Premio l’Oréal Italia: le donne e la scienza

L’Oréal Italia annuncia l’avvio della sedicesima edizione del premio L’Oréal Italia per le donne e la scienza, promosso in collaborazione con la Commissione nazionale italiana per l’Unesco.
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Riparte il premio l’Oréal Italia per le donne e la scienza, un’iniziativa che è cominciata nel 2002 ed è giunta alla sua sedicesima edizione, grazie alla quale fino ad oggi settantasei ricercatrici hanno potuto proseguire gli studi. Il premio, promosso in collaborazione con la Commissione nazionale italiana per l’Unesco, prevede sei borse di studio da ventimilamila euro.

L’obiettivo di l’Oréal Italia è quello di favorire la formazione di talenti femminili, in ogni campo della scienza, dello studio e della ricerca, per colmare il divario verso le pari opportunità. Negli anni precedenti l’iniziativa ha sostenuto le giovani ricercatrici nel raggiungere gli obiettivi desiderati per una promettente carriera. I nomi delle vincitrici verranno annunciati durante la cerimonia di premiazione che si terrà il prossimo Giugno 2018. Ci si può candidare entro il 15 Gennaio 2018.

Prosegue l’impegno di L’Oréal Italia per favorire il perfezionamento della formazione di giovani ricercatrici nel Paese e per promuovere la partecipazione paritaria delle donne nello studio e nella ricerca, in tutti i campi della scienza”, ha affermato Francois-Xavier Fenart, Ceo di L’Oréal Italia, convinto che “il programma anche quest’anno vedrà numerose candidature da parte di giovani talenti. Nel corso delle edizioni ha permesso non solo di sostenere le ricercatrici in momenti importanti della propria carriera, ma di divulgare un messaggio importante accolto anche da giovani ricercatrici italiane all’estero, come nel caso di due brillanti talenti italiani che hanno vinto l’edizione francese del premio L’Oréal-Unesco”.

La Commissione giudicatrice del premio è guidata dalla fisica calabrese Lucia Votano, prima donna a ricoprire il ruolo di Direttore del Laboratorio nazionale del Gran Sasso dell’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare), che dall’anno scorso ha preso il posto dell’oncologo Umberto Veronesi morto l’8 Novembre 2016.

Il panel è composto da Enrico Alleva, dirigente di ricerca e direttore del Reparto di neuroscienze comportamentali del Dipartimento di biologia cellulare e neuroscienze dell’Istituto superiore di sanità; Mauro Anselmino, professore di fisica teorica all’università degli Studi di Torino; Mauro Ceruti, professore ordinario di logica e filosofia della scienza all’università Iulm di Milano; Maria Benedetta Donati, coordinatore scientifico dei Laboratori di ricerca dell’università Cattolica di Campobasso; Cristina Emanuel, direttore scientifico di L’Oréal Italia; Marcella Motta, professore emerito di fisiologia all’università degli Studi di Milano e membro effettivo dell’Istituto lombardo Accademia di scienze e lettere. New entry dell’edizione numero sedici del premio Salvatore Magazù, professore ordinario al Dipartimento di scienze matematiche e informatiche, scienze fisiche e scienze della terra-Mift dell’università di Messina.

Anche se l’Italia ha dati in linea con altri Paesi europei, per alcune voci anche migliori, c’è ancora una percentuale alta di diffidenza per le donne nella scienza. Fenomeni che si sono accumulati negli anni e che bisogna contrastare. Come ricordano anche i dati dell’ultimo rapporto scientifico Unesco, le donne costituiscono il 53% dei laureati a livello globale, ma il loro numero diminuisce drasticamente nei dottorati di ricerca (43%) e man mano che si sale nel sistema la situazione peggiora: sono soltanto il 28% dei ricercatori e pochissime nei ranghi più alti della scienza, nelle stanze del potere decisionale, specialmente tra i rettori delle università, i direttori degli istituti di ricerca o nei consigli di amministrazione. “Eppure noi ogni anno, quando scopriamo il lavoro delle laureate e delle borsiste, abbiamo la sensazione che le donne di scienza abbiano effettivamente il potere di cambiare il mondo“, ha dichiarato Fenart.

L’uguaglianza di genere, perciò, deve diventare assolutamente un elemento portante dei valori condivisi. Quello che serve è un cambio radicale nelle politiche educative per superare gli stereotipi ed è importante che continui a crescere la responsabilità sociale. Le Istituzioni dovrebbero fare la loro parte per far sì che mai più nessuna donna si debba trovare in condizione di dover scegliere fra la famiglia e il lavoro, e per vincere stereotipi che vorrebbero le bambine meno portate per materie scientifiche, come la matematica. Bambine che possono innamorarsi della scienza già fra i banchi di scuola. E, perché succeda sempre di più, ha annunciato Fenart: “L’Oréal da novembre 2017 lancia anche in Italia il progetto For Girls in Science, a loro dedicato“.

Bisogna agire al più presto; l’umanità non può permettersi di ignorare metà del suo genio creativo.