Vita bassa, piume e patchwork: aiuto, stanno ritornando i primi anni 2000!

Milano Fashion Week - Primavera/Estate 2021
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Vivevo con questo timore “E se tornasse la moda dei primi anni 2000 vita bassa annessa?”. Bene, quel giorno è arrivato! Il sudore freddo mi scende dalla fronte e mi tengo stretta i miei jeans high waisted perché NESSUNO potrà separarmi da loro. Ma questa è solo una delle tendenze di cui parleremo oggi.

Milano Fashion Week è già entrata nel vivo, fra sfilate, grandi ritorni, passerelle digital, presentazioni, mascherine e gel igienizzante. Non è la solita rassegna e c’è qualche disagio, ma da qualche punto si dovrà pur ripartire, nella speranza che questa sia solo una fase transitoria e non un nuovo paradigma.

Highlights

Il primo giorno di sfilate inizia col botto, ovvero con l’evento di punta più atteso della stagione: il fashion show di Dolce&Gabbana nel trionfo dell’estetica siciliana. Non mancano altri grandi nomi come Fendi e la sua celebrazione della famiglia e poi Blumarine che ci riporta ai tanto amati/odiati anni 2000 sempre nel mood romantico e girly. Diamoci sotto con le tendenze!

La terribile vita bassa degli anni 2000

Iniziamo il nostro trend report proprio con la parte più difficile: tagliamo la testa al toro e non pensiamoci più. Si, si, si… ok! È tornata questa maledetta vita bassa. Vi ricordate gli imbarazzanti perizomi a vista di Paris Hilton? Il video clip “American Pie” di Madonna dove i jeans non riescono neanche a coprirle il lato b? Gli outfit delle Destiny’s Child? Bene, grazie al cielo PER ADESSO non ci stiamo spingendo così oltre, ma il pericolo è sempre in agguato. Blumarine presenta una collezione super anni 2000 con mini gonne ricche di volant, crop top, cardigan con inserti di pelliccia e occhiali da sole colorati. Dsquared2 propone il pantalone in pelle a vita bassa, molto dark rock, con un outfit che potremmo definire in stile “Matrix”. Meno timori quando si parla di Fendi, che coniuga la tendenza early 2000s in completi dal fit rilassato e con un’estetica decisamente sofisticata ed elegante. Fra i ‘90s e i 2000s si colloca la collezione di N.21 che veste una giovanissima trend setter alle prese con la vita metropolitana.

Piumosissimi outfit

Sempre cavalcando l’onda dei primi anni 2000 arriva una varietà di piumaggio colorato. In passerella da Blumarine, le piume arricchiscono polsini e colletti, proprio in stile “Clueless”. N.21 spezza l’ondeggiare morbido con capispalla rigidi o con maxi felpe decisamente grunge!

Il corredo della nonna

Se avete, come me, una nonna che ha dedicato la vita a creare corredi per le nipoti sapete di cosa sto parlando. Parlo dell’odore di quel lino antico lavato con il sapone di marsiglia, dei pomeriggi ad osservarla intrecciare tessuti all’uncinetto con i suoi movimenti delicati e precisi la cui ripetizione le procurava una sorta di stato meditativo. Gli intricati motivi floreali per le tende, le tovaglie da tavola e le camicie da notte. La sensazione di scivolare fra le lenzuola freschissime, bianche, appena stirate. E poi, ascoltare le sue storie, le fiabe, i racconti di giovinezza. Rivivo tutte queste emozioni nella collezione presentata da Fendi, che omaggia proprio la famiglia. Gli abiti parlano di artigianalità, la tradizione sartoriale, di Made in Italy… certo, nulla di nuovo, ma stavolta in modo più “intimo”. Il tepore domestico, i tessuti comodi. Se c’è il comfort food, questo potrebbe definirsi il “comfort fashion”. Il lino ricamato, con i colletti composti e perfettamente inamidati. Il cardigan ricamato, la camicia abbottonata.

Anche Calcaterra pone il tessuto in primo piano, raccontandoci della purezza del bianco in tutte le sue nuances; e lo fa con un video che trascina in una dimensione senza tempo, dalla texture polverosa, immobile ed essenziale. Una camiceria che vuoi “toccare” a tutti i costi.

Alberta Ferretti, la cui collezione spazia fra il boho, i drappeggi ed il western, ci regala anche qualche sprazzo di romanticismo a uncinetto.

Il patchwork è cosa buona e giusta

Fra le ceramiche di Caltagirone, i vicoli di Taormina, la pietra lavica, le architetture barocche di Catania: l’esplosiva collezione di Dolce&Gabbana è un omaggio alla sicilianità, alla Sicilia ed ai siciliani. Una terra ricca di storia e talenti, che meriterebbe un rilancio, sopratutto dal punto di vista culturale. Tutti gli iconici tessuti firmati Dolce&Gabbana che hanno avuto come soggetto la trinacria, ritornano insieme in passerella sotto la forma di un complesso patchwork super carico di colore e significati. Il messaggio di sostenibilità è chiaro: diamo vita a qualcosa di nuovo sfruttando ciò che già abbiamo. Non è il momento per “buttare”, è il momento di “riutilizzare”.

Missoni e Dolce&Gabbana non hanno in comune solo l’utilizzo del patchwork, ma anche l’amore per la propria terra natia. Angela Missoni sceglie di scattare i suoi outfit nella cornice del Sacro Monte a Varese.