FNM Book – “Acqua piena di acqua” di Cinzia Della Ciana

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Di Iolanda Pomposelli

FNM Book – Acqua piena di di Cinzia Della Ciana

acqua piena di acqua

Editore: Effigi

Prezzo: Euro 14,00

Da non perdere la presentazione dell’ultima opera di Cinzia Della CianaAcqua piena di acqua” sabato 10 Dicembre, alle ore 18:00, presso l’Enoteca Letteraria in via Quattro Fontane a Roma.

Della Ciana è un avvocato che a mezzogiorno della sua vita ha deciso di tornare a suonare, come faceva quando frequentava il Conservatorio, ma questo volta con le parole, lo strumento che usa da sempre. La musica quindi torna ad essere il filo conduttore della sua vita.

Dopo una fortunata raccolta di racconti, “Quadri di donne di quadri” (Aracne 2014), con la quale ha ricevuto, tra l’altro, il premio speciale della giuria al “World Literary Prize” a Parigi nel giugno 2015, apprezzata anche come poetessa con varie sillogi ancora inedite (2^ al Premio Casentino 2016), l’autrice spicca il volo nella narrativa: dalla forma breve (si ricorda il suo battesimo con il racconto “Lacrimosa”, vincitore a Racconti nella Rete, pubblicato nell’omonima antologia 2014 edita da Nottetempo) al romanzo.

Si cambia genere, ma il focus resta lo stesso: la donna. Sì perché l’ indagine per l’animo femminile e la scrittura femminile permeano indiscutibilmente tutte le sue opere e in modo pregnante proprio l’ultimo libro che appena uscito vede al suo attivo già prestigiosi riconoscimenti (premio speciale pianeta donna al Montefiore Conca, 2^ a Le Grazie-Portovenere, 1^ al Tagete).

Un romanzo, “Acqua piena di acqua”, dal suggestivo titolo, libera traduzione dell’espressione russa di “fiume in piena”. In effetti, la trama scorre proprio come un fiume attraverso la vita di tre donne: madre figlia e nipote, fra memorie, dolori, ansie, speranze e voglia di vita. Una saga familiare, ove la scrittura più che descrivere i fatti scandaglia l’intimo delle tre protagoniste ed ogni fatto narrato è la loro soggettiva ricostruzione, un ricordo ossessivo da cui è necessario liberarsi. Liberarsi, perché tutto il libro altro non è che l’orgogliosa ricerca della pienezza della vita: ogni fiume, qualsiasi sia il suo corso, arriva al mare.

Tutto prende le mosse da un evento centrale drammatico. Un morso aguzzo di sudore una mattina presto scuote la giovane Anna dal sonno e la sbalza direttamente in un set angosciante, fermando lo scorrere del tempo. Nel fondo scale del suo condominio  si sta consumando la morte enigmatica di  sua madre Letizia. Evento accidentale o suicidio? Il dramma irrisolto di questa scomparsa provoca nella ventenne, proprio alle soglie del suo matrimonio, un abisso di dolore che la farà restare, come già accaduto per sua madre, avvitata in un turbine di acqua piena di acqua tinta di pece. Bisognerà attendere che una nuova vita, quella di Lodovica, la secondogenita di Anna, maturi perché si sciolga il veleno che aveva intossicato il  tormentoso corso di quelle intricate esistenze. Letizia, Anna e Lodovica, tre generazioni di donne che la corrente di un  fiume trascina in cascate, gorghi, paludi, un nastro composito in cui la metafora dell’acqua ritorna sempre, nell’eterno ciclo vita/morte/vita. E ritorna anche nell’ultima bellissima poesia in cui, come nel capolavoro di Elsa Morante, “Menzogna e sortilegio”, la voce narrante, ormai anch’essa donna protagonista, è finalmente libera di espandersi con la liricità che contraddistingue tutto lo stile di questa scrittura. Una scrittura che suona, una scrittura che prende e che aspira ad esser riletta.

Come una musica che più si ascolta e più si apprezza.