Paris Haute Couture PE 18: #day2

Dal 22 al 25 Gennaio sfilano a Parigi le collezioni Haute Couture Spring/Summer 2018
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La settimana dell’alta moda parigina continua, facendoci sognare fra dettagli elaborati, make up da ricopiare subito ed abiti su cui fantasticare. La rassegna che sta presentando le collezioni Haute Couture Spring/Summer 2018 si chiuderà domani, 25 Gennaio.

La sfilata di punta di ieri, fra le più attese del calendario, è quella ideata da Karl Lagerfeld per Chanel. La scenografia riproduce un elegante giardino nel quale perdersi fra la bellezza della natura. Queste nuove creazioni sono intrise di un’essenza fresca, delicata e romantica che ci invita a riconnetterci con l’estasi divina del più semplice fra i gesti: odorare un fiore. Tailleur e trench con maxi spalline e tinte pastello sono solo il preludio a quello che si rivela essere uno dei migliori fashion show della famosa Maison fondata da Mademoiselle Coco Chanel. Sete stampate su motivi flora, camice vittoriane con ribbon nero a contrasto, abiti con balze in stile Liberty, applicazioni floreali tridimensionali, mini dress luccicanti, piume, balze e ruches. Una collezione molto girly dove predomina il rosa. Il nostro pezzo preferito è però una jumpsuit più “rock” irradiata da una pioggia silver.

Unico italiano a sfilare nella giornata di ieri è il nostro compatriota Giorgio Armani, con la sua linea Armani Privè che quest’anno ci ha piacevolmente stupiti. Armani rimane un colosso della moda, i suoi abiti da sera sono fra i più indossati durante i Red Carpet, eppure, di questi tempi, non ha fama di essere fra i marchi “it” più desiderati. Con questa sfilata si avverte una nuova tendenza a “svecchiare” leggermente la linea, optando per orli più corti: vogliamo le gambe! Riuscitissimo è infatti il mini dress con fiocco macro, riproposto in più varianti. Abbiamo davvero adorato le giacche dalle spalle importanti con paillettes applicate. Notevoli le sovrapposizioni di seta con tessuti irridescenti. Nota dolente? Le stampe! Lo sfumato proprio non ci ha convinti!

Ed ora che Riccardo Tisci non c’è più? Stavamo attendendo trepidanti l’esito della prima sfilata di Haute Couture firmata da Claire Waight Keller per Givenchy. Una dura prova da affrontare, soprattutto considerando la storia che questa grandissima label ha alle spalle. Abbiamo promosso a pieni voti la nuova direzione artistica, che ha saputo tracciare l’immagine di una donna estremamente glamour, da A-List, in una semplicità iper raffinata degna del grande nome Givenchy. I capispalla sono ben concepiti, lussuosi senza ostentare, sinonimo di un eleganza discreta che è si, formale, ma sofisticata. Le scollature sono dritte o a V, ma notiamo anche qualche collo alto più castigato che conferisce carisma alla figura. L’utilizzo di oro e argento è maestrale e ci siamo letteralmente innamorati dell’accostamento fra il gold ed un make up blu pop: una moderna Cleopatra! Alexis Mabille, invece,  ha presentato una collezione con alti e bassi. Abbiamo visto sfilare capi davvero ben riusciti come la blusa in seta con due maxi volant o la monsieur suite stampata con risvolto del blazer in nero. Notevole anche il trench in blu elettrico che ha aperto lo show, così come gli abiti in pizzo e tulle con balze voluminose. Non ci è piaciuto l’uso smodato del taffettà, così come le gonne a palloncino e gli orpelli esagerati. Non è elegante, piuttosto è una caricatura. Un vero peccato inciampare in questi errori di stile grossolani!