MFW FW 18/19 #Day2

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Per il secondo giorno di Milano Fashion Week, hanno calcato le passerelle le collezioni di: Albino Teodoro, Lucio Vanotti, Arthur Arbesser, Gucci, Annakiki, Alberta Ferretti, N°21, Angel Chen, Moschino.

Albino Teodoro: chiaro è il riferimento alla couture degli anni sessanta: nei volant, nei tessuti broccati e nei volumi, una couture re-interpretata in chiave contemporanea dove si alternano bomber e piumini urban, con abiti cocktail e lunghi. Gonne ampie e semi rigide, cappotti con maniche voluminose, tailleur sartoriali broccati abbinati a sandali e leather boots, o guanti in stampa check.
I tessuti che sfilano in passerella sono lussuosi jacquard, lane di cammello che ricordano l’alta sartoria, duchesse ricamata con cristalli. 

Lucio Vanotti: addizioni, somme, incastri e sovrapposizioni, sfilano i capi concettuali dello stilista che per questa stagione deostruisce l’abito, arrivando all’essenza stessa dei capi, togliendo qualsiasi orpello ed evidenziandone la funzionalità. Una collezione minimale e pura dove le sovrapposizioni e la geometria della silhouette rappresentano il centro del tutto. 
Mantelle e cappotti voluminosi, giacche tecniche, pantaloni a vita alta, indossati con décolletées o scarpe maschili e borse a sacchetto. Abiti come uniformi, veicolo di appartenenza, ibridando workwear e new wave, sportswear e postmodernismo, hip hop e razionalismo. 

Arthur Arbesser: “L’essenzialità non sta nell’omissione, ma nella sintesi.” Koloman Moser. 

Volevo che ogni look sembrasse un quadro”, dove chiare sono le ispirazioni alla pittura austriaca e al lavoro artistico di Koloman Moser, maestro e capostipite della Secessione Viennese. Quella che porta lo stilista in passerella è una donna decisa e rigorosa, che si fa portavoce di un’estetica rilassata e al tempo stesso super femminile. Le righe, segno distintivo del marchio, vengono proposte in diverse varianti e tecniche: la più preziosa è proprio quella disegnata, nel 1902, da Moser, ritrovata nell’archivio storico dell’ azienda tessile Backhausen. Sete, velluti e raso, raccontano scenari bucolici, intarsi e stampe, animano le silhouette. Giacche sartoriali, cappotti a vestaglia e  abiti lunghi, animano le passerelle, abbinati a boots e stivali alti.

Gucci: il passato e l’oggi, il maschile e il femminile, lo sport e il sartoriale, i contrasti, che da sempre sono il segno distintivo del marchio, che in ogni stagione reinterpretati e rielaborati. La sfilata, un vero e proprio spettacolo un ospedale allestito per l’occasione, tra le varie sale operatorie sfila il Manifesto Cyborg di Gucci.in questo scenario sfilano lunghi abiti in velluto, felpe, giacche in tweed, gonne a pieghe e pellicce ricoperte di tulle in un mix and match cosmopolita. Lana, sete e cristalli, si alternano alle maglie di metallo, al nylon, al velluto e alle piume. Infine lo sportswear, con bomber abbinati a vestiti in pizzo con balze. Tra gli accessori: occhiali vintage, borse in coccodrillo, sneakers con strass e passamontagna. 

Annakiki: Anna Yang per questa collezione vuole provare a fare qualcosa di nuovo nel suo percorso: rallentare e ripensare ogni singolo abito. Molteplici tendenze che cambiano velocemente, l’effetto che ne deriva è un senso di affaticamento ed il pianeta non più in grado di sostenere. Il livello d’inquinamento e le emissione di carbonio sono alle stelle, come anche lo spreco dell’acqua, sempre maggiore. “Less is more” è il principio: collage tra i tessuti, design due in uno ossia un indumento e due stili. Pellicce ecologiche, seta naturale, la maglieria street con l’eleganza della seta; il PVC incontra il calore della lana. I colori vibranti della collezione lanciano un messaggio: produrre meno pezzi con un’attenzione rivolta all’autenticità e alla longevità. 

Alberta Ferretti: una donna forte e sensuale, una silhouette dalle spalle decise, un mix and match tra giorno e notte. Una donna sexy, che abbandona lo chiffon e sceglie la pelle, abiti tempestati di cristalli, paillettes camicie nude celebrano le donne di oggi. Le stoffe preziose come la seta, il cachemire e le piume, fanno da cornice a questa collezione. Il taglio maschile presente anche in questa collezione nelle blouson over e nei  pantaloni alla gaucho. Infine gli accessori come le cinture, i guanti in pelle le borse a scrigno e i gioielli scultura. 

N°21: le majorette di Alessandro dell’Acqua sfilano per la collezione N.21 FW 18-19. Influenze pop,continui richiami al guardaroba maschile, scritte multicolor di paillettes sui giubboni workwear e su i parka dal sapore sportswear. Slipdress in paillettes, gonne a matita con pizzo e camicie tartan sovrapposte l’un l’altra.  Pantaloni slim con frange o in vinile, cristalli che si alternano a broccati, pizzo e lana. Infine gli accessori, animali come nelle décolletées, guanti lunghi e borse a mano. 

Moschino: dai mazzi di fiori, alla spazzatura, al McDonald’s, Jeremy Scott sapere sempre come stupirci! Oggi in passerella le donne degli anni ’60 ma sopratutto, Jackie Kennedy. Una passerella colorata, dove il look della First Lady, viene reinventato con colori come l’arancio, il viola e il giallo. In totale 62 look tra cui il tweed iconico e  il cappello a forma di pillbox ma non solo, alcune modelle hanno sfilato con il corpo cosparso di vernice di colori vivaci come il giallo neon o il verde lime, portando in passerella un tocco alieno.  Kaia Gerber, Joan Smalls, Bella Hadid e Gigi Hamid tra le modelle, ognuna interpretando a proprio modo Jackie Kennedy. Kaia indossava un completo  con gonna arancione brillante, cappello a culatta e décolleté abbinati. Bella, in viola, Gigi, con un cappotto arancione con finiture in vernice e cappello abbinato. Joan Smalls, in un vestitino nero, guanti di pelle e occhiali da sole neri. Gli ultimi look a sfilare sono quelli da sera, con intarsi in cristallo e drappi in seta dai colori stravaganti.