Moschino strabiliante: sulle passerelle della Milano Fashion Week le modelle sono come bozzetti 3D!

Tutte le sfilate SS 19 della quarta giornata della MFW.
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Milano è nel vivo della Fashion Week. Nella giornata di Giovedì hanno sfilato: Max Mara, Genny, Anteprima, Vivetta, Daizy Shely, Luisa Beccaria, Erika Cavallini, Prada, Tiziano Guardini, Fendi, Brognano, Moschino, Emporio Armani e Daniela Gregis.

Max Mara. Racconti epici, miti e leggende, storie immutabili per ogni epoca. Come Penelope che tesse la sua tela e la maga Circa che legge nella mente degli uomini, anche Max Mara si immerge in un mito. Dal suo archivio riemerge la silhouette dalle spalle importanti, drappeggi asimmetrici, i bottoni automatici e i dettagli funzionali, il tutto reinterpretato per essere la trama di un nuovo racconto contemporaneo. Impermeabili in tessuti cerati, perfetti nella forma e nella funzionalità, sono pronti ad affrontare un viaggio. Dal mondo sottomarino di Anfitrite (regina di tutti gli oceani) emergono volant sinuosi come forme di vita marina. Nei toni dell’oliva, dell’ocra, del bianco puro e del blu intenso, Max Mara immagina una moderna amazzone, fiera e valorosa: borsa cross, camicia monospalla, gonna annodata in vita e occhiali da sole. Impeccabile in nero, la donna di Max Mara la Audrey Hepburn dei nostri giorni.

Genny. Un omaggio alle donne e alla loro personalità. Il romanticismo è il fulcro di della collezione, con tocchi dal gusto francese (anni ’70) mixati ad accenti orientaleggianti e ad un vibe futuristico. Raffinati motivi ad onda appaiono sui mini dress attillati in denim rosso e blu e su jumpsuit con il corpino in jeans su pantaloni in set stampata. Forme anni ’70 definiscono i maxi dress con scolli profondi e corpini in maglia metallica. Il tocco futuristico è introdotto dal PVC combinato all’organza, al jersey e ai preziosi cristalli. Le forme sono fluide per una donna leggera, libera e fresa.

Anteprima. Innocenza in una giungla urbana. Passo lieve, impulsi di libertà, righe dinamiche. Quella di Anteprima è una musica Swing che riecheggia nel verde, come il cuore di una donna creativa che ama altresì essere audace. Lo spirito avventuroso degli anni ’60 spicca il volo ed è subito nostalgia di una fantasia grafica. Sono gli anni del boom economico, dello sport e dell’emancipazione. Sono presenti molti fiori e le fantasie mixate, osando con i colori: verde, rosso, blu e giallo. Un mix di street energetico e giocoso, con una parola chiave che guida l’intera collezione: ENJOY!

Vivetta. E’ un sogno in technicolor quello che Vivetta crea per la sua collezione SS 19, colorata in tinte pastello con fantasie fiabesche e visionarie, per un glamour eccentrico ed incantevolmente ironico. Candidi cigni si posano su tuniche in macramè dipinto a intarsio e su lunghi abiti romantici all’uncinetto; nodi d’amore in cristalli Swarovski luccicano su abiti mantella impalpabili come nuvole di tulle degradé e grandi farfalle sembrano sbocciare su gonne in taffetà plissettato. Un arcobaleno pop anni ’70 illumina completi in nappa, gonne ampie e spolverini dalle maniche elisabettiane. Bouquet di ortensie fioriscono su mini abiti drappeggiati in organza arricchiti da volant e rosette. Questa collezione è un invito al gioco, in un mondo illusorio e sorridente dove trionfano garbo e fantasia. Le tinte sono dolci come macaroons e gli stravolgimenti non sono inusuali: classiche camicie maschili le cui maniche diventano gonne a pieghe e i cui polsini si avvolgono attorno alle scollature.

Daizy Shely. Le stampe della collezione nascono dalla collaborazione con l’artista Umberto Chiodi. Fiori psichedelici, orchidee e anthurium hanno un gusto leggermente artificiale e bizzarro. Quella di Daizy Shely è una donna che esalta madre natura e che sceglie colori vivaci sovrapposti e un pizzico romantici. Forme regolari e longuette luminose si contrappongono a mise che lasciano le gambe scoperte ed esagerano con i volant sulle braccia. Non mancano trench multicolor, pantaloni night wear, long dress e colori sgargianti come il rosa shocking, il verde acqua e l’arancio. Presente anche la pelle e il motiv oanimalier, mai prepotente ma sempre aggraziato.

Luisa Beccaria. Quella del 2019 sarà un’estate fiabesca, a confermarlo ancora la collezione SS 19 di Luisa Beccaria, un percorso tra tessuti impalpabili come organza e tulle, mixati al pizzo, al lino e al broccato. E’ un tripudio di abiti romantici in vichy, merletti e patchwork con dettagli di flora e fauna in ricamo 3D. Nuance brillanti, punte di rosa e sfumature fresche che virano dal verde, all’azzurro al lilla, sono il filo conduttore di una collezione che esalta l’animo dolce e speciale delle donne.

