Bye Bye cancro al seno

Le iniziative rosa che vincono il cancro.
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Il cancro al seno è spacciato. La prevenzione e l’ironia positiva delle donne, infatti, sta avendo la meglio! A dimostrarlo la moltitudine di esperienze a lieto fine nonché le iniziative sociali, culturali e modaiole messe in atto da eroine femminili che hanno deciso di vincere. Il più recente progetto? “AnaOno”, il primo brand di sexy lingerie dedicato alle donne che lottano e hanno lottato contro il cancro al seno. Dana Donofree è la fondatrice di questa magnifica linea, lei, colpita in prima persona da tumore, giovanissima, è stata costretta all’asportazione totale di entrambi i seni.

Durante la New York Fashion Week 16 donne hanno sfilato orgogliose in biancheria intima, rivelando senza timore i segni visibili della loro esperienza con il cancro: cicatrici, seni mancanti o ricostruiti. “Siamo donne e sexy, anche senza seno”, è il motto di Dana che per sé ha rinunciato all’inserimento di protesi al seno operato, preferendo coprire le cicatrici e decorare il decolleté con dei tatuaggi. Ognuna deve fare quello che crede e ritornare a sentirsi bella, perciò nel 2014 Dana è riuscita a disegnare e produrre lingerie elegante e sexy, adatta a ‘tette speciali’ , destinando una buona fetta dei proventi ad associazioni di ricerca sul cancro statunitensi.

I tessuti, pizzi inclusi, sono adatti alla pelle sensibile e resa più reattiva dalle cure. Niente fastidi su incisioni e cicatrici, senza ferretti né ganci di metallo, con cuciture nascoste e profili progettati sulla nuova anatomia femminile. Una biancheria che esalta la bellezza del seno, che non deve essere più nascosto. Dana Donofree non è l’unica stilista che si è occupata di tumore al seno. Prima di lei, infatti, Stella McCartney ha supportato Breast Cancer Awareness Month e disegnato il ‘Louise listening bra’, un reggiseno per chi ha subito una doppia mastectomia che dedicò a sua madre, Linda, a quale morì per questa malattia nel 1998.

In cima alla lista delle iniziative anti cancro al seno troviamo anche “La storia delle mie tette”, la profonda e ironica testimonianza della graphic novel Jennifer Hayden, nominata tra i migliori libri da New York Time, Amazon, GQ e Forbes. Le protagoniste del libro sono proprio le ‘tette’, prima attese con speranza da una ragazza in pubertà, e poi temute quasi come nemiche nel momento in cui “ospitano” il cancro. La capacità di ridere degli sgarbi dell’esistenza porta a sdrammatizzare il racconto e il tumore stesso, nonché a vincere una battaglia che fino a poco tempo fa non vedeva possibilità di vittoria. Oggi, invece, possiamo dire a testa alta “ce la faremo” o ancora meglio “ce l’abbiamo fatta!”.