La moda in prima linea contro il Coronavirus

Coronavirus e moda: un binomio insolito. Il fashion system combatte la crisi sanitaria e viene in soccorso a medici, infermieri e istituzioni con cospicue donazioni.
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Si allunga la lista di chi offre soldi e forniture al sistema sanitario. Quando si tratta di salute, la moda si sveste del suo “lato” divertente per indossare i panni di un incallito attivista. Così se da un lato sono tanti i marchi e i designer che hanno effettuato generose donazioni e avviato raccolte fondi per fermare il Covid-19, dall’altro sono sempre più numerosi i fashion group internazionali, i brand di moda e le aziende tessili che si stanno muovendo per convertire la loro produzione a supporto dell’emergenza sanitaria. Tra i protagonisti del mondo della moda si è scatenata una vera e propria gara di solidarietà che fa raggiungere cifre record a supporto della ricerca e degli ospedali coinvolti nella lotta al Covid-19.

L’Italia fa anche in questo caso da apripista grazie a una filiera di produzione sul territorio che non ha eguali nel mondo e che sostiene quella che è la seconda industria del Paese, come ha ricordato un comunicato recente della Camera Nazionale della Moda Italiana.

Dolce&Gabbana

Il mondo della moda ha risposto in coro: i primi a farlo, sono stati Dolce & Gabbana, quando l’epidemia del Coronavirus era ancora circoscritta alla Cina. In questo momento di emergenza globale, il brand italiano ha deciso di sostenere in prima linea la ricerca sul virus, contribuendo allo sviluppo di uno studio che la Humanitas University sta facendo sulla misteriosa malattia. I fondatori Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno spiegato che si tratta di un “dovere morale”. “Speriamo che il nostro contributo possa essere d’aiuto per risolvere questa situazione drammatica”, hanno affermato i due stilisti.

Mayhoola scende in campo.

Il fondo del Qatar che controlla Valentino, Balmain e Pal Zileri, supporterà due diversi progetti in relazione all’emergenza sanitaria in corso anche attraverso altrettante donazioni da un milione di euro ciascuna. La prima iniziativa riguarda l’incremento dell’efficienza e la sicurezza del reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sacco di Milano, una delle strutture sanitarie più in difficoltà in seguito all’elevato numero di pazienti contagiati che necessitano il trattamento di terapia intensiva. La donazione permetterà l’acquisto di un nuovo macchinario di ventilazione a pressione negativa, che consentirà all’equipe medica di assistere i pazienti affetti da coronavirus. L’obiettivo è quello di interrompere l’incremento di contagi dello staff medico, garantendo misure di sicurezza per tutti coloro che lavorano nel reparto di terapia intensiva. Mayhoola ha inoltre deciso di effettuare un’ulteriore donazione di un milione di euro a favore della Protezione civile italiana per supportare lo straordinario sforzo a beneficio di tutte le regioni italiane.

Prada

Prada, oltre alle donazioni, ha fatto saper che, su richiesta della Regione Toscana, ha avviato la produzione di ottantamila camici e centodiecimila mascherine da destinare al personale sanitario della Regione con un piano di consegne giornaliere che termineranno il 6 aprile. Uno sforzo reso possibile grazie al lavoro dell’unico stabilimento del Gruppo rimasto aperto per questo scopo, quello di Montone (Perugia), e a una rete di fornitori esterni presenti sul territorio italiano.

Gucci

Allo stesso modo Gucci sta preparando nei suoi stabilimenti oltre un milione di mascherine e cinquantacinquemila camici per gli ospedali italiani. L’offerta si aggiunge alla donazione da parte del gruppo Kering, che riunisce marchi come Gucci, Yves Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga, Stella McCartney e Alexander McQueen, di due milioni a favore di alcune delle principali realtà ed organizzazioni sanitarie del Paese localizzate in quattro aree dove il Gruppo e i marchi sono maggiormente presenti, ovvero nelle regioni della Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio, e al contributo personale di Marco Bizzarri, Presidente e Ceo di Gucci, di centomila euro all’azienda sanitaria di Reggio Emilia.

Versace e Armani

Anche Donatella Versace scende in campo contro il coronavirus. L’imprenditrice e sua figlia Allegra hanno donato duecentomila euro a favore dell’unità di terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano. Giorgio Armani ha stanziato un milione e duecentocinquantamila euro per gli ospedali Sacco, Istituto dei tumori, San Raffaele (Milano), Spallanzani (Roma) e per finanziare la Protezione Civile.

