Trasgressione e cibo

Ecco i consigli della nostra consulente di benessere, Diet Trainer e life coach
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Dieta rigida, stati di animo travagliato e sofferente, desiderio di cibo proibito, rabbia e rancore, ci agitano lasciandoci dei vuoti. Nasce così la voglia di trasgressione: si perde il controllo e si entra in una fase di non cura di sé dove si comincia a rimpinzarsi di cibo, soprattutto inutile.

Si mangia senza controllo, anche se era in cuor nostro non farlo più. La sensazione dei sensi di colpa, porta all’instaurarsi e al perpetuarsi di pensieri fallimentari e depressivi che spesso sono essi stessi causa di una eccessiva  ricerca di cibo per colmare il vuoto, per sentirci coccolati, per sedare le nostre ansie. A volte sapere di non poterlo o doverlo mangiare, ci avvicina di più ad esso. Ma ora ingrasseremo di certo… perché il nostro comportamento è divenuto psicogeno*.

Mangiare per abitudine e conforto emotivo può diventare un automatismo che non riusciamo più a fermare. Uno degli effetti positivi del pensiero dietologico, inteso come scelta di un programma nutrizionale adatto, è proprio quello di rompere questo circolo vizioso portando la propria attenzione a ciò che si mangia. Concedersi qualche piccola trasgressione una volta a settimana può aiutare a vivere la dieta come una scelta personale e non come un’imposizione esterna. Questo perché non mangiamo solo con la testa, ma anche col cuore là dove il cibo è un potente strumento di gratificazione personale, conforto emotivo, condivisione sociale e conviviale, ma anche condivisione di un momento intimo con il vostro partner; accettarla, insomma, come gratifica di un momento bello, non come gratifica di un momento pestilento!

Parafrasando: trasgredire, ma con resilienza, superando il momento, prendendone consapevolezza ed avere un’alimentazione da scarico nei giorni successivi.

*Psicogeno: si dice di fenomeno morboso sostenuto da un meccanismo esclusivamente o prevalentemente psichico.

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