Recupero e impatto zero. Quando la sostenibilità è fashion

Da vecchi palloni a borse, dalla buccia degli agrumi a capi d'alta moda. Le nuove frontiere della moda green
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Può una scorza d’arancio trasformarsi in un capo di alta moda e sfilare sulle passerelle? La risposta è sì. Negli ultimi anni il mondo del fashion è diventato sempre più attento alle tematiche ambientali, cercando di ridurre i consumi energetici e, nel rispetto di ambiente e animali.

Fil rouge delle ultime collezioni di Stella McCartney, ad esempio, è stato “Green is the new black“, con pellicce cruelty free e capi realizzati con econyl di nylon riciclato e denim organico.

Ecopelle ed ecopelliccia vengono scelte da sempre più stilisti, così come le fibre naturali, magari provenienti da coltivazioni biologiche, ma la nuova sfida oggi non è più solo ridurre l’impatto ambientale della produzione, ma quella di entrare a far parte di un’economia circolare green, partendo dagli scarti prodotti da altri settori o dai rifiuti. Un tema molto attuale che sarà trattato anche nella prossima edizione di Ecomondo, nell’intervento “Fashion prevention” di Barbara Molinario, Presidente dell’associazione Road to green 2020, e Direttore di Fashion News Magazine, nell’ambito del convegno Prevenire è meglio che trattare (giovedì 8 novembre 2018, ore 14:30).

“Stando agli ultimi dati diffusi dalle Nazioni Unite, l’industria della moda continua ad avere un impatto significativo sull’ambiente, dalla fase di produzione degli abiti fino a quella dello smaltimento dei rifiuti. – Ha commentato Barbara Molinario – I consumatori stanno diventando sempre più attenti e sensibili al tema, preferendo acquistare capi etici, influenzando così le scelte di produzione delle case di moda.” 

 

Nel 2012, Ecoalf ha iniziato a realizzare capi d’abbigliamento – principalmente giacche e cappotti – partendo dagli oggetti recuperati nel Mediterraneo. Solo nel 2017, i pescherecci dell’azienda hanno raccolto oltre centocinquanta tonnellate di spazzatura, che è poi stata convertita in filati. PangeA BaG, invece, trasforma vecchi palloni in borse e accessori glamour. I palloni bucati e logori, che sarebbero finiti nella spazzatura, vengono scuciti, tinti e riassemblati, per diventare borse, cinte, portachiavi o portadocumenti. OrangeFiber è l’unica al mondo a produrre tessuti partendo dagli agrumi. Il risultato è una texture setosa e impalpabile, che è riuscita a conquistare anche la casa di moda Salvatore Ferragamo, che ha dato vita ad una fresca Capsule Collection.