Intervista a Al The Coordinator: “Raven Waltz”, il nuovo album dal sound folk e dalle atmosfere deep

“Raven Waltz”, il secondo album di Aldo D’Orrico in arte Al The Coorinator. Un disco dove sound folk, country e bluegrass vengono mixati insieme per dare vita ad un’opera originale e fuori dagli schemi.
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Raven Waltz” (La Lumaca Dischi / Audioglobe) è il titolo del secondo album di Aldo D’Orrico, in arte Al The Coordinator. Un musicista che all’interno della sua opera fonde il country e il folk al blues e al bluegrass americano in un suono tutto nuovo, estrapolato da altri luoghi e generazioni.

 L’album

 
“Raven Waltz” è un valzer oscuro e ventoso, un orizzonte sonoro alternativo dove voce, chitarra e banjo sono le fondamenta di questo disco. “Un’espressione per spiegare lo stile delle mie canzoni che mi è molto piaciuta è New Old Time Country. C’è il vecchio folk all’americana, gli strumenti della tradizione Bluegrass come banjo, mandolino, dobro, contrabbasso, violino e, naturalmente, la chitarra acustica, mischiati ad un approccio più moderno, ma cercando sempre di mantenerne la purezza del suono”, ha affermato il cantante.
 
Con questo secondo lavoro discografico prosegue il racconto folk di formazione americana del suo predecessore “Join The Coordinator”: nuove composizioni scritte ed arrangiate con un vestito tradizionale, ma più ampio: oltre a chitarra, banjo e mandolino (e qualche percussione), Al The Coordinator, infatti, si è avvalso della collaborazione del gruppo bluegrass calabrese Muleskinner Boys (Giuseppe Romagno alla dobro, Alessio Iorio al contrabbasso, Mario D’Orrico al mandolino) e del violino di Piero Gallina, del piano Rhodes di Paolo Chiaia e del piano, dell’harmonium e della Solina di Dario Della Rossa (Brunori Sas): “Così, in mezzo alle giravolte tra un brano e l’altro, si scorgono le origini urbane delle mie passioni montanare e l’alienazione su di un marciapiede affollato si rispecchia nella solitudine in riva ad un lago invernale. Una versione eterea di una antichissima ninna nanna inglese e un classico dei Beach Boys in stile bluegrass svelano infine la natura tradizionale e insieme contemporanea di Raven Waltz”, ha dichiarato Aldo D’Orrico.
 
“Raven Waltz” è composto da dieci brani, scritti e arrangiati da Aldo D’Orrico, eccetto The Riddle Song (traditional) and Don’t Worry Baby (Beach Boys). Ecco la trackist completa: Jumping Red Spiders; The Walker; Little Wonder; (I Always Wanted To) Stay; At Home; The Riddle Song; Sigourney Wright; Don’t Worry Baby; Smile Today; Mornings; Raven Waltz. “Le canzoni di Raven Waltz raccontano storie. Mi piace pensare che i protagonisti di queste storie abitino tutti, o quasi, nello stesso villaggio di montagna. Qualcuno è innamorato, un altro per amore impazzisce; c’è chi gira col vestito buono della domenica di mercoledì e chi non vuole fare altro che tornarsene a casa e rimanerci. Altri cercano di scappare dalla minaccia incombente di enormi ragni rossi saltellanti. Di certo non ci si annoia”, ha raccontato Al The Coordinator.
 
L’album è stato registrato e missato al Kaya Studio (Cosenza) da Vlad “KayaDub” Costabile e Francesco Malizia: entrambi si sono occupati anche della produzione per La Lumaca Dischi insieme ad Aldo D’Orrico. Masterizzato da Andrea Bernie De Bernardi at Eleven Mastering Studio (Busto Arsizio).
 

