Michael Kors compra Versace e scoppia subito la grande polemica

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Stavolta è il turno di Versace, un altro grande marchio del Made In Italy che si mette nelle mani di investitori stranieri. È la holding di Michael Kors, la Capri Holdings Limited, ad acquistare il prestigioso marchio del logo Medusa.

Donatella, Allegra e Santo Versace hanno investito il ricavato della vendita nella stessa holding (che possiede anche Jimmy Choo, oltre che Michael Kors e Versace). Spiega Donatella Versace: “Abbiamo deciso di farlo per far capire a tutti quanto crediamo in questo progetto e quale entusiasmo mettiamo nell’iniziare questo nuovo capitolo della Versace. Non era necessario che restassimo azionisti”. Gira voce che la cifra in questione ruoti attorno ai due miliardi di euro. Amministratore delegato è Jonathan Akeroyd, Donatella rimane direttore artistico, mentre Santo Versace assume il ruolo di senior advisor dell’amministratore delegato. Durante l’ultimo anno, a detta di Donatella, numerose sono state le offerte da parte di francesi e americani, ma nessuna da parte di un gruppo italiano. Pare che anche Kering e LVMH fossero interessati, ma avessero rinunciato a causa del prezzo eccessivo. Tantissime le polemiche, dai social network fino al governo. Il vice premier e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha dichiarato: “Io vesto italiano, ma evito di dire il marchio altrimenti mi indagano per pubblicità occulta. Sono liberista, ma sono stufo che i migliori marchi della moda, dell’alimentazione, della tecnologia italiana vengano comprati all’estero”. Parere discordante quello del Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio: “Versace vende un’azienda che non è in cattive condizioni. Se si arriva a vendere e chiedere un supporto è anche perché è molto difficile fare impresa in Italia e, in generale, a un certo punto devi avere carattere per andare avanti. Spiace che non sia più italiana ma è una decisione di vendere in una situazione di solidità”.

Sono già state pianificate nuove aperture di stores in Europa, Giappone e Corea. Obiettivo finale quello di raggiungere un fatturato pari a 2 miliardi di dollari, contro i 700 milioni del 2017. Secondo Donatella, la vendita era necessaria per poter garantire a Versace un successo a lungo termine. Ha anche dichiarato, negli ultimi giorni, che il fratello Gianni sarebbe stato d’accordo, sebbene sia noto quanto per lui fosse sacra l’idea di famiglia e la relativa conduzione familiare del marchio da lui stesso fondato. La designer ha assicurato che questa nuova condizione porterà più posti di lavoro in Italia e che ogni polemica è dunque infondata. La forza di Versace è per l’appunto il Made In Italy ed è a partire da questo imprescindibile pilastro che si baserà il futuro del brand. Basandoci sul prospetto economico lanciato dal gruppo Capri Holdings Limited, che prevede il fatturato lievitare a poco più del doppio rispetto quello attuale di Versace, possiamo dunque immaginare un forte incremento della produzione e confermarne il beneficio dal punto di vista del lavoro, proprio come asserito da Donatella. Ma qualche posto di lavoro in più è paragonabile al grosso introito annuo di Versace, ora detratto dal PIL italiano? È innegabile che questa acquisizione causerà un danno, sebbene lieve, alla nostra economia.

Chi è rimasto in Italia dunque? Fendi, Gucci, Bottega Veneta, Valentino, Emilio Pucci ci hanno già lasciati da un pezzo. Rimangono invece Dolce&Gabbana, Armani, Prada, Alberta Ferretti, Zegna, Etro, Ermanno Scervino, Brunello Cucinelli e Les Copains.

Ricordiamo, inoltre, che il brand Michael Kors ha superato la crisi ed ha reso il suo nome globale, dando enfasi a prodotti di fascia medio-bassa, spostando il focus su borse da 200-300 €, rispetto alle linee luxury. Il dubbio sorge spontaneo: potrebbe accadere la stessa cosa a Versace? Da amanti della moda e del Made in Italy ci auguriamo che gli standard qualitativi e l’esclusività che contraddistinguono il grande marchio Medusa rimangano intatti e che Donatella e famiglia siano capaci di preservare l’heritage lasciato loro in eredità dal grande Maestro Gianni.

Elettra Nicotra