Paris Homme SS19 #Part4

Paris Fashion Week Menswear SS 2019
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Il quarto giorno della Paris Homme Fashion Week vede i neohippy di Sacai, il brillante mondo pop e colorato di Thom Browne, il debutto di Kim Jones da Dior e l’eleganza raffinata di Hermès. Manca poco alla chiusura della rassegna!

Sacai: Chitose Abe, head designer del brand Sacai, per la primavera/estate 2019 prende ispirazione dalle stampe dei nativi americani, trasformandole in capispalla, completi e shorts. Il print è stato realizzato in collaborazione con Pendleton. A completare questo look neo hippy fascette sulla fronte e piume fra i capelli. Grande spazio anche per il denim, in jeans loose fit, bermuda e camice con patchwork fra lavaggi chiari e scuri. Il tartan trova la sua collocazione primaria nell’outdoor wear, abbinato a sneakers, tessuti in denim e silhouette sempre over. Una nota di eccentricità nello styling è quella del leggings posto al di sotto dei bermuda: resterà solo in passerella o verrà indossato?

Thom Browne: “Guardate il mondo attraverso i miei occhi, perfavore” così recita la nota lasciata dal designer Thom Browne, posta accanto un paio di occhiali da sole ed un lecca-lecca. Ed ecco che il filtro “Mellow Yellow” (brano di Donovan che fa da soundtrack della sfilata, nella cover di Muzak) ci fa immergere nel mondo pop ed ultra colorato della collezione primavera/estate 2019. Fra tutte le sfilate di questa stagione, quella del designer americano è senz’altro la più divertente e coinvolgente. Oltre ai volumi volutamente esagerati, a gnomi in abito sartoriale ed alle tinte pastello che richiamano il buonumore, spiccano i totally crazy print che hanno come soggetti pattern di balene, granchi, aragoste ed ancore. Notevoli i blazer con orli a contrasto cromatico, a righe o quadretti, e con elementi che richiamano il mondo navy quali barchette o granchi. Questo gentleman sopra le righe accessoria il suo look con stringate, calzini a vista, fedora in paglia ed occhiali spessi in stile Buddy Holly.

Dior: quello di Dior è uno degli show più attesi della stagione, perché vede il debutto di Kim Jones come direttore artistico, dopo aver lasciato Louis Vuitton nelle mani esperte di Virgil Abloh. Nel complesso potremmo definire questa collezione romantica, forse fin troppo romantica per una sfilata maschile. La palette è dominata dal bianco, da toni neutri e dal rosa, con qualche sprazzo di tinte più forti come il giallo limone. Stampe floreali, liberty e gessati decorano camicie, capispalla e completi. Vi è un accenno allo streetstyle con collane a catena, berretti portati al contrario, occhiali da sole con lenti multicolor, marsupi e sneakers. Gli outfit più validi rimangono i completi doppiopetto, i lunghi trench dalle linee anni ’70, nonché tutta la camiceria e le borse weekender. La collezione in sé non ci fa saltare giù dalla sedia, ma neanche ci lascia in coma etilico. Non è un si, non è un no, bensì un “vediamo cosa succederà dopo…”.

Hermès: come ogni fashion week, ci sono quegli show incentrati sull’eccentricità. Talvolta, questa, lascia con sé spunti di riflessione o esprime un concetto che potremmo definire arte; talvolta, invece, si tratta di stranezze senza un fine, giusto per il gusto di “farlo strano”. Poi ci sono quelle sfilate che sono davvero destinante ad un cliente, uomo o donna che sia. È questo il caso di Hermès, un brand, anzi una famiglia, che non tradisce mai l’heritage costruito in anni ed anni di storia alle spalle. Abbandoniamo tutto lo strano gusto androgino che si fa sempre più presente in passerella, abbandoniamo anche lo streetstyle eccessivo o lo sportswear insistente al limite il non-indossabile. L’uomo Hermès è semplicemente elegantissimo, sempre raffinato ed il suo look risulta versatile ma con classe. Citiamo l’esempio, fatto poc’anzi, dello sportswear: la designer Véronique Nichanian interpreta questa tendenza con un piccolo accorgimento che fa la differenza, ovvero quello di porre un elastico nel pantalone sartoriale, rendendolo più easy to wear ma senza far mancare la raffinatezza di questo capo basic da guardaroba. Sono questi piccoli dettagli che contraddistinguono un capo di fascia alta da quello di un brand che fa solo i conti con le tendenze. Fra sandali, mocassini e stringate, le calzature e la pelletteria ricoprono un ruolo assai massiccio ed accompagnano splendidamente i completi dominati da una palette pastello e terra, intervallata dall’arancio iconico del brand o dal giallo limone.