Intervista a Francesco Incandela: il violinista palermitano fa parlare di se con Flow Vol.1, il suo nuovo lavoro discografico

Flow Vol.1 è il nuovo album del musicista Francesco Incandela in cui il violino diventa protagonista assoluto.
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Flow Vol. 1”, il nuovo lavoro discografico del violinista palermitano Francesco Incandela: cinque brani strumentali, con il violino al centro come narratore e sviluppatore di storie sonore.

Nelle sue parole…

Un violino protagonista come narratore di racconti che si evolvono in modo sempre inaspettato ora traendo spunto da moduli ritmici, ora da intuizioni melodiche. Il suono diventa mezzo per costruire atmosfere e immagini scaturite dall’intuizione del violinista compositore, che sfrutta e vive in modo trasversale le attitudini del suo strumento, ponendo al centro del linguaggio la costruzione, senza mai perdere il gusto per l’improvvisazione”, ha affermato il musicista. Minimalismo, loop, suoni mediterranei e sonorità filmiche con improvvise virate prog rock in cui è sempre il violino a cambiare pelle.

Conosciamo Francesco Incandela

 
Classe ’83, Francesco Incandela promessa del panorama musicale, nel 2006 si diploma in violino al Conservatorio di Musica “V. Bellini” di Palermo. Musicista sempre in bilico tra cultura classica, musica pop e improvvisazione nel 2009 poi, consegue la laurea specialistica di II° livello in “Discipline Musicali” indirizzo Interpretativo/Compositivo presso il Conservatorio di Musica “S.Cecilia” di Roma. Ad oggi è docente di violino e Direttore Artistico presso il CAM (Centro Artistico Musicale) di Bagheria (Pa).  Negli anni ha collaborato con artisti del panorama italiano come, Dimartino, Simona Norato, Alessio Bondì, Fabrizio Cammarata, Angelo Sicurella, Pippo Pollina, Orchestra In/Stabile Dis/Accordo, Cesare Basile, Morgan, Mauro Pagani. “Non ho mai pensato alla parola lavoro legata alla musica o al suonare il violino; è una cosa che è cresciuta con me e c’è stata sempre. Ovviamente crescendo mi sono ritrovato dentro un mondo e l’ho fatto mio prendendo le strade lavorative che più mi interessavano”, ha dichiarato Francesco.
 

Il nuovo album

 
La copertina del disco raffigura uno scatto tratto dalla serie “The Ebb Tide” del fotografo e artista palermitano Pietro Motisi: l’immagine è stata immortalata in Galles, lungo il fiume Usk. L’Ep di Flow Vol. 1 è stato anticipato dal brano e dal videoclip (realizzato da Andrea Nocifora) di “Gadir”. Gadir è una conca d’acqua, un luogo protetto sulla costa nord-orientale di Pantelleria dove si sviluppa un piccolo villaggio sul mare. Nasce qui la prima cellula ritmica fatta da violini strappati come in una chitarra blues e pizzicati, che rimandano agli ostinati di una chitarra africana. Questa idea, che si ripete in loop, è l’impianto su cui si costruiscono melodie dal forte sapore mediterraneo, contrappunti e improvvisazioni, groove batteristici ossessivi. La musica rimanda ad atmosfere prog rock con accenni di psichedelia. Quando tutto sembra rilassarsi, il violino dà il via ad una coda ricca di groove e di archi che si intrecciano creando un sound granitico, ma al tempo stesso dinamico e pieno di colore. Il videoclip, realizzato da Andrea Nocifora che accompagna il brano, fotografa l’uomo e il suo rapporto con lo spazio. Il desiderio di sentirci al sicuro ci porta a riempire e invadere tutto ciò che ci circonda, dove il ritmo frenetico non lascia il tempo di guardare oltre la routine, oltre i palazzi colorati. Oltre è la natura che esplode e si manifesta in tutta la sua forza e ci ricorda che non siamo i padroni del mondo.
 

Il violino è protagonista  

Per quanto riguarda il mio nuovo progetto, ho voluto dare forma a diverse idee che avevo accumulato. Quando lavoro alle canzoni spesso mi si chiede di sintetizzare una piccola orchestra lavorando per strati e parti sovrapposte. Questo modo di scrivere, aiutato dalla tecnologia, adesso lo sto proponendo con brani totalmente strumentali in cui il violino è protagonista sia ritmicamente che melodicamente. Il risultato è una forma vicina al minimalismo con all’interno zone aperte all’improvvisazione”, ha affermato l’artista.
 

