Moda e Patatine Fritte – fra critica sociale e cultura pop

Potato Day: anche la moda ha uno spirito di patata
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Il 19 Agosto si celebra il Potato Day: dalle patatine fritte alle ricette più elaborate. Si, è vero: queste giornate mondiali stanno diventando sempre più bislacche. Eppure, può essere una buona occasione per conoscere qualcosa di nuovo.

La patata è un ortaggio “povero”, che ha viaggiato per i continenti insinuandosi in praticamente tutte le culture gastronomiche a livello mondiale.

Che moda di patata!

E se con un euro o poco più potete comprare una porzione di patatine fritte, la moda riesce a rivendervi questo concept per diverse migliaia di euro. Le French Fries, come i fagioli di Andy Warhol, diventano un simbolo sociale e gli stilisti ne fanno soggetto di accessori e capi assolutamente pop.

C’è una certa attinenza fra il fast-food ed il fast-fashion. Cibi di scarsa qualità/tessuti di scarsa qualità, lavorazioni industriali non sostenibili (in entrambi i casi), cibi non salutari/tessuti non traspiranti e con fibre non naturali, prezzi bassi, impatto ambientale. Pfffiiùù.

Ma oggi parliamo di quella moda che fa diventare anche il fast-food un pezzo d’arte.

La porzione di patatine fritte più discussa del 2018: quella da più di 5000 euro indossata da Kim Kardashian.

Photo Credit: Page Six

Nell’Agosto del 2018, Kim Kardashian ha attirato l’attenzione di pubblico e fotografi sfoggiando una mini clutch a forma di french fries durante un evento di Christie’s. Questo particolare pezzo è firmato dal Luxury brand Judith Leiber Couture. Si tratta di una clutch rigida a forma di porzione di patatine fritte, interamente rivestita di cristalli Swarovski. Le creazioni della designer fanno parte della collezione permanente del Metropolitan Museum of Art, del Smithsonian Institution e del Chicago Historial Society. Eppure, l’arte non è stata molto “compresa” e Kim si è ritrovata investita da una valanga di critiche: “La sua borsa costa quanto 5000 menù completi di McDonald”.

Materia prima povera per vestire il ricco

Controsenso eccezionale nella collezione Primavera/Estate 2013 di Dolce&Gabbana che portano in passerella abiti lussuosi realizzati con un tessuto simile ai sacchi delle patate. E che sicuramente non avevano il prezzo di un sacco delle patate, ma tant’è…

La svolta surrealista

Photo Credit: Orient Palms

È anche grazie ad una porzione di patatine fritte che lo stilista belga Jean-Paul Lespagnard ha raggiunto il successo. Il designer esprime la sua moda attraverso abiti complessi, pezzi unici, che ci fanno più pensare ad un’installazione artistica più che al ready to wear. Nel 2008 presenta la sua collezione al Hyères International Fashion and Photography Festival vincendo ben due premi. Pezzo forte: gli occhiali-patatina.

“Eat The Rich” – Jeremy Scott per Adidas

Jeremy Scott è noto per la sua moda pop e super colorata. Potremmo definirlo l’Andy Warhol del fashion. Nel 2006 la collezione “Eat The Rich” in collaborazione con Adidas conquista il pubblico e questi pezzi, ormai praticamente introvabili, hanno raggiunto cifre davvero importanti nel mercato pre-loved. Lo spot di Adidas ha avuto come testmonial la popstar Katy Perry, un’artista che abbiamo spesso visto indossare Moschino o Jeremy Scott.

Ai dipendenti di McDonald non è piaciuta l’idea

Quando Moschino ha presentato la collezione Autunno/Inverno 2014 ispirata al più celebre dei fast food durante Milano Fashion Week, non tutti hanno reagito “proprio bene”. Tantissime le proteste sui social degli impiegati di McDonald: “Le borse costano molto più del nostro stipendio”. Ma al fashion world poco importa, la collezione è stata fra le più vendute ed indossate del periodo.