La Purezza

"Tutti i grandi sono stati piccoli..."
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Nel XIX secolo il bambino diventa oggetto di riflessioni umanistiche e scientifiche, per cui si passa da una concezione di purezza d’intenzioni e purezza di costumi a studi sulla psicologia infantile.

Il bambino libero nella mente da ogni condizionamento può simboleggiare la resistenza a qualunque potere, perché puro.

Il bambino nasce con una sua unicità di carattere e di “ANIMA” e i genitori dovrebbero rispettare e promuovere lo sviluppo del bambino, perché possa mantenere una dimensione di purezza nella relazione e visione del mondo.

Lacan, psicoanalista francese, introduce lo stadio dello specchio, fase della costruzione dell’essere umano, tra i 6 e i 18 mesi, in cui il bambino si vive come estensione della madre. Freud, invece, introduce il mito dell’Edipo come funzione normativa che regola il comportamento del bambino, dai 3 ai 5 anni, consentendogli di orientarsi nella vita a partire dalla sua purezza, scevra da contaminazioni. Con l’utilizzo del gioco Melanie Klein ci mostra come si possano risolvere le angosce, isolando ed espellendo “gli impulsi aggressivi e le figure cattive”. Divenendo il gioco strumento espulsivo delle angosce, è ipotizzabile che il bambino abbia la possibilità di rimanere aperto e puro agli stimoli ambientali, soprattutto se non viene costantemente sottoposto a moralismi e repressioni educative.

Concludo, riflettendo sul significato di Purezza, con una frase tratta dal testo del Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry: “Gli uomini coltivano 5000 rose nello stesso giardino… e non trovano quello che cercano… e tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po’ d’acqua. Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore!”.

Visto su FNM Magazine