Paris Haute Couture PE 18: #day1

Dal 22 al 25 Gennaio sfilano a Parigi le collezioni Haute Couture Spring/Summer 2018
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Quattro giorni di seta, spacchi, scollature da capogiro, tacchi vertiginosi, gioielli preziosi, ricami, piume e opulenza. Parliamo dell’evento moda più elegante dell’anno, ovvero della settimana parigina dedicata all’Haute Couture. La manifestazione del lusso per eccellenza si è aperta ieri e si concluderà il 25 Gennaio.

Designer di punta della giornata di ieri, la prima, è Christian Dior, che sotto la direzione artistica di Maria Grazia Chiuri, esplora il surrealismo tingendolo principalmente di bianco e nero. In un mondo surreale ed onirico ogni cosa è lecita. Qui sono le geometrie ad abbracciare il corpo della donna, quasi ingabbiandola. Molti outfit sono austeri, altri hanno nuance delicate, tagli a là garconne, plissettature, polka dot, balze, ricami e trasparenze. Anche per questo fashion show viene omaggiato l’universo femminile, questa volta traendo spunto dalla pittrice e scrittrice italiana Leonor Fini, un’artista audace ed anticonformista che ha dipinto la donna in modo provocatorio rispetto ai canoni dell’epoca.

La palette di Antonio Grimaldi si muove su tinte nude e tenui, con due episodi più forti: quello in rosso ed i due outfit in nero. Questo fashion show ha diverse contaminazioni: c’è la metamorfosi del parka che diventa un abito estremamente elegante mediante il sapiente utilizzo di seta e applicazioni gioiello; il gioco di origami che attualizza anche il classico gown dress; ed ancora, un classico immancabile da Alta Moda, ovvero l’ispirazione Neoclassica dove Dee senza tempo indossano lunghi abiti plissettati.

Se dovessimo stabilire quale sia l’abito più bello che ha sfilato nella prima giornata di Paris Haute Couture, la nostra scelta cadrebbe sullo spettacolare maxi dress in rosso scarlatto presentato da Ralph&Russo. Scollo a cuore, culotte a vista e maxi gown plissettato trasparente. Avvolge e delinea le forme femminili con grazia ed il colore lo rende sensuale, seducente e davvero…irresistibile! Senz’altro questo outfit ci ha fatto sgranare gli occhi per la meraviglia, ma questo non si può dire dell’intera collezione che appare un po’ discontinua, attraversando alti e bassi. È come se fosse stata concepita da diverse persone che non sono riuscite a trovare un comune accordo. Il fil rouge potrebbe essere dato dalle silhouette che tendono sempre alla linea diagonale data sia dalle scollature monospalla che dagli spacchi. Anche in questo caso, la palette si muove fra i colori neutri e le tinte pastello, escludendo i rossi ed un infelice episodio in accesissimo verde pistacchio. Un altro capo che ci ha fatti innamorare è la maxi tunica con frange, dalla profonda scollatura a V e la fascia ai capelli con retina trasparente in pieno stile glamour anni ’70. La collezione di Giambattista Valli, che tanto ha rimuginato sopra il concetto di bellezza, spazia dall’epoca Vittoriana fino, anche qui, alle Dee greche. Una scelta che rende le prime uscite di passerella parecchio “prèt-a-portèr” è quella degli stivali cuissard in vernice abbinati a minidress in pizzo. Fiocchi, ricami, applicazioni floreali, colletti alti e ruches: tutto ispirato agli inizi del ‘900. Ma la sfilata raggiunge il momento saliente con i maxi dress neoclassici le cui linee, ben pensate, avvolgono la donna in modo mai banale, rendendola sinuosa ad ogni movimento. Così le spalline scendono, il top diventa crop con garbo, il taglio della vita scende e le trasparenze riconducono alle statue di stampo ellenistico. Per concludere, ecco arrivare in passerella strati su strati di tulle colorato dalle lunghezze asimmetriche che ricoprono totalmente il corpo femminile annullandone le linee…se non per le gambe! Too much?!

Rafia ed espadrillas sono Alta Moda?! Non ci saremmo mai arrivati, ma si. La mano di un buon designer può davvero cambiare tutte le carte in tavola, rendendo sacro il profano. Stiamo parlando di Schiaparelli, che ci conduce nel continente più antico di tutti, l’Africa, con le sue piume, perline e multicolor prints. Punto di partenza è però l’Europa, dove la stampa Principe di Galles si accosta a sandali in suede, marsupi e pantaloni comodi dal taglio maschile. Adesso, arrivati in questa terra selvaggia, incrociamo i tessuti in pitone, le stampe botaniche con palme e papiri, le gonne plissettate e le celebrazioni pagane in abiti a balze colorate. Ultima designer di oggi è l’eclettica Iris Van Herpen che è riuscita a rendere eterea la geometria ed il 3D nella sua Origami Couture. Il nude prevale nella collezione, accostato ad iridescenze ed a qualche tocco di nero. Trasparenze delicate e mai volgari ed effetti optical in abiti che, davvero, sono senza tempo. Scenografici e mai banali: ciascuna uscita è diversa dalla precedente ma, nel contempo, le creazioni risultano ben legate fra loro.