Nessuno parla di quelli davvero “fighi” ai Grammy Awards

… e quelli “fighi” non sono poi così “fighi”. Red Carpet e commenti cattivi dell’edizione 2020
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Che i Grammy Awards siano, il più delle volte, una delusione… non è una grossa novità! Certo, ci sono state edizioni in cui è stato più che giusto riempire certi artisti di statuette, vedi Michael Jackson, gli U2 e perfino Adele (anche se forse erano un tantinello troppe).

Questo è stato l’anno di Billie Eilish, che si è portata a casa ben cinque Grammy Awards su sei nomination: miglior nuovo artista, migliore canzone, migliore registrazione, Album of the Year e Best Pop Vocal Album. Una cosa che accade spesso agli Oscar della Musica è questa: prima ingozzano gli artisti di premi, poi, chi li vede più. Della serie: che questi Grammy Awards ti bastino per tutta la vita. Michael Jackson, che a momenti per Thriller vinceva anche nella categoria Miglior Disco di Rock Cristiano, non ha più ritirato una singola statuetta per i suoi successivi album. E poi… riuscite a credere che Madonna non abbia mai vinto un Album of The Year o un Artist of the Year? E che i Beatles abbiano vinto un solo Grammy? E che i Rolling Stones o i Led Zeppelin non ne abbiano vinto nessuno? Amen.

Quest’anno, un’edizione particolarmente melensa fra Alicia Keys, Demi Lovato e la stessa Billie Eilish sul punto di farci suicidare con le loro esibizioni deprimenti. Non parliamo di quel malinconico che commuove, ma di quello che ci fa venir voglia di caricare una calibro 35 e spararci in mezzo agli occhi.

Il Red Carpet dei Grammy Awards

Ma parliamo di moda! E qui si apre il capitolo: perché Billie Eilish è una gran truffa. L’immagine della cantante emergente, rappresenta a pieno ciò che lei è effettivamente come musicista. Una voce anonima che ha bisogno di massiccia produzione per poter spiccare. Diciamolo, il singolo “Bad Guy” è veramente cool, ma se provate a suonarlo con solo chitarra e voce, fa proprio schifo. È un brano che ha bisogno del “suono” per uscire fuori. Non è abbastanza forte, a differenza di un qualsiasi brano di Stevie Wonder che anche cantato a cappella non perde nulla, per fare un esempio random.

epa08169093 Billie Eilish poses in the press room with the Grammy for Best Pop Vocal Album, Best New Artist, Song of the Year, Album of the Year, and Record of the Year during the 62nd annual Grammy Awards ceremony at the Staples Center in Los Angeles, California, USA, 26 January 2020. EPA/DAVID SWANSON

(foto: ansa.it)

Del suo look possiamo dire la stessa cosa: zero appeal, zero carisma. Soluzione? Riempiamola di cose: di logo Gucci, di capelli effetto procione in trip lisergico, di unghie-artiglio. Inquietante.

 

Black e curvy, si, ma ci vuole anche la voce!

Perché Lizzo è così amata? Perché è curvy, è afroamericana ed ha fatto un brano dove dice che è difficile essere curvy ed afroamericana. E siccome siamo tutti dannatamente politically correct dobbiamo darle tre Grammy Awards perché è curvy e nera. Ma anche no! “Chissenefrega” del tuo aspetto Lizzo: quando ascolto un disco non ti vedo proprio, ma ti sento (soprattutto quando la tua intonazione è imprecisa)! Cara Lizzo, non mi interessa se sei sovrappeso perché quando canti non hai fiato, grugnisci, il tuo scimmiottare Tina Turner è stucchevole e ti posso citare dieci cantanti curvy e afroamericane che ti sotterrano (ed a cui nessuno ha mai rotto le scatole perché erano cicciottelle e di colore… e neanche loro si sono lamentate di questo): Ella Fitzgerald, Bessie Smith, Aretha Franklin, Mahalia Jackson, BigMama Thornton, Etta James, Mavis Staples, Jennifer Hudson, Chaka Khan o Missy Elliott. Quindi copriti, fai qualche vocalizzo e scrivi (o fatti scrivere) un brano decente. Per l’occasione, eccola in una mise totale white firmata Versace. Too much.

(foto: grammy.com)

Ed ecco che, guardacaso, abbiamo in nomination una vera artista curvy e afroamericana, ovvero Brittany Howard, in outfit firmato Nonja Mckenzie. Una vera superfiga: cantante eccellente, ottima chitarrista, bellissimo album, grande band con fenomenali performance live e grande attitude. Grammy Awards vinti: zero.

Arrivano le solite

È il momento delle superstar da red carpet, quelle che tutti attendono. Gwen Stefani è radiosa in un mini dress di Haute Couture firmato Dolce&Gabbana. Un abito strutturato con bustier strapless e decorato con piccole conchiglie. Forse i cuissards sono too much, ma siamo ai Grammys ed un tocco di esagerazione è più che concesso.

Se Ariana Grande cambiasse hairstyling non sarebbe male. Chi non si è stufato della sua pony tail? E soprattutto: non le vengono dei gran mal di testa con i capelli sempre tirati in quel modo? Fa un ingresso effetto wow sul red carpet, con un gigantesco gown dress firmato Giambattista Valli custom made in grigio ghiaccio. Il risultato finale è veramente mozzafiato. Quello che non riesce a fare con la sua musica lo compensa con il suo aspetto, quantomeno! 😀

Dua Lipa ha un outfit decisamente anni ’90, con trucco e parrucco spudoratamente anni ’90. Il look, firmato Vivienne Westwood, è composto da un top spaghetti strap ed una maxi gonna a vita alta. In realtà, sembra sia arrivata alla premiazione in sottoveste… e l’abito dov’è?

Quelle davvero fighe di cui non si parla mai

Nascosti fra le nomination meno popolari, i nomi di artisti di altissimo livello. A cominciare dagli Altin Gun, una band assolutamente da scoprire. La loro cantante, Merve Dasdemir, ha uno stile retrò davvero interessante. Ha personalità nel suo aspetto così come nella sua voce. Ed inoltre, ha bellissime foto sul suo feed di Instagram. Per il red carpet, opta per un un total white in stile vintage un po’ vittoriano.

Jazzmeia Horn è veramente il top. Una grandissima voce, un album eccezionale, una presenza scenica tutta da ammirare. Anche per lei, ovviamente, zero statuette. Ma non è tutto: è parallelamente attiva come fashion designer, pronta a lanciare una nuova collezione. Il suo gown dress è un tributo all’africa dal print vivace ed evocativo. Ed in testa, sempre il super turbante. Davvero top!

Almeno una statuetta ad Esperanza Spalding, che ha deciso di indossare una coloratissima jumpsuit con print floreale. Non era la migliore nella sua categoria, ma non possiamo lamentarci. 

(foto: eonline.com)

Insomma, se c’è una cosa che abbiamo imparato dai Grammy Awards è che i veri fighi sono quelli che non vincono e quelli ancora più fighi sono quelli che non prendono neanche una nomination.