Idee da Londra in Quarantena per Stare a Casa con Stile.

Ecco qualche spunto di moda semi-serio per passare la Quarantena in modo meno passivo e con stile.
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Vi scrivo da una Londra in quarantena da poco più di una settimana. Qui siamo almeno tre settimane indietro all’Italia per quanto riguarda l’isolamento, la chiusura di tutto, i decreti e ‘l’appiattimento della curva’. Su FNM tanti articoli su come passare del tempo con i bimbi cucinando con #bimbieforchette e facendo i ‘lavoretti’. Oltre a lezioni di storia dell’arte e consigli di bellezza.

Devo confessarvi due cose prima di entrare nel vivo dei ‘look da quarantena‘. Prima di scrivere questo articolo ci ho riflettuto per giorni se fosse opportuno continuare a parlare di moda in una situazione seria come quella attuale. Ma sopratutto, prima di ricominciare a scrivere ho dovuto riaggiustarmi mentalmente alla nuova routine casalinga. Con fatica e alcuni sbalzi di umore da un momento all’altro. Ma ho trovato un appiglio, un punto di partenza per strutturare la giornata, nel mio guardaroba. Da qui la convinzione, dopo una settimana, che scrivere di look non è fuori luogo, se, come nel mio caso, agevolano il processo di tranquillità e abbassano ansia e stress.

Ogni giorno mi sono vestito seguendo un tema, un’ispirazione o semplicemente il mio colore preferito, ‘ammazzando’ la monotonia della quarantena di prima mattina. Sono sicuro che come me, di ognuno di noi, utilizza sono una piccolissima porzione degli abiti che abbiamo appesi. Alla mente mi viene quindi il primo brand che voglio suggerirvi: NRBY

Già il nome ( NRBY – nearby = vicino) ci fa capire che i capi di questo marchio sono ideati e disegnati con l’idea di essere indossati a casa non più in là di ‘un chilometro e mezzo’ dal domicilio. La descrizione perfetta dell’attuale quarantena. Tessuti naturali e durevoli, silhouette morbide e assenza di bottoni tirano di qua e di là completano il DNA di NRBY. I miei capi preferiti sono i due coatigan ( coat+cardigan = giacca+cardigan), la jumpsuit multitasking, la maglia in cashmere e l’abito in cotone a righe.

A seguire, devo contraddire Karl Lagerfeld. Infatti, non penso che chi ”indossa la tuta ha perso il controllo della sua vita”. Certo però, c’e’ tuta e tuta. Lasciate perdere quelle ripescate dagli abissi dell’armadio e dei cassetti che non indossate da anni. Semaforo verde invece per le classiche tute Adidas, Nike, Puma, Fila etc… o meglio ancora se avete una tuta fashion. Quelle proposte da Ted Baker sono il miglior esempio che ci sia sul mercato inglese al momento. Il design è quello sportswear, ma con dettagli di stile. Un ricamo, una texture inaspettata o un elastico maxi.

Come vedete la chiave del benessere è nelle piccole cose attorno a noi. Se gli abiti sono parte di esso, che ben venga, senza vergogna. La quarantena è ancora lunga, non giudichiamo dalle apparenze, ma parliamoci e comprendiamoci.