Intervista a Giordana Astegno, la business woman che ha portato in Italia Mobile Outfitters

Giordana Astegno, CEO e Founder di Up-Trade srl, è l’imprenditrice veneta che ha ottenuto in esclusiva per l’Italia la distribuzione delle pellicole Mobile Outfitters.
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Rispetto al passato la protezione dei dispositivi elettronici si è decisamente evoluta. Se fino a qualche anno fa venivano utilizzate solo pellicole antigraffio e molto raramente delle cover in grado di proteggere seriamente gli apparecchi, la tendenza ha decisamente cambiato strada.

Fra tutte le alternative al momento disponibili, nel nostro paese sta emergendo un marchio che ha messo in vendita un prodotto davvero rivoluzionario: Mobile Outfitters le cui pellicole in poliuretano regalano, grazie al loro design, una protezione completamente full body. Il must offerto dall’azienda, poi, è la garanzia a vita: qualora la pellicola si rovinasse, staccasse o desse origine a bolle antiestetiche, potrà essere sostituita pagando solo il costo dell’applicazione.

Nate per proteggere i device e le pale degli elicotteri delle forze armate statunitensi, dal 2007 le pellicole Mobile Outfitters (testate militarmente da USA ARMY) hanno conquistato il mercato mondiale diventando leader del settore e mettendo a disposizione del pubblico la loro rivoluzionaria nanotecnologia. Ora questo successo planetario è arrivato in Italia grazie alla determinazione, alla lungimiranza e al fiuto imprenditoriale di Giordana Astegno, CEO e Founder di Up-Trade srl, che ne ha ottenuto la distribuzione esclusiva, con l’obiettivo di confermare Mobile Outfitters prodotto dell’anno anche nel nostro paese.

Un curriculum internazionale, un’ambizione senza limiti e la consapevolezza del proprio ruolo sociale di donna in un mondo imprenditoriale ancora troppo maschile: l’agguerrita business manager che ha girato il mondo in cerca di idee è tornata in Italia con il prodotto tech più rivoluzionario del momento, per mostrare come le quote rosa siano una risorsa potentissima.

Mamma single per scelta, donna manager e start-upper, Giordana Astegno, che ha saputo coniugare la sua dimensione professionale con la sfera personale, ha alle spalle un percorso imprenditoriale durato otto anni tra Nepal, Bangladesh e India (Paese nel quale ha fondato un operatore turistico di successo e costruito un luxury hotel per l’élite internazionale in una torre nel deserto del Rajasthan). Nel 2015, nel giorno del suo viaggio di ritorno a Venezia, l’imprenditrice ha scoperto Mobile Outfitters, azienda ancora sconosciuta in Europa.

Giordana Astegno, donna “To Watch”, oggi cura anche il marketing e il merchandising per la casa madre americana, sviluppando il progetto dei punti vendita e mettendo in pratica alcune parole di Seneca, suo principale pensiero guida: “La fortuna non esiste, esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione”.

Sei un’imprenditrice di successo, Ceo e Founder di Up-Trade srl. Sei riuscita, inoltre, ad ottenere la distribuzione esclusiva in Italia dei prodotti Mobile Outfitters. Come sei venuta a conoscenza dell’azienda?

Sono una start-upper per passione, ho sempre girato il mondo alla ricerca di business da sviluppare, portare al successo e vendere, per poi ripartire con una nuova avventura. Nel 2015 mi trovavo in India, dove vivevo da otto anni e in cui avevo avviato un hotel e un’agenzia viaggi (che ho venduto quello stesso anno). Ero a New Delhi, stavo aspettando il mio volo di rientro per l’ Italia e, di passaggio in un centro commerciale avevo visto un chioschetto che vendeva pellicole Mobile Outfitters. Incuriosita, avevo richiesto un’applicazione per il mio Iphone ed è stato un colpo di fulmine. Il Karma, poi, ha fatto tutto il resto. Quella stessa sera mi ero recata all’ambasciata americana per mangiare finalmente una bistecca dopo otto anni di veganismo e lì, al mio tavolo, ho incontrato un ragazzo americano che mi aveva chiesto di mostrargli la pellicola che proteggeva il mio cellulare. Gli avevo raccontato con entusiasmo l’esperienza dell’applicazione e lui mi aveva risposto che era il proprietario dell’azienda di pellicole e che quella stessa sera sarei andata a Philaelphia con lui per imparare tutto su queste pellicole. Ho cancellato, così, il volo per Venezia e sono andata negli Stati Uniti, e da lì è partito tutto”.

Hai viaggiato in tutto il mondo in cerca di nuove idee tra Emirati Arabi, India e Stati Uniti. Cosa hai portato con te in Italia dopo queste esperienze?

Ho portato con me la convinzione assoluta che viaggiare ti apra la mente, e che le menti aperte siano ricettive. Io continuerò sempre a viaggiare ed incontrare nuove persone perché mi piace mantenere la mente sempre in allenamento”.

Sei una donna manager ma anche una mamma. Come sei riuscita a coniugare la dimensione professionale con la sfera personale?

Sono una mamma single per scelta, le due dimensioni si sono coniugate naturalmente. Se sei centrata, bilanciata e convinta delle tue scelte, arriva tutto da sé. Sono certa che volere è potere e che con la passione e l’amore si può conquistare il mondo. L’energia positiva si sente e ti dà una forza inimmaginabile. Quando mio figlio aveva cinque mesi la stessa energia positiva mi ha fatto incontrare l’uomo della mia vita”.

Cosa si prova ad essere una business woman in un mondo imprenditoriale ancora troppo maschile? Che consiglio daresti ad una donna che volesse intraprendere una carriera simile?

La mia è una storia fuori dal normale, perché sono stata single fino a quarantaquattro anni (figlio e fidanzato sono arrivati dopo). Credo che mi sarebbe stato molto difficile, diversamente. Ma devo ammettere che una donna lavora bene anche in un mondo di uomini. Anzi: a volte è la competitività del mondo femminile a rendere più faticoso il successo. Se devo essere sincera penso che sia dura per una donna con figli e famiglia partire da zero e arrivare in alto, perché per farlo bisogna girare il mondo, senza orari, partecipando a meeting ovunque, lavorando praticamente ventiquattro ore al giorno. Ma sono molti gli esempi di donne, modelle, imprenditrici e artiste che con dedizione, rinunce, sacrifici e amore conciliano la famiglia con il lavoro: ciò che serve è la forza”.