Muri d’arte

Comunicazione, propaganda e ribellione dai Neanderthal ad oggi
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Eredi ideali delle immagini e dei graffiti delle caverne preistoriche, ancor oggi ambiguamente sospesi fra volontà di comunicazione sociale e finalità sacre o sciamaniche, prossimi indubbiamente alle pareti affrescate all’esterno delle botteghe di Pompei e di tutto l’Impero, con immediate necessità d’informazione commerciale e pubblicitaria, affini alle monumentali raffigurazioni dipinte pagane e cristiane, fra Grecia e Roma, con evidenti scopi propagandistici e celebrativi, i moderni murales che, nella nostra Capitale ad esempio, a partire da quelli – storici – di Tormarancia e della Garbatella, hanno iniziato a dilagare un po’ dovunque, rappresentano l’affascinante prosecuzione d’una impellente necessità di comunicazione antica quanto l’uomo.

Manifestamente, rispetto ad un Passato più o meno remoto, rappresentano la riappropriazione – in chiave popolare e antiaccademica – d’un desiderio d’espressione prima riservato quasi esclusivamente all’establishment ed al Potere ufficiale, o comunque vegliato e “controllato” dall’Autorità, e che ora sfugge all’irreggimentazione coatta e si esprime – in ultima analisi – come dichiarata ribellione alla società Alta e Borghese delle convenzioni e del socialmente lecito. Dalla prima Street Art affrescata ad Orgosolo, in Sardegna, con nobili e provocatorie finalità sociali e di lotta proletaria – in un paese-simbolo delle vessazioni e delle violente censure imposte dalla lontana autorità del Continente – ai graffiti sempre più scaltriti delle periferie di tutta Italia, America ed Europa, i murales hanno assunto, più o meno consapevolmente, una dignità artistica ben evidente, oltre a quella, aurorale, di mera protesta sociale, trasformandosi anche in geniale “arredo urbano” che restituisce bellezza e poesia al fatale degrado delle periferie.

Da messaggio neppur troppo occulto del governo di turno alla ribellione ironica e genialmente corrosiva d’un artista come Banksy alle verità conclamate della società, da illustrazione con fini meramente utilitaristici a controinformazione dell’universo giovanile, la Street Art rappresenta ormai, sempre di più, una voce irrinunciabile della nostra quotidianità artistica.

Visto su FNM Magazine.