Mario Moretti Polegato della Geox ed Enrico Moretti Polegato della Diadora

hanno donato alla Regione Veneto un milione di euro. Bulgari e Jean-Christophe Babin, amministratore delegato della casa di gioielleria, hanno deciso di produrre, insieme con le Industrie Cosmetiche Riunite (ICR) di Lodi, diverse centinaia di migliaia di flaconi di gel disinfettante per le mani da destinare a medici e infermieri. La produzione prevede seimila pezzi al giorno fino ad un totale di duecentomila flaconi in due mesi.

LVMH Group

Il gigante del lusso LVMH Group, multinazionale che raggruppa circa settantasei marchi del settore moda, ha annunciato di aver donato agli ospedali francesi quaranta milioni di mascherine chirurgiche. Un’operazione resa possibile grazie ad un fornitore industriale cinese che ha già consegnato i primi dieci milioni in Francia in questi giorni. In totale, sono stati prodotti sette milioni di maschere chirurgiche e tre milioni di maschere FFP2. Moncler ha messo a disposizione dieci milioni di euro per poter avviare il progetto promosso dalle Regione Lombardia che prevede la realizzazione in tempi brevissimi di un ospedale con oltre quattrocento posti di terapia intensiva all’interno della ex Fiera di Milano.

DROMe

Il brand DROMe, ha deciso di sospendere tutte le sue attività per proteggere la salute dei propri dipendenti, alcuni dei quali, a margine di questa decisione, hanno deciso volontariamente di affiancare Marianna Rosati, creative director del brand, mettendosi a disposizione nella conversione delle attività produttive per la realizzazione di mascherine in cotone da donare alle aziende ospedaliere locali per supplire all’attuale carenza di dispositivi medici nei reparti maggiormente colpiti dall’emergenza Covid-19.

Manila Grace

Lo stile non si ferma”; questo è il nuovo claim che Manila Grace ha pensato per schierarsi a supporto dell’emergenza sanitaria. Il brand guidato da Enrico Vanzo ha scelto inoltre di devolvere, per tutto il mese di marzo, cinque euro per ogni scontrino emesso all’interno dei suoi store al Dipartimento di malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano. “Le aziende non sono degli organismi a sé ma fanno parte della collettività di un Paese e hanno anche una responsabilità etica e sociale, questo il motivo per cui da Manila Grace abbiamo sentito la necessità di dare un contributo attivo”, ha dichiarato Enrico Vanzo.

Pronovias

Pronovias ha decio di donare abiti da sposa a tutte le bride-to-be che sono impegnate in prima linea contro il Covid-19. Un’iniziativa lanciata per le future spose cinesi, che ora il gruppo estende anche in altri Paesi, compresa l’Italia. Il brand offrirà abiti da sposa a tutte le impiegate ospedaliere in procinto di fare il grande passo, dal personale medico e infermieristico fino alle addette alla portineria e alla ristorazione. La direttrice artistica Alessandra Rinaudo ha scelto personalmente i vestiti di The Heroes Collection, che una volta passata l’emergenza saranno presenti nei flagship di Milano e Roma gratuitamente per le “paladine inarrestabili nella loro battaglia per la cura dei malati” (fino al 31 agosto 2020).

Chiara Ferragni e Fedez

C’è inoltre una milanese d’adozione che si è impegnata contro la diffusione del Covid-19: Chiara Ferragni insieme al marito Fedez, dopo aver dimostrato grande responsabilità esortando i suoi milioni di followers a stare in casa in questo momento difficile, ha lanciato una raccolta fondi online per supportare l’ospedale San Raffaele per la cura dei malati di Coronavirus. Il riusultato? In cinque ore è stato raccolto un milione di euro, per un totale di quattro milioni di euro finali. “Questo è il potete dei social media quando vengono usati bene”, ha affermato l’influencer.

Brunello Cucinelli

Dalla Cina intanto arrivano segnali di ripresa e soprattutto di speranza, come il videomessaggio condiviso da Brunello Cucinelli su Instagram dopo la riapertura delle boutique cinesi rimaste chiuse durante la quarantena. “Nessun inverno dura per sempre e nessuna primavera può saltare. Aspettiamo insieme i suoi frutti”, ha dichiarato l’imprenditore.

Al netto della differenza tra chi dona e chi fornisce materiale, così una grande fetta dell’industria della moda si è messa a disposizione per far fronte a questa emergenza, rendendo tangibile uno dei tanti hashtag positivi che circolano in queste settimane sui social network di tutto il mondo: #UNITICELAFAREMO.

Perché con un atto di gentilezza andrà tutto bene…