è minore rispetto al cinema e alla televisione, in cui giri le riprese e non sai quando si vedranno. Ad esempio, il film “WAX: We are the X” lo abbiamo girato nel 2013. Esce dopo tre anni. E’ un bambino che abbiamo concepito, ma fino a poco tempo fa stava ancora nel pancione.”

Come mai questo ritardo?

E’ un film indipendente.”

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Finalmente, da oggi, 31 marzo, uscirà al cinema il film “WAX: We are the X”, in cui ha ricoperto il ruolo del protagonista. Mi dica di più sul suo personaggio.

Sono il direttore di una casa di produzione cinematografica e parto per la Francia con due colleghi  (Jacopo Maria Bicocchi e Gwendolyn Gourvenec) per girare uno spot pubblicitario. Insieme, cercheremo di trovare tutte le risorse per girare questo spot. Ci saranno tanti imprevisti e sorprese.”

Qual è il fil rouge di questa storia?

E’ una storia di amicizia, d’amore, di avventure, di conflitti culturali. E’ una storia generazionale che parla dei nati fra la metà e la fine degli anni ’70. Parla di quelle persone un po’ dimenticate dalla società, sempre ingabbiate, prima dalla scuola, poi dal lavoro ed è così che cercano di trovare un punto di partenza per una nuova rivalsa e ce la faranno.

Dov’è stato girato?

Costa Azzurra, Roma e Spagna.

C’è qualche curiosità del backstage o qualche aneddoto che vuole raccontarmi?

Questo film lo abbiamo girato su un treno dell’Ottocento, sull’aereo, su un elicottero, su una nave, su un pontile, su una bicicletta. E’ stato girato in soggettiva con l’ausilio di smartphone, GoPro, cinepresa. I primi giorni, ho fatto molta fatica poiché l’attore con cui dovevo parlare era dietro tecnici, macchina da presa, attrezzature ecc. Dovevo guardare l’obiettivo, non l’altro attore. Era davvero strano e la cosa orrenda è che, guardando l’obiettivo, vedevo me stesso, come se fossi davanti ad uno specchio. Per questo, cercavo in tutti i modi di non guardare l’obiettivo.

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Dal 30 marzo 2016, è su Canale5 nel ruolo del cecchino al fianco di Raoul Bova nelle otto puntate della serie televisiva “Fuoco Amico – TF45”. Cosa l’ha colpita di questa serie?

Le location sono meravigliose. Siamo stati in Sardegna, a MarrakecH, a Malta. Ci siamo divertiti tanto. E’ stato un periodo di 7 mesi meraviglioso. Mi ha colpito tanto il talento del regista Beniamino Catena. Una serie così complicata è stata semplice grazie a Raoul, una persona speciale,ed al talento del regista.

Com’è stato lavorare con Raoul Bova?

E’ un produttore e primo attore straordinario! E’ una persona alla mano, divertente. E’ stato come un fratello!

Progetti futuri?

Per il teatro: “Steady Rain” e “Dunque lei ha conosciuto Tenco?”. Poi, ci sono altre cose che non posso dire!

Sogno nel cassetto?

Per ora, rimane chiuso. Quando apro il cassetto, te lo dico.

Un’ultima domanda. C’è un ruolo che non hai mai ricoperto e vorrebbe interpretare?

Un ruolo comico. In futuro, vorrei concentrarmi su una bella commedia!

Ringrazio Davide Paganini per la sua disponibilità!

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31/03/2016

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