“La stagione delle nebbie e della dolce abbondanza”

Mistica e poesia dell'autunno da John Keats ad Arcimboldo.
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John Keats

Autunno del Medioevo e dei nostri Sentimenti; una Condizione Autunnale e l’Autunno alle Porte; Moda Autunnale e le Nebbie d’Autunno: più che una banale stagione meteorologica, quella che tradizionalmente esordisce all’inizio di Settembre appare piuttosto come una delle più topiche e amate metafore del languido trascolorare degli incanti e degli ardori vitali, la perfetta immagine d’una gioiosa pienezza che s’evolve in estenuata inerzia e fascinosa decadenza, per quanto gravida di tardive dolcezze.

Formula retorica d’eccellenza – per la cultura occidentale – d’ogni fatale riflessione sulla senescenza del Mondo.

Colori ambrati e morbidi vapori, umori zuccherini e ultimi bagliori del Sole: mai l’Autunno –antropomorfizzato in sensuale fanciulla – è stato così efficacemente ritratto come nell’omonima lirica di John Keats del settembre 1819, che canta con appassionato abbandono il suo potere incantatorio:

Chi non t’ha mai vista, immersa nella tua ricchezza?/ Può trovarti, talora, chi ti cerca, seduta senza pensieri sull’aia/ Coi capelli scompigliati dal soffio del vento/ O sprofondata nel sonno in un solco solo in parte mietuto/ O, vicina ad un torchio da sidro, con sguardo paziente/ Sorvegli per ore lo stillicidio delle ultime gocce…/ Nubi striate fioriscono il giorno che dolcemente muore/ E toccano con rosea tinta le pianure di stoppia

Autunno di ArcimboldoMa se i versi del grande romantico inglese ne eternano l’immagine poetica, è il talento bizzarro e visionario di Giuseppe Arcimboldo a codificare, con inarrivabile genialità, l’autentica morfologia della Stagione.

Realizzato nel 1573 per l’Imperatore Massimiliano II come metafora d’un potere provvidenziale che fonde insieme microcosmo e macrocosmo, il superbo olio su tavola custodito al Louvre, e parte della serie delle quattro stagioni, ritrae l’Autunno come un uomo rustico composto di pere e grappoli d’uva, ortaggi e castagne, il cui volto emerge da un tino scardinato malamente legato con ramoscelli di salice.

Natura e mondo umano, cultura e vita vegetale si uniscono, per celebrare, una volta di più, gl’incanti segreti e le fragranze della stagione più letteraria dell’Anno.

 

 

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