Ringiovanire la pelle? Con Sushi e Sashimi si può!

Il pesce crudo fa bene al nostro organismo per vari motivi
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Sushi, sashimi e chirashi (pesce servito sul riso in una scatola laccata o in una ciotola) sono ottimi alleati per il ringiovanimento della pelle. Il pesce crudo, molto diffuso nella cucina Giapponese, è entrato anche nella nostra dieta mediterranea (carpacci, le tartare e i marinati).

Il pesce crudo aiuta la pelle a difendersi dall’ossidazione, fungendo da ottimo anti age. “Grazie alla vitamina D (di cui è una delle poche fonti alimentari) che, tra l’altro, contrasta le infiammazioni e di conseguenza l’invecchiamento – dice Massimo Cocchi, docente di Biochimica della Nutrizione, università L.U.de.S. (Libera università degli studi) HEI, Malta – ma, soprattutto, agli acidi grassi polinsaturi Omega 3. Si tratta di sostanze importanti per la salute che però sono estremamente termolabili e per giunta sono contenuti in percentuali più elevate proprio in alcuni dei pesci più frequentemente consumati crudi, come salmone, tonno, alici“. L’Omega 6 (soprattutto negli oli vegetali) e Omega 3 aiutano a controllare le infiammazioni responsabili dell’invecchiamento precoce della pelle, proteggendo il sistema cardiovascolare.”Questi acidi grassi essenziali sono precursori dei ceramidi, che sono la base del cemento intercellulare (miscela di sostanze lipidiche e cerose) e aiutano l’epidermide e il fusto dei capelli a mantenersi compatti e ben idratati, proteggendoli così dalla secchezza e, indirettamente, dal foto-invecchiamento”, spiega il cosmetologo Umberto Borellini, professore all’università di Pavia.

Le vitamine termolabili si conservano integre nel pesce crudo: antiossidanti tocoferolo (vitamina E), il coenzima Q10 e alcune vitamine del gruppo B, in particolare B2 (riboflavina), B8 (biotina) e B5 (acido pantotenico), importanti anche per il ciclo vitale del capello, per il microcircolo e il metabolismo (nonché l’elasticità) della pelle.  Altri aiuti arrivano da parte di zinco, rame e selenio, fondamentali per produrre enzimi e antiossidanti endogeni, come la glutatione perossidasi e la superossido dismutasi, capaci di contrastare l’invecchiamento. “Inoltre, nel pesce crudo è interessante l’apporto di taurina, un amminoacido che, secondo alcuni studi, condizionando positivamente il metabolismo degli adipociti, può aiutare a controllare il peso, ovviamente nell’ambito di una dieta sana e controllata in quantità e qualità”, conclude Cocchi.