Gran Galà in onore di Gerardo Sacco al Teatro Rendano

L’Orafo delle Dive riceve la cittadinanza onoraria di Cosenza.
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Gerardo Sacco

Gerardo Sacco: “Ai miei figli, il futuro di questa azienda, dico: trovate la giusta sintesi tra ragione e sentimento.”

Nella meravigliosa location del Teatro Rendano di Cosenza, in occasione del Gran Galà in onore di Gerardo Sacco, abbiamo assistito alla celebrazione autentica e sentita di un artista, un artigiano (come ama definirsi), un imprenditore che ha portato la grande bellezza della sua arte e della Calabria nel mondo.  Un cantastorie della sua amata terra. Un uomo umile, un padre esemplare. Considerazione e rispetto sono le ricchezze che ha conquistato con impegno e sacrificio. Ha onorato la sua vita con coraggio e coerenza. Ragioni per cui è riuscito a riscuotere uno straordinario successo e a guadagnarsi l’appellativo di “Orafo delle Dive”. Grandi registi, come Franco Zeffirelli, hanno scelto lui, l’artigiano dalle mani d’oro, per la creazione di gioielli di scena in pellicole storiche e in opere teatrali importanti. Le più grandi stelle del cinema e della tv, da Liz Taylor a Glenn Close, da Isabella Rossellini a Maria Grazia Cucinotta, sono state testimonial dei suoi gioielli, vere opere d’arte dallo stile unico e inconfondibile.

Per i valori che Gerardo Sacco incarna, la Fidapa di Cosenza, presieduta da Anna Cerrigone, col patrocinio del Comune e con la direzione artistica di Ruggero Pegna, ha voluto dedicargli una serata speciale, presentata da Massimo Proietto. Uno spettacolo ricco di interventi prestigiosi, impreziosito da tre splendide sfilate dei gioielli più celebri che hanno fatto di Gerardo Sacco un genio dell’arte orafa.

Ad aprire la serata è stata la presentazione della sua biografia “Sono nessuno! Il mio lungo viaggio tra arte e vita”. Una chiacchierata tra il maestro orafo Gerardo Sacco e l’autore del libro, il giornalista Francesco Kostner. Un’opera, frutto di un indiscusso talento ed una straordinaria creatività, che ricostruisce l’esperienza umana e artistica dell’orafo crotonese. Il racconto della sua vita comincia dagli anni difficili dell’infanzia. Un’infanzia segnata dalla morte precoce del padre e dalle conseguenti difficoltà economiche della famiglia. Gerardo Sacco si trova costretto ad abbandonare la scuola, scelta che rimpiangerà sempre, e ad andare a lavorare nella bottega dello zio barbiere. “Ero considerato un “cioto”, come diciamo a Crotone, vale a dire uno scemo”, ricorda Gerardo Sacco. Ad un certo punto, un cliente orafo aveva bisogno di un garzone. Per levarselo di torno, lo zio lo consigliò al suo cliente. Ed è così che ha avuto inizio l’incredibile storia di Gerardo Sacco. Nel ripercorre le tappe della sua vita, il libro ne evidenzia la grande umiltà.

Francesco Kostner ha dichiarato: “Ricordo il primo incontro all’Unical di Gerardo con gli studenti. Mi ha colpito il suo capolavoro comunicativo, quando interruppe il discorso che aveva preparato per raccontare con tutta la sua sincerità e genuinità quello che è stato il suo percorso artistico e di vita, fatto di sacrifici e di rinunce ma sempre permeato da una grandissima voglia di conoscere. Furono quell’occasione e il religioso silenzio osservato dagli studenti a convincermi che valesse la pena chiedere a Gerardo di raccontarsi.

Un libro dal grande valore pedagogico, giunto alla seconda edizione con prefazione di Vittorio Sgarbi, che ha raggiunto 20mila copie vendute ed il cui ricavato è stato interamente devoluto alle popolazioni dell’Italia centrale colpite dal terremoto. Alla lettura di un brano, tratto dal libro ad opera di Giacomo Battaglia, è seguito l’intervento di Nuccio Ordine, docente di Letteratura italiana all’Unical.

Nuccio Ordine: “La storia di Gerardo fa molto riflettere. Ci dice che nella vita bisogna scegliere la strada della passione Quando ami ciò che fai il lavoro diventa vocazione, gioia. La passione e la fatica possono dare la possibilità di raggiungere le vette più alte, da cui però è possibile cadere. E Gerardo, che nel suo percorso di vita ha perso sua moglie e tutto ciò che aveva realizzato, nel suo libro dimostra che si può risorgere, grazie alla passione e alle proprie forze.” Citando il “Cantico dei cantici”, Ordine ha paragonato la figura dell’orafo a quella del “Deus artifex”, colui che riesce a “modellare, plasmare la materia grezza donandogli la bellezza”.

Super ospite musicale della serata è stato Giò Di Tonno, il Quasimodo di Notre Dame De Paris che lo scorso giugno ha ricevuto a Cosenza il “Riccio d’Argento” dell’orafo crotonese per la Migliore Produzione dell’anno. Giò Di Tonno ha eseguito alcuni brani scelti “sulla scia delle emozioni suscitate dalla lettura del libro” ed ha pronunciato parole di grande apprezzamento nei confronti dell’arte e della figura del maestro Sacco. Con lui ha avuto la conferma che nelle frequentazioni non è importante la quantità, ma la qualità. “Gerardo è una persona molto generosa, sincera. Direi anche semplice, nell’accezione più nobile di questo termine. Ho scoperto una persona veramente profonda. Una di quelle persone che non ha paura di mettere a nudo le proprie fragilità. Questa cosa lo rende ancora più vero e più artista. Nella commistione di incontri che ha rappresentato spunti per la propria arte, ho trovato la verità che disegna con le sue opere.”

A seguire, il maestro Sacco ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Cosenza, conferitagli dal sindaco Mario Occhiuto: “Gerardo Sacco merita la cittadinanza onoraria di Cosenza. Lo ha deciso l’Amministrazione comunale di Cosenza su proposta della presidente Alessandra de Rosa, approvata in commissione cultura. Gerardo è un grande artista artigiano, uno straordinario orafo creativo, un ambasciatore della bellezza calabra. Ma è anche uomo di grande cultura popolare, espressione autentica e vera delle nostre radici più profonde e antiche. Complimenti e auguri di cuore ad un grande artista, che è anche un grande uomo.”

Per concludere in bellezza, Gerardo Sacco ci ha fatto emozionare con il messaggio dedicato ai suoi figli e ai suoi nipoti, il futuro della maison. Un messaggio in cui raccomanda loro di sforzarsi di trovare la giusta sintesi tra ragione e sentimento.

Gran Galà in onore di Gerardo Sacco