La moda della primavera 2021 è introspezione – come l’ Haute Couture riflette il nostro io

Paris Haute Couture SS 2021
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Il mondo dell’ Haute Couture non si ferma, neanche in clima di lockdown intermittenti come quelli degli ultimi mesi.

Chissà, magari qualcuno mentre è tappato a casa sente il desiderio di indossare uno spettacolare gown dress… e ve lo scrive una persona che sta lavorando al magazine in smart working con leggings Zara e felpa di Harry Potter.

Eppure, Giambattista Valli, durante una recente intervista, ha dichiarato che negli scorsi mesi ha venduto dei capi di Haute Couture, sopratutto in Cina, Medio Oriente ed Europa. Quindi, si, queste persone esistono. Dunque il comfy and cozy loungewear non è fatto per tutti, ma io e la mia felpa di Hoghwards siamo felici così… se proprio c’è da rimanere a casa.

Il calendario della settimana Haute Couture parigina si è svolto in versione totalmente digital, con video emozionanti, sfilate senza pubblico e set fotografici intriganti. L’approccio stilistico dell’Alta Moda ha sempre uno slancio più libero e creativo, quindi abbiamo notato come i designer abbiano voluto incidere uno statement forte in ciascuna collezione. Questi tempi si riflettono nell’arte, nella società, nell’individuo. Passare del tempo soli ci ha portati ad un’introspezione della quale forse avevamo bisogno per evolverci come specie. Scopriamo, dunque, il percorso dei grandi nomi della moda.

I tarocchi come compagni per un viaggio interiore – Dior

Forse non tutti sanno che Monsieur Dior, oltre ad essere molto superstizioso, era anche un amante dei tarocchi. Ha iniziato le sue consultazioni degli Arcani durante la seconda guerra mondiale quando la sorella Catherine, che era parte della Resistenza Francese, era scomparsa. Nonostante l’errato luogo comune, i tarocchi hanno ben poco a che vedere con la divinazione, quanto più con l’introspezione. Non è un caso che Maria Grazia Chiuri abbia “uscito questa carta” proprio adesso. In un momento di silenzio è necessario intraprendere un percorso verso la luce, proprio per non venire risucchiati dalle tenebre. I tarocchi, con la loro simbologia archetipica, si rivelano perfetti alleati per questa grande avventura evolutiva. A presentare questa eclettica collezione, la seconda collaborazione di Maison Dior con il regista Matteo Garrone. Un corto che vi consigliamo di guardare, anche due volte. La Papessa, La Giustizia, Il Matto, Il Diavolo, rappresentati in maniera spettacolare da broccati preziosi, plissé etereo, acconciature scultoree. Un mistico accostamento di silhouette, texture e volumi perfettamente armonico e senza tempo. Iconografico.

Vivere il momento – Valentino

Si chiama “Temporal” la collezione presentata da Pierpaolo Piccioli per Valentino. Niente fashion story, solo abiti. Niente passato, niente futuro, solo l’Adesso. Un concept fortemente spirituale che si rifà alla filosofia di scrittori come Eckhart Tolle o dell’italiano Salvatore Brizzi. Il tempo è Adesso, tutto il resto decade. Allo stesso modo, la moda di Valentino, non riflette un’epoca o una tendenza. La scelta stilistica verte su capi timeless, che non abbiano una precisa connotazione temporale e si possano indossare sempre. Protagonisti sono i capispalla: dai cappotti over in colori sgargianti, al taglio mantella geometrico, fino alla tridimensionalità dell’origami couture.

La Factory, la famiglia – Fendi

Grande debutto da Fendi per Kim Jones quale nuovo direttore creativo delle linee Haute Couture e Pret A Porter. Lui ci racconta una storia, quella della Charleston Farmhouse. Prima ancora della Factory di Andy Warhol, nei primi del ‘900, un gruppo di artisti detto Bloomsbury si riuniva nella residenza di Vanessa Bell e Duncan Grant nelle campagne del Sussex. In questo clima idilliaco, le menti di Virginia Woolf, David Garnett, EM Forster, Clive Bell si riunivano per scambiare idee, intuizioni, arte. Nel tempo la casa ed il famoso Giardino degli Artisti, sono diventati sede di mostre, presentazioni e speciali eventi culturali. Questa, un’idea di famiglia acquisita che ben si sposa con l’ideale di Fendi che da sempre mette la famiglia al primo posto. L’idea stilistica è quella di produrre abiti di Haute Couture che risultino indossabili e che riflettano la nostra epoca, sebbene vi siano influenze retrò ben visibili. Un’altra grande ispirazione deriva dai marmi della Galleria Borghese, tradotta nei print delle suite sartoriali.

Un matrimonio molto fancy – Chanel

Virginie Viard ha una visione molto romantica per l’estate del 2021. Sarà il momento giusto per rivedersi e festeggiare un lieto evento, come un matrimonio. Specifica la designer: “Più in stile bohémienne – più una festa da passare con la famiglia in paese che un ricevimento al Ritz”. Questa eleganza wearble e quasi ready to wear è scandita dagli incrollabili canoni stilistici di Chanel: tweed, completi maschili, catene, bottoni dorati macro e contrasti bianco/nero. Non manca però la vena primaverile fatta di colori pastello e silhouette a corolla dal taglio anni ’50 che ci riportano subito ad una dimensione più familiare e spensierata.

Scultori non designer – Giambattista Valli

Il designer ha espresso la sua visione: mentre il ready to wear è un lavoro per designer, l’ Haute Couture è un lavoro per scultori. Così, con strati e strati di tulle voluminoso, Giambattista Valli marca la sua firma, in un teatrale viaggio fra contaminazioni che viaggiano dall’estetica dell’estremo oriente fino ad un appassionante flamenco spagnolo o allo sfarzo barocco tutto francese. Le culture si uniscono in un nuovo filone che mixa svariate contaminazioni, con peculiarità da scoprire nei dettagli. Uniti.

We could be heroes – Schiaparelli

Lo spettacolare gown dress indossato da Lady Gaga durante l’insediamento di Biden è stato concepito e creato per lei ad hoc da Schiaparelli, ne abbiamo da poco parlato su FNM. Motivo di grande orgoglio per la maison francese, che prendendo spunto da personalità forti come Kamala Harris costruisce la sua eroina: una donna che conserva la sua femminilità, ma avanza con trionfo mostrando il suo lato maschile, la sua forza. Concetto ben evidente che viene tradotto in abiti scultorei con tanto di pettorali. Un’estetica piuttosto audace che, rimanendo in tema Marvel ed eroi, ci fa solo venire in mente Hulk. Fortunatamente non c’è nulla di verde… perché da qui ad un costume di carnevale il passo è breve. Bel concetto, ma probabilmente non siamo pronti per questo tipo di azzardi.