Lettera aperta a una Black Addicted.

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©Claudio Bernardi/Lapresse Roma, 12 novembre 2012 - Festival Internazionale del Cinema di Roma Red Carpet del film "Le Guetteur", di Michele Placido, con Violante Placido e Luca Argentero. nella foto: Raz Degan

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Di Roberta Comes

Lettera aperta a una Black Addicted.

Essere una black addicted è una fede. Ami il nero ma non sei il nero, sei molto di più.

 

Cara black addicted,

o come si suol dire tra noi, amante del nero.

T’ho vista posare in un selfie piena d’un sorriso oltremisura, poi hai abbassato lo sguardo, hai chiuso la fotocamera e ti sei incamminata frettolosamente.

T’ho vista in un negozio di periferia mentre ti cercavi tra le rouches, i fiocchi e le paillettes di un abito luminoso.

T’ho vista ed eri proprio tu: faccia pulita, occhi sinceri, labbra pronunciate.

Come le notti in cui fai fatica a dormire, quelle notti nelle quali vorresti svaligiare l’intera dispensa, cercare un film muto sul primo canale estero e immaginare confuse conversazioni che calzano a pennello.

“Dicono sicuramente così”, pensi. Chiudi gli occhi ed è mattino.

T’ho vista truccarti nei bagni dell’università complice di un identikit appeso al muro dell’entrata – le codine e il vestito largo -.

Ma non sei quella. Non sei le code, il vestito largo.

E il nero non è il tuo colore, come non lo è il bianco, l’azzurro, l’arancio, il rosso.

Sei quella che esplode di gioia per una telefonata inattesa o che sta delle ore in silenzio a fissare il muro.

Sei quella che si diverte da matti in un sabato sera qualunque, quando si è in sei in una macchina che non è la tua e si urla al mondo la spensieratezza, i litigi e le paure lasciate a casa, fuori dalla felicità imperturbabile che ti contagia.

Sei quella che mangia un dolce pieno di cioccolato dopo un esame non andato, quella che piange nel silenzio della sua stanza fatta di cartone e caramelle, disegni, matite.

No, il nero non è il tuo colore.

È il colore che ti tiene per mano quando vuoi nascondere le tue insicurezze, quando vuoi mostrarti in tiro nonostante i chili di troppo, quando vuoi esser donna da far paura e bimba da accarezzare, quando vuoi farti scoprire senza mostrarti del tutto.

Tu non sei il nero. Sei quello che celi dietro il nero.