Giorgio Armani si schiera contro Gucci

La fashion week porta anche polemiche: Giorgio Armani si è schierato contro lo show provocatorio di Gucci
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Da un lato abbiamo un caposaldo della moda italiana che veste una donna classica e, a sua stessa detta, “mostra in passerella ciò che i consumatori troveranno in negozio”, dall’altro un designer che crea suggestione con il suo ultimo fashion show utilizzando metafore spinte.

Giorgio Armani proprio non ci sta con la spettacolarizzazione della moda. Secondo lui, spostare l’attenzione su una sfilata utilizzando un’immagine al limite con il trauma emotivo è davvero fuori questione: “Quando vedo delle teste mozzate in passerella, io mi tiro fuori. […] La moda non deve diventare un mezzo per far parlare la stampa di sè”. Un vero e proprio scontro generazionale! Alessandro Michele, ha rilanciato l’immagine di Gucci negli ultimi anni, facendo presa con il suo forte impatto visivo. È però quasi impossibile generare stupore nella generazione dei Millennials, che hanno ormai visto praticamente qualsiasi cosa. Lo scopo di questo fashion show sopra le righe, era veicolare un messaggio creativo mediante l’utilizzo di un’immagine così forte da conquistare in poco tempo il feed di Instagram. E così è stato: una sfilata che inizia con un Parental Advisory per contenuto esplicito, ambientata in una sala operatoria.

Le modelle attraversano la passerella tenendo in mano una copia del loro stesso volto realizzata da Makinarium, una fabbrica che produce effetti speciali per Cinecittà. Non solo teste, ma anche cuccioli di drago e serpenti. Michele spiega: “Io sono felice di essere nato ibridato, tutti lo siamo. Siamo noi stessi i dottor Frankenstein delle nostre vite. La rappresentazione di noi stessi passa per la sala operatoria del nostro cervello attraverso qualcosa di ultra naturale”. Tutto ciò perchè? Perché fare moda significa tagliare, cucire e ricostruire al fine di creare qualcosa di nuovo. Una metafora che vede l’atelier come una sala operatoria. Diciamolo però: non è di certo Alessandro Michele il primo a proporre fashion show provocatori e drammatici! Alexander McQueen, John Galliano, Rick Owens ed altri ancora, in particolar modo durante i primi anni ’90, avevano già spianato la strada. Ma la moda è bella proprio perché c’è tutto! Un lato intellettuale, un lato spettacolare ed un lato sartoriale. Ciascun designer imprime il proprio pensiero in una collezione, conferendogli una personalità. Armani lo ha fatto costruendo il suo Heritage di donne distinte; Gucci, da brand classico, passa invece ad una sorta di provocazione. Diciamo “una sorta” perché più che provocare crediamo che Alessandro Michele stia portando in passerella capi onirici, spaziando con fantasia attraverso contaminazioni diverse. Non c’è limite alla creatività.