Erika Cavallini. Una donna con la D maiuscola, anticonformista e viscerale, che ama i colori e i sapori della terra; motivo per cui, per le sue mise, sceglie il bronzo, il verde oliva, il sabbia e i toni aranciati. Tagli liberi, leggeri drappeggi e morbidezze caratterizzano questa collezione, ideale per la donna che ama osare con compostezza. Nulla è simmetrico, è tutto un gioco continuo di forme e accessori che delineano la silhouette, come le cinture annodate in vita, le scarpe intrecciate alla caviglia, le collane XL e i foulard in pelle.

Prada. Gli anni ’60? Attualissimi! Tornano i cerchietti, le gonne svasate e i cappottini in nylon, tessuto che, insieme al satin, predomina nell’intera collezione, nei toni del giallo acido, del viola e del blu. Quella di Prada è una donna ribelle, con un animo techno ma anche bon ton. Un connubio apparentemente paradossale, ma che convive perfettamente in una passerella su cui sfilano da un lato camicette candide, soprabiti con bottoni maxi, borse eleganti e pull da brava ragazza, dall’altro scollature profonde, trasparenze, occhiali stravanti con lenti colorate, paillettes XL e stampe psichedeliche.

Tiziano Guardini. Siamo al museo naturale della scienza e della tecnologia di Milano, dove un manto di erba fresca ha ospitato la collezione SS 19 di Tiziano Guardini. Green e ispirazioni fiabesche: un colibrì coraggioso che vuole spegnere un incendio nella foresta. Le sue ali arrivano lì dove l’uomo ha osato distruggere; così egli diventa un eroe, simbolo di vita. Il camouflage decora alcuni capi in passerella e la linea guida eco friendly è un must. Le polo sono in filato ECO all’olio di ricino, i parka, i trench e le giacche a vento sono in ECONYL (un nylon ottenuto dai rifiuti plastici), ed ancora il cotone e il NOVA sui costumi da bagno. Spiccano denim, righe e frange, accorpate anche su un’unica mise, dove il confort delle forme incontra la natura in tutta la sua strabiliante bellezza.

Fendi. La donna è attrezzatissima con i tasconi sul trench e le maxi bag, ma sempre glamour con una decolté ai piedi. Karl Lagerfeld veste impeccabilmente la donna in ogni momento della sua giornata: dallo sport all’ufficio, dal freetime alle occasioni speciali. La pelle viene scelta su gonne, abiti e cappotti dal taglio sartoriale. Giacche impermeabili, trasparenti o monogram, con dettagli in cuoio, sono abbinati a raffinate gonne plissè. In questo contesto composto, spiccano accessori fluo: la cintura strizzata che segna il punto vita, le borse e la scarpa. Un pizzico di romanticismo non guasta mai, ed ecco dunque gli abiti in tulle delicatamente vedo non vedo.

Brognano. Le prime uscite di Brognano sono una piacevole ondata di luce: il giallo limone su mise vacanziere si mixa all’azzurro del cielo, lieve e limpido, come un soffio di vento in una calda giornata estiva. Tagli regolari sulle longuette giocano con tessuti in PVC, vita alta e trasparenze fluide. Quella di Brognano è una donna che non passa inosservata, soprattutto quando indossa il tulle bianco, celeste e lilla, vaporoso ed indossato (perché no) su capi sporty. Un’eleganza “crazy” che a noi piace moltissimo!

Moschino. Come bozzetti tridimensionali, gli abiti di Moschino sono scenografici e sfiziosissimi. E’ un tuffo negli anni ’80 e ’90, con una donna da palcoscenico, hollywoodiana e consapevole della sua femminilità. Come sempre Jeremy Scott h messo sù uno show ultra chic, dove predominano le geometrie, i completi pantalone (con un pizzico di ironia data dai fiocchi XL e dalle colorazioni eccentriche), i cappelli eleganti, le spalline rigide, i guanti alti e le andature sexy. Di questo defilé amiamo colori e forme, i richiami all’originalità del marchio, ma anche il genio creativo che rende attualissime mise d’altri tempi!

Emporio Armani. Una sfilata-evento indimenticabile: modelli/surfisti hanno aperto il defilé a tema aeroportuale (la location è stata l’aeroporto di Linate), con una collezione uomo donna degna di Re Giorgio. Forme rilassate, tessuti tecnici, ma anche satin, immancabile per l’eleganza che contraddistingue il marchio. La palette cromatica va dal grigio al blu, con un tocco eccentrico di verde e fucsia. Gli abiti proposti sono certamente dedicati a uomini e donne che vivono la modernità, che non parlano mai di differenza di genere e che amano correre il rischio di una frenetica routine, ma necessariamente glamour! A chiudere la sfilata, Robbie Williams in concerto, in kilt di paillettes disegnato da Armani.

Daniela Gregis. Macchie di colore pastello e allure anni ’60. La passerella di Daniela Gregis presenta una donna impeccabile, a tratti mascolina ma anche sofisticata nella sua semplicità. I tessuti semplici in cotone creano gonne a pieghe o stropicciate, lunghe oltre il ginocchio, pantaloni fluidi alle caviglie e capospalla da sovrapporre. Si tratta di una femminilità delicata, morbida e un pizzico bon ton, adatta ad ogni tipo di donna.