Biografia

 
Aldo D’Orrico nasce nel 1979 a Cosenza. Una chitarra decisa, ma incontentabile al servizio di una voce acuta e graffiante. Dopo aver consumato un po’ di walkman con le prime musicassette di rock, musica d’autore, metal e punk, all’età di tredici anni prende in mano la sua prima chitarra. Gli esordi arrivano negli anni ’90 in cui affonda le sue radici musicali sui primi palchi con i thrashers Diastasia, per poi fondare i Miss Fräulein. Successivamente, Aldo prende lezioni dal maestro Lutte Berg perfezionando i suoi rudimenti di blues e rock’n’roll nei Texaco Jive di J.J. Guido, vera formazione-scuola per musicisti, che diventa internazionale quando la band è chiamata ad accompagnare le tournée italiane della cantante newyorkese Amy Coleman. Appassionato di Flaming Lips, Pink Floyd, Beatles, Beach Boys, ma anche di folk, blues e R’n’R, scopre il Bluegrass, fondamento di molta musica made in USA. “Amo il Bluegrass, non so se si è capito. Ti fa tornare all’essenza delle canzoni e degli strumenti, senza bisogno di elettricità e sovrastrutture. Spesso si incide ancora come ai vecchi tempi: tutti insieme intorno ad un solo microfono, un’asta per sorreggerlo e un solo cavo trai piedi”, ha affermato il cantante. La svolta nella sua carriera avviene nel 2008 quando fonda insieme a Mario D’Orrico (mandolino) i Muleskinner Boys, con cui porta in giro il verbo del bluegrass; genere, questo, di cui apprende i segreti dal grande chitarrista acustico Russ Barenberg. Il suo cammino da solista, inizia nel 2016 con l’album “Join The Coordinator” per La Lumaca Dischi, per poi continuare con “Raven Waltz”, il secondo disco prodotto sempre dalla stessa La Lumaca Dischi.
 
Scopriamo qualcosa in più sul percorso di vita e musicale di Al The Coordinator:
 

Hai iniziato ad approcciarti al mondo della musica negli anni ’90 con i thrashers Diastasia che ti hanno aperto le porte a tante nuove esperienze e avventure nell’ambito musicale. Ricordi i tuoi esordi? Potresti raccontarci come li hai vissuti?

 
Non ho che bei ricordi di quel periodo. Ascoltavo già Bob Dylan, ma a 16 anni alcune sonorità come il metal, il punk, ti travolgono. Si diventa grandi con i tuoi compagni di gruppo. Ricordo di essere andato a suonare con i Diastasia a Roma in treno, una vera e propria avventura. Saremmo dovuti tornare a Cosenza il giorno dopo, ma riuscimmo a rimediare una seconda serata. Eravamo al settimo cielo, ed avevamo 17 anni”.
 

Jumping Red Spiders è il titolo della prima canzone del tuo secondo album “Raven Waltz”, uscito lo scorso gennaio, di cui ne è stato fatto anche un videoclip. Questo video, in particolare, rappresenta le atmosfere di certi film degli anni ’60 -‘70, americani, messicani ed italiani, riprendendone in breve un po’ dei clichè narrativi ed estetici. Quale è l’idea e il messaggio di fondo che, insieme alla direzione di Mauro Nigro, avevi il desiderio di comunicare al pubblico?

 
Jumping Red Spiders è la canzone manifesto del disco Raven Waltz. Ha il suono rurale dell’Old Time mischiato a un pizzico di psichedelia. È la storia di un paesino della provincia invaso da giganti ragni rossi saltellanti. Sembrava perfetta per un horror b movie americano, ed è esattamente quello che abbiamo voluto realizzare”.
 

Il tuo tocco musicale è deciso e pieno di profondità, la tua voce acuta e graffiante, certamente non priva di personalità. Per giungere a questo soddisfacente traguardo hai dovuto sicuramente rimboccarti le maniche e lavorare sodo. Come definiresti oggi Al the Coordinator come cantante? Cosa speri ti riservi il futuro?

 
Quando ascolto le prime registrazioni demo di Al The Coordinator sento una voce che sapeva dove voleva andare, ma non la strada per arrivarci. Ora sono molto più consapevole del suono che voglio e del cammino da intraprendere per il mio orizzonte narrativo. Spero di tornare presto a suonare davanti a un pubblico, come tutti i musicisti del pianeta in questo momento. Lasciare le canzoni libere di viaggiare e trovare qualche cuore in cui attecchire”.
 
Sono sbucati da un brutto sogno, sono enormi ragni rossi. E saltano verso di te. Non troverai scampo nelle montagne o nei boschi. Non ti aiuteranno il banjo, il violino o la vipera. Puoi solo chiudere gli occhi e immaginare che non ci siano”, tratto dal primo brano Jumping Red Spiders estratto da “Raven Waltz”. “Raven Waltz” è l’album che fa al nostro caso, è proprio quello che ci vuole in queste giornate di sole; è quella giusta dose di musica giornaliera, brillante e riflessiva, da ascoltare in qualsiasi ora.