Fashion News Magazine ha avuto la fortuna di intervistare il musicista palermitano:

 
Sei docente di violino e Direttore Artistico presso il Centro Artistico Musicale di Bagheria. Quale è l’aspetto che ti piace di più di questo lavoro? Avresti mai pensato che l’insegnamento sarebbe diventato parte della tua vita?
 
Faccio questo lavoro ormai da più di dieci anni, quando ti stai formando sei sempre molto concentrato su te stesso e sulle tue performance, e dunque non dai molta importanza all’aspetto divulgativo della musica e all’impatto positivo che questa ha sulla società, soprattutto nei più giovani. Oggi mi rendo conto di quanto sia appagante e soddisfacente poter comunicare agli altri la mia passione, non solo attraverso i concerti ma trasferendo ai ragazzi i mezzi per interagire con questo linguaggio meraviglioso, cercando di stimolare la loro sensibilità. È il mio piccolo contributo per migliorare le cose, soprattutto in una realtà di provincia”.
 
Hai iniziato a studiare il violino quando non avevi neanche sei anni e dal giorno che hai preso in mano questo strumento è nata una lunga storia d’amore che dura ancora oggi. Quali sono le emozioni che ogni volta ti trasmette suonare il violino?
 
Si, ho iniziato molto presto, ricordo mia madre prendere appunti durante le prime lezioni, non sapevo ancora scrivere bene. Avendo convissuto con questo strumento praticamente da sempre, credo che il rapporto sia molto intimo e naturale. Anche se mi capita sempre più spesso, soprattutto in fasi di produzione, di suonare altri strumenti, il violino è per me l’approccio più sincero e immediato, un’estensione della mia mente. È uno strumento che offre mille sfaccettature e non è sempre facile averci a che fare, non ci si annoia mai, anzi se lo trascuri te la fa pagare”.
 
È uscito il tuo nuovo album Flow Vol. 1, cinque brani in cui il violino gioca il ruolo di protagonista, narratore e creatore di atmosfere inaspettate. Quale è l’idea di partenza e il messaggio dietro il quale si cela la nascita di questo progetto?
 
Tutto si è sviluppato in modo molto istintivo, sicuramente risulta evidente il rapporto che ho con il mio strumento che io vedo come una voce e come un mezzo per esprimere delle idee o fotografare delle sensazioni, slegato da qualsiasi stereotipo tradizionalista. Dentro il disco ci sono diverse sonorità che fanno parte del mio percorso musicale che spesso esulano dalla pratica violinistica, ma sono più legate a una visione del suono e della composizione. L’interesse per il minimalismo, la passione per le colonne sonore, per l’improvvisazione e per un certo tipo di rock, tenuti insieme da un sapore che arriva dal sud del mondo. Certo la mia formazione iniziale è classica e questo sicuramente si sente”.
 
Il mondo della musica sta diventando sempre più competitivo a fronte della globalizzazione e dell’entrata incalzante delle nuove tecnologie. Quale è secondo te nella musica un elemento importante e imprescindibile per creare sound innovativi e inediti? Hai già nuovi progetti in cantiere? Se sì, ci daresti qualche anticipazione?
 
Frequentare negli anni artisti creativi e liberi che mi hanno sempre spinto a metterci del mio è stato molto importante, oggi il vero rischio è l’appiattimento. Si guarda sempre a quello che ha funzionato prima di noi e si cerca di emularlo, questo fa sì che si creino dei surrogati di qualcosa che già esiste e che alla lunga non funzionerà. Così facendo inoltre l’orecchio del fruitore si disabitua ad ascoltare proposte originali e di qualità e smette di essere curioso, un po’ come avviene con il cibo. Nei prossimi mesi sarò in giro per l’Italia per suonare dal vivo FLOW Vol.1 insieme ai miei musicisti, Vincenzo Lo Franco alla batteria e Luca La Russa al basso, parallelamente sto collaborando alla produzione di dischi di altri artisti. Vuoi sapere se ci sarà un Flow Vol.2? Certamente”.
 
Violinista, compositore e arrangiatore, Incandela, che ha iniziato ad esibirsi su palcoscenici importanti sin da piccolissimo, grazie alla sua passione e al suo talento indiscutibile è diventato, già così giovane, uno tra i violinisti più dotati e apprezzati del panorama musicale non solo siciliano.
 
Non ci resta che complimentarci con Francesco e fargli un grande in bocca al lupo per un futuro ricco di successo.