FNM Book – “Nessuno sa da dove arrivi l’amore” di Olga Lumia

Sentimenti e fatti di cronaca nell’Italia tra gli anni Sessanta e Ottanta.
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Con il romanzo “Nessuno sa da dove arrivi l’amore” l’autrice televisiva e scrittrice Olga Lumia, a distanza di un anno dalla pubblicazione, registra ancora un grande successo di lettori e critica. Il 15 luglio ha vinto il Secondo Premio Narrativa Edita al concorso letterario Città di Acireale e il 16 luglio ha ricevuto un Premio Speciale al prestigioso concorso letterario Città di Sarzana.

Il critico letterario Gabriele Ottaviani lo definisce così: “Scritto con stile sobrio, raffinato, solido, equilibrato e accurato, questo romanzo ha una invidiabile fluidità e consente al lettore di sentirsi partecipe di una vicenda nella quale gli pare, per la precisione della ricostruzione e la credibilità delle situazioni, di sentirsi completamente immerso“. La giornalista Ornella Palumbo ha scritto: “Questo avvincente libro è la storia di un destino, il destino di Valentino. È di quei libri da cui non riesci a separarti fino a quando non lo hai finito… Come le tre Parche, Olga Lumia tesse sicura il suo filo, curando i dettagli con meticolosa pazienza, e ammiccando ogni tanto verso di noi con un sorriso, per anticiparci, senza svelarla, una dimensione o un senso. Così si imprime alla narrazione un ritmo mai monotono, fitto di curiosità e attese, misteri e premonizioni”.

Abbiamo incontrato la scrittrice, in questi giorni di nuovo in libreria con un interessante e approfondito saggio sul cinema di Woody Allen, dal titolo W come Woody”.

“Nessuno sa da dove arrivi l’amore”, è un romanzo che sta riscuotendo un grande successo grazie alle sue varie connotazioni. È, infatti, un romanzo psicologico, storico e d’amore. Ci spieghi com’ è costruito?

“Il protagonista del mio libro, Valentino Bortoli De Fede, è un bambino del quale il lettore segue le vicende personali e di crescita, tra Agrigento e Roma, nell’arco di circa 25 anni. Vicende che si intrecciano con i fatti della nostra storia recente. Si racconta del terremoto del Belice, della contestazione studentesca del 1968, di Valle Giulia, del massacro del Circeo, di Acca Larentia, del sequestro e omicidio di Aldo Moro, dell’omicidio di Peppino Impastato. In mezzo a tutti questi eventi, il filo rosso è l’amore. L’amore in tutte le sue sfaccettature. È questo che tiene in piedi tutti i personaggi del romanzo. La sua assenza, la sua attesa. Il suo abbandono. La sua ostinazione. È il sentimento che permette al protagonista di farsi scivolare addosso solitudine e smarrimento e ai personaggi che gli ruotano intorno di compiere i propri destini, sopravvivere o redimersi. Ma l’amore è anche ingovernabile. A volte, è proprio dove non lo cerchiamo. Perché non siamo noi a deciderlo e può apparire all’improvviso e sconvolgere la nostra vita. Salvarla. O condizionarla, per sempre”.

Diversi flashback raccontano l’infanzia del protagonista in un’enorme casa di Agrigento, fatta di stanze inaccessibili e piena di oggetti misteriosi. E tu sei particolarmente attenta nelle descrizioni di personaggi, luoghi e oggetti.  una tua caratteristica peculiare.

“Sì, qualcuno, infatti, ha definito il mio romanzo “tattile”, perché al lettore sembra davvero di immergersi nelle situazioni che descrivo. Il piccolo protagonista di questa storia, Valentino, non ha i genitori e vive con un surrogato di famiglia. Cresce insieme al lettore, pagina dopo pagina. La sua particolare famiglia è composta da uno zio ex professore, una sorella maggiore e una vecchia e taciturna governante. Durante la propria infanzia, Valentino scopre l’amore per la lettura e per una misteriosa bambina dai capelli rossi. Da adulto, poi, sarà costretto, all’improvviso, a guardare il proprio passato con occhi diversi. Acquisirà così una nuova consapevolezza di sé. E la sua vita prenderà un’altra direzione. Valentino è un eroe emotivo. Uno scalatore psicologico. Valentino, ha grandi certezze. E nonostante, in tutta la propria esistenza, dovrà fare i conti con l’assenza e la sofferenza, è sempre saldo. Ai propri ideali, alle proprie convinzioni. Ha uno spiccato senso di onestà e giustizia. E sono proprio queste qualità che gli permettono di sopravvivere agli eventi da cui viene travolto, che riguardano il suo passato e il suo presente in divenire. Il romanzo è ricco di eventi che si intrecciano in maniera serrata e di tanti colpi di scena. Ma è anche carico di ironia”.

Nel romanzo assistiamo a un crescendo di avvenimenti che riguardano i personaggi. Sono tutti in continua evoluzione.

“Proprio così. Le storie di ognuno di loro, sono contrassegnate da vari colpi di scena. Si tratta di fatti che costringono il lettore a interrogarsi sul senso della vita, della giustizia. Perché non sempre c’è un premio per chi ha agito bene, né una punizione per chi ha sbagliato. Inoltre, la verità è opalescente. A volte, può essere così dolorosa da farci preferire a questa un dubbio martellante. Altre volte, invece, è talmente chiara sotto ai nostri occhi, da non farcela riconoscere e, quindi, accettare. Oppure, preferiamo costruirne una tutta nostra, per sopravvivere”.

Tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, il nostro Paese ha subìto un profondo cambiamento sociale, culturale ed emotivo. Ed è quello che tu racconti nel tuo libro. Come mai questa scelta?

“Sono sempre stata affascinata dalla storia recente della nostra Italia e dall’atteggiamento che i giovani dell’epoca avevano nei confronti della società. Si è passati, dallo spensierato fulgore del boom economico, degli elettrodomestici fiammanti, delle miss Italia rassicuranti e dei capelli cotonati, a una presa di coscienza lucida e profonda dei fatti sociali. Presa di coscienza da cui sono scaturiti ideali politici ben definiti. Purtroppo, però, questi ideali, in alcuni casi, sono stati talmente esacerbati e distorti, da avere dato vita a faide tra gruppi studenteschi e altri fatti di politica e sangue. Sono convinta, per questo, che si debba continuare a parlare ancora di ciò che è accaduto in quell’epoca. E non sarà mai abbastanza”.

Editore: Armando Curcio Editore

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