Elisa Josefina Fattori racconta “L’Attesa” di una fashion blogger

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Di Barbara Molinario

Elisa Josefina Fattori racconta “L’Attesa” di una fashion blogger

Dal 31 Maggio al 5 Giugno al Teatro Elettra – a Roma in via Capo d’Africa, 32 – è in scena “L’Attesa”, testo scritto e diretto da Giancarlo Cittadini. Questo “monologo/atto unico” è interpretato dall’attrice Elisa Josefina Fattori, che abbiamo incontrato per parlarci dello spettacolo.

 

Raccontaci “L’Attesa”.

“Il testo e la regia sono di Giancarlo Cittadini. In questo atto unico viene rappresentata la “serata tipo” della famosa fashion blogger Sole Terragni. La potremmo immaginare ad un party esclusivo, ma in realtà è chiusa nel suo studio ad aspettare la telefonata dell’amante, uomo sposato con una donna che scopriremo essere anch’essa legata sentimentalmente alla protagonista. Si capisce fin da subito che Sole ha trascorso molte serate nell’attesa di telefonate di uomini sposati, perchè la sua debolezza – o se vogliamo considerarla “attitudine” – è quella d’iniziare e portare avanti relazioni di questo tipo. Come se non si meritasse veramente la fortuna che il destino le ha riservato in campo professionale, o se per lei non fosse possibile ritrovare la felicità vissuta nella sua famiglia d’origine. Nell’attesa che il telefono squilli, Sole ci racconta la sua vita, la sua adolescenza, le sue esperienze con gli uomini, ma anche la superficialità del suo lavoro e del mondo in cui a volte le sembra d’essere intrappolata.”

Si parla di una figura molto attuale: quella della fashion blogger.

“Questo spettacolo tocca sopratutto temi come l’amore, la gelosia, la paura di essere abbandonati, il sentimento di sopraffazione anche se in chiave contemporanea. Penso sia importante che il Teatro racconti storie e personaggi attuali. Solo in questo modo può riavvicinarsi al pubblico e riconquistarlo.”

La protagonista – donna di successo – nasconde molte fragilità caratteriali. Tu come l’hai “analizzata”?

“Sole Terragni è un personaggio particolare. Ha avuto veramente tutto dalla vita: una famiglia presente e felice, genitori che le hanno insegnato l’autostima, è una donna intelligente, decisa e ha fiuto per gli affari. Forse il limite delle persone fortunate –e che non si sono mai trovate dalla parte dei perdenti – è quello di sfidare continuamente sé stesse in situazioni dove non possono condurre “il gioco” da sole: così, quando perdono il controllo dei propri sentimenti, vengono sopraffatte dalla malinconia. Sembra banale, ma tutti portiamo sulle spalle il nostro fardello di esperienze negative, l’importante è imparare dai propri errori. E andare avanti con una diversa consapevolezza.”

Sarai in scena da sola per tutta la durata dello spettacolo. Cosa si prova?

“Sicuramente è una grande responsabilità, perché non si può contare né sull’appoggio né sull’aiuto di altri colleghi attori. Bisogna saper mantenere la concentrazione e l’energia, ricordare ogni battuta senza mostrare alcuno sforzo mnemonico: tutto deve sembrare spontaneo e naturale, ma sappiamo bene che in uno spettacolo teatrale anche il più piccolo sguardo è “deciso a priori”. Credo che il “monologo/atto unico” sia un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, ed in questo caso lo spettacolo – per come è stato strutturato – è una vera e propria prova d’attrice.”

Perché venire a vedere “L’Attesa”?

“Perché vi coinvolgerà e – senza presunzione – vi stupirà. È uno spettacolo molto articolato e, man mano che ci si addentra nella storia, lo spettatore sarà accompagnato a scoprire la psicologia di Sole Terragni. Non vi annoierete e forse tornerete a casa pensando che la vostra vita sia più simile alla sua di quanto non avreste mai potuto immaginare.”

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