FNM People – Intervista a Fulvio Mamone Capria

Conosciamo insieme Fulvio Mamone Capria, Presidente della LIPU-BirdLife Italia.
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Fulvio Mamone Capria

42 anni e un figlio di quasi 9 anni di nome Manuel. Nato a Napoli e residente a Roma, è Presidente della LIPU-BirdLife Italia, l’unico partner italiano del più grande network internazionale di tutela della natura, Birdlife International. Giornalista e Direttore responsabile della rivista ALI.

Consulente del CIHEAM-I.A.M. (Istituto Agronomico Mediterraneo) di Bari presso il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali dove collabora a progetti di cooperazione nei settori dell’agroalimentare nell’area euro-mediterranea. Segue da oltre venti anni le tematiche inerenti la tutela dell’ambiente, la valorizzazione della biodiversità, la promozione dell’agroalimentare di qualità e lo sviluppo delle politiche legate alla green economy, svolgendo attività di consulenza per istituzioni pubbliche e private.

Collaboratore del PolieCo, Consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni a base di polietilene.

Ha ricoperto incarichi istituzionali presso la Camera dei Deputati e il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Già Assessore della Provincia di Napoli e Commissario straordinario dell’ex Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante (oggi inserito nel C.R.E.A.) è stato Consigliere d’Amministrazione dell’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), della Buonitalia s.p.a, del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dell’Azienda speciale ABC (Acqua Bene Comune) di Napoli.

Ha ricevuto il Premio “Margherita Hack” nel 2014 per l’impegno a difesa degli animali.

– Durante la settimana in giacca e cravatta, il fine settimana a caccia di bracconieri…

Lavoro per alcune istituzioni internazionali e nazionali e quando stacco dagli impegni nel pomeriggio seguo mio figlio, che vive con me. Tolti i vestiti da lavoro ritorno ad essere un uomo operativo “sul campo” e cerco il contatto con la natura. Spesso partecipo ai campi antibracconaggio che la LIPU organizza in Sardegna, sullo Stretto di Messina e in altri luoghi purtroppo famosi per atti di bracconaggio cercando di contrastare questo fenomeno gravissimo, in collaborazione con le forze dell’ordine. A volte di notte, ad esempio nel casertano con gli uomini del Corpo forestale dello Stato, ci appostiamo per bloccare i cacciatori di frodo che fanno stragi di uccelli protetti sulle “vasche” artificiali costruite in barba ad ogni regolamentazione urbanistica, ambientale, venatoria. Oppure marciamo per chilometri strappando lacci e trappole disseminate nei sentieri del Sulcis nel cagliaritano.

– Quando è nata la passione per la natura, in particolare per gli uccelli? 

Ricordo che a 10 anni mi fu regalato un binocolo alla mia prima comunione e così nacque la curiosità di osservare il volo degli uccelli. A 13 anni mi iscrissi alla LIPU, attraverso un coupon pubblicato su “Topolino”, e denunciai il mercato illegale di fauna protetta che si svolgeva a Napoli. Grazie a quella segnalazione furono organizzati (anche io presente ai blitz) numerose operazioni di polizia giudiziaria che portarono al sequestro di migliaia di uccelli venduti illecitamente e alla denuncia per ricettazione (in quanto la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato) di svariati commercianti. Da quel giorno diventai un attivista dell’associazione, occupandomi anche del recupero della fauna selvatica ferita. Aprii un primo centro di soccorso per animali selvatici a Napoli e continuai a seguire l’attività antibracconaggio fino a divenire io stesso, compiuti i 18 anni, guardia venatoria volontaria dell’associazione.

– Ci parli della sua carriera all’interno della LIPU.

Premettendo che da sempre sono un volontario dell’associazione, ho iniziato da giovanissimo assumendomi tante responsabilità e facendo tesoro delle esperienze degli altri amici che a Napoli costituivano il nucleo storico della LIPU locale. Ho ricoperto per più mandati il ruolo di consigliere nazionale, di vice presidente e infine nel 2011 sono stato indicato come presidente nazionale. Nel 2015 sono stato riconfermato alla presidenza dopo aver avuto il massimo di preferenze tra i consiglieri eletti.

– Come si pone in questo mondo una passione come la sua?

Racconto sempre ai ragazzi che si avvicinano alla LIPU di essere una persona fortunata. Fin da piccolo ho nutrito la passione per gli uccelli, facendo birdwatching e l’incontro con l’associazione mi ha aperto un mondo, mi ha maturato profondamente. Sarò sempre grato alla mia famiglia che mi ha concesso la libertà e mi è sempre stata accanto in ogni momento. Centinaia di animali feriti sono transitati per casa mia, minacce e insulti dei bracconieri non hanno fermato la mia scelta di legalità e di impegno verso gli esseri indifesi. La LIPU è diventata così la mia seconda famiglia. Oggi cerco di trasmettere a mio figlio l’amore per la vita, il rispetto per gli animali e i più deboli, il concetto di onestà e di sogno. Perché senza un po’ di fantasia, di immaginazione, di piccola ingenuità non ci si sente veramente vivi.

– Ci parli del progetto delle oasi, luoghi di sensibilizzazione, ma più che altro di ritrovo per le famiglie.

L’educazione ambientale è un concetto centrale della nostra mission. E il luogo più adatto dove assorbire la migliore energia della natura sono le oasi e le riserve che gestiamo in Italia. 31 luoghi meravigliosi dove, accompagnati dai nostri responsabili e volontari, possiamo scoprire una biodiversità unica. Famiglie e scolaresche illuminano di gioia questi posti stupendi accrescendo quella “cultura ecologica” di cui tanto abbiamo bisogno per rispettare la natura e vivere in modo sostenibile. L’elenco delle nostre oasi da visitare lo trovate nel sito www.lipu.it assieme a tante altre informazioni utili e curiose sul mondo degli uccelli.

– Qual’è l’uccello più a rischio di estinzione in questo momento?

In Italia una delle specie più a rischio è l’Aquila di Bonelli, un rapace che vive in Sicilia (in altre regioni non è più presente) ma minacciato a causa del furto dei piccoli dal nido da parte di bracconieri che li commerciano nei paesi arabi, dove i falconieri arrivano a spendere anche migliaia di euro per un’esemplare di questa specie. Fortunatamente la LIPU, in collaborazione con altre associazioni ambientaliste del Gruppo Tutela Rapaci, sta gestendo attività di monitoraggio dei nidi in pericolo riuscendo a prevenire gli atti di bracconaggio a danno del rapace. Servirebbe uno sforzo maggiore da parte delle Autorità competenti per evitare che un uccello così bello e importante per il Mediterraneo rischi di estinguersi per sempre.

– Crede che gli italiani siano sensibili a questa tematica?

Penso che gli italiani siano molto più sensibili alla tutela dell’ambiente e alla difesa degli animali rispetto a qualche decennio fa. E’ la politica e i suoi rappresentanti che dovrebbero oggi essere più attenti agli allarmi ambientali che viviamo attualmente: cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, consumo di suolo, bracconaggio, traffico di rifiuti, dissesto idrogeologico, caccia nei parchi sono solo alcuni dei grandi temi che attanagliano l’Italia e minacciano la sopravvivenza degli habitat e delle specie animali e vegetali. Servirebbe un vero piano d’azione per la natura italiana che la valorizzi come bene comune.

– Cosa si può fare per sostenere la LIPU? Ci sono iniziative in atto alle quali si può prendere parte?

La LIPU ha un grande bisogno di sostegno. Con soli 25 euro si può diventare soci dell’associazione che opera da più di 50 anni in Italia in favore della natura. I nostri ospedali per la fauna ferita ospitano oltre 15.000 animali ogni anno, le oasi e le riserve aprono le porte a migliaia di visitatori. Anche una piccola donazione o la scelta del 5xmille scrivendo il codice 80032350482 nella dichiarazione dei redditi può significare tanto. Sul nostro sito vi invitiamo a prendere contatti con le delegazioni provinciali e le strutture LIPU per venirci a trovare e per partecipare ad uscite di birdwatching, campi natura per bambini, liberazioni di animali recuperati, visite guidate nelle aree protette e magari per diventare anche voi “volontari per la